Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon:

Nessuno sfiderà il leader. Come previsto, Matteo Salvini sarà l’unico candidato al congresso straordinario che ha annunciato, con un coup de théâtre, dal palco di Pontida.

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon

Matteo Salvini a Pontida (Ansa).

Lo sfogo di Romeo: «Il congresso è un trappolone»

Il segretario della Lega lombarda Massimiliano Romeo, tra coloro che più si sono spinti nelle critiche al segretario, ha definito l’assise un «trappolone». «Io non ci casco», si è sfogato con il Corriere della sera. Il congresso «può farselo da solo», ha detto tranchant. In settimana si dovrebbe riunire il comitato elettorale leghista e sono attese novità riguardo al regolamento dell’assemblea. Il nodo contestato da Romeo & Co resta quello dei delegati. I componenti della nuova assise dovrebbero essere gli stessi di Firenze, ovvero 900 tra eletti e nominati un anno e mezzo fa, per la maggior parte legati a Salvini. E quindi non vale nemmeno la pena di candidarsi – è il ragionamento dei ‘ribelli’ – che, come anticipato da L43, stanno valutando di procedere raccogliendo le istanze del Nord in una mozione da presentare all’assemblea.

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon

Massimiliano Romeo (Imagoeconomica).

A rischio la poltrona di capogruppo o la ricandidatura alle Politiche

Il resto dello sfogo di Romeo pesa come un macigno sul segretario. «Io, Attilio Fontana e tutti gli altri ci stiamo muovendo solo ed esclusivamente per il bene del leghismo e pure dello stesso Salvini. Nessuno gli ha mai avanzato la richiesta di farsi da parte. Non è una sfida personale. La questione è solo politica», ha tenuto a precisare. «Il partito è in caduta libera. Il trend fa spavento. Perdiamo uno 0,2 per cento al mese», ha attaccato. «Questo significa che, se si dovesse votare a maggio, rischiamo di arrivarci intorno, se non addirittura, sotto al 4 per cento». Previsioni che non sono state ovviamente apprezzate da Salvini, il quale ha subito fatto diffondere una newsletter settimanale ai militanti in cui si citava un sondaggio in cui la Lega era al 7,7 per cento. Romeo, dal canto suo, sembra sempre più vicino a rischiare il posto. Forse non nell’immediato: molti ritengono che conserverà l’incarico di capogruppo al Senato ma che non verrà ricandidato alle Politiche.

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon

Massimiliano Romeo al Senato (Imagoeconomica).

Durigon al centro del cerchio magico salviniano

In sintesi, questa assise, che in prima battuta è servita a Salvini per riprendersi la scena e mettere in difficoltà i ribelli, non fa che complicare la vita politica della Lega. E peggiorare il clima interno. A molti sembra una forzatura da parte del leader che cerca di farsi confermare attraverso un colpo di mano. Insomma, una risposta che potrebbe andare bene per una trattativa sindacale, come quelle che è abituato a condurre il sottosegretario al Lavoro e ‘ras’ salviniano al Centro-Sud Claudio Durigon.

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon

Claudio Durigon (Imagoeconomica).

Ma che comporta non poche conseguenze a livello politico. Anche i governatori leghisti – Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e il presidente del Consiglio regionale veneto, Luca Zaia – sarebbero dello stesso avviso di Romeo sull’utilità dell’assemblea. Il congresso, si fa notare, servirà per affermare il potere di Durigon.

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon

Luca Zaia, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Massiliano Fedriga a Pontida (Ansa).

Nessuno più di lui è vicino al segretario in questo momento. E a lui è stato affidato il compito di preservare il leader a tutti i costi. Anche se le modalità con cui questo sta avvenendo – attaccano i critici – fanno ricordare alcuni Stati socialisti dell’ex Urss. O per fare paragoni a noi più vicini, simili al modo in cui veniva trattato negli ultimi anni Silvio Berlusconi.

"Le stesse tecniche di Gaza". La nuova frase shock di Smotrich (che in Italia non fa notizia)

"Le stesse tecniche di Gaza". La nuova frase shock di Smotrich (che in Italia non fa notizia):

 

Il ministro delle Finanze israeliano e leader dei coloni Bezalel Smotrich ha sollecitato il governo a dichiarare guerra nella Cisgiordania occupata, chiedendo di applicare le stesse tattiche utilizzate nella Striscia di Gaza.

Nel corso di un intervento riportato dai media israeliani il 27 settembre, Smotrich ha affermato di avere soluzioni chiare per la Cisgiordania, sostenendo la necessità di smantellare l'Autorità Palestinese, da lui definita un'entità terroristica. Il leader del Partito del Sionismo Religioso ha inoltre proposto l'annessione diretta dei territori occupati dalle truppe israeliane nel sud del Libano e a Gaza, indicando come obiettivo il fiume Litani a nord e la linea di demarcazione che divide la Striscia.

Attualmente Israele controlla circa il 70% della Striscia di Gaza e circa il 7% del territorio libanese, aree in cui si registrano estese operazioni di demolizione.

Le dichiarazioni del ministro giungono in un periodo di forte accelerazione nella costruzione di insediamenti e avamposti ebraici in Cisgiordania, tra cui il controverso progetto E1, destinato a separare Gerusalemme Est dal resto dei territori palestinesi e a compromettere la continuità territoriale di un futuro Stato palestinese.

Parallelamente all'espansione dei nuclei abitativi, si intensificano i blitz dei coloni contro i villaggi palestinesi, seguiti da episodi di ritorsione e aggressioni lungo le vie di comunicazione della regione.

Smotrich ha ribadito l'intenzione di eliminare l'Autorità Palestinese, l'organismo nato con gli Accordi di Oslo del 1993 per amministrare i principali centri urbani della Cisgiordania come Ramallah, Nablus, Jenin e Betlemme. In passato, il ministro aveva già proposto l'annessione di oltre l'80% della Cisgiordania, dove oggi si contano circa 160 insediamenti e oltre 700.000 coloni.

I temi dell'espansione coloniale sono al centro della campagna elettorale in vista delle prossime consultazioni per la Knesset, che vedono la coalizione di governo guidata dal primo ministro Benjamin Netanyahu e sostenuta da esponenti della destra religiosa come lo stesso Smotrich e il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir.

Nel frattempo, le autorità israeliane hanno disposto la chiusura totale dei valichi di frontiera con la Cisgiordania per l'intera durata della festività ebraica di Sukkot. Il blocco impedisce ai lavoratori palestinesi muniti di permesso l'accesso in Israele e negli insediamenti. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Wafa, le forze militari hanno posizionato diversi posti di blocco e sbarramenti stradali in varie località del territorio, tra cui Turmus Ayya, Aboud e Nabi Saleh.

______________________________________________

LETTURA CONSIGLIATA:

LAD EDIZIONI E EDIZIONI Q PRESENTANO "GAZA NOI NON DIMENTCHIAMO"


VAI ALLA PROMO

Attachments:

La Casa Bianca sta preparando un'azione militare contro Cuba?

La Casa Bianca sta preparando un'azione militare contro Cuba?:

Un'indagine pubblicata dalla CBS News riferisce di aver avuto accesso a un messaggio interno alla Riserva dell'esercito degli Stati Uniti che chiede di valutare la disponibilità di sei tipi di unità per una possibile missione in America Latina o nei Caraibi.

Il documento non menziona direttamente Cuba come obiettivo della missione, ma diversi funzionari statunitensi hanno assicurato ai media che la pianificazione è legata a possibili azioni nei Caraibi. CBS precisa che finora non ci sono ordini precisi in merito.

Cuba potrebbe essere l'obiettivo visto l'interesse crescente dell'amministrazione di Donald Trump nel decidere un cambio di governo sull'isola. Solo due giorni fa il presidente statunitense durante il suo discorso all'Assemblea Generale dell'ONU ha affermato che Cuba è uno stato fallito e che presto cadrà. La solitaria retorica o un avvertimento?

In merito a questo documento il membro democratico del Congresso Jonathan Jackson ha reagito a questa indagine affermando che “i rapporti secondo cui l'esercito sta preparando delle unità di polizia militare, medica e logistica per una possibile azione nei Caraibi nei prossimi quattro mesi dovrebbero allarmare ogni membro del Congresso”.

"Il presidente che parla apertamente di 'prendere Cuba' non descrive una politica estera, ma minaccia!", ha sottolineato, aggiungendo, riguardo ai poteri costituzionali del Congresso degli Stati Uniti in materia di guerra, che "la nostra Costituzione dà al Congresso, non al Presidente, il potere di portare questo paese in guerra. Se questa amministrazione sta pianificando un'azione militare ingiustificata contro Cuba, deve prima venire al Congresso e presentare il suo caso al popolo degli Stati Uniti".

“I nostri membri dei servizi, le loro famiglie e il popolo americano meritano questa onestà, e anche il popolo cubano!”, ha concluso.

Il documento visto da CBS News indica che il quartier generale della Riserva dell'Esercito sta chiedendo il parere dei commandos subordinati sulla possibile disponibilità di sei tipi di formazioni che sarebbero sotto l'autorità del Comando Sud degli Stati Uniti. Secondo il documento, queste unità dovrebbero “essere operative in un tempo compreso tra i 90 ei 120 giorni”, mentre ai commando viene ordinato di fornire il loro feedback al quartier generale della riserva dell'esercito entro il 25 settembre.

Tra le unità troviamo un battaglione di supporto logistico di combattimento specializzato nel coordinamento della logistica, come il trasporto, la manutenzione, il carburante e le esigenze di approvvigionamento, insieme a un battaglione di ingegneri. Il documento prevede anche la creazione di un comando di supporto logistico per la spedizione che supervisionerebbe la logistica in tutto il teatro delle operazioni.

Nel rapporto, generato la settimana scorsa, si legge anche della creazione di una brigata medica per comandare e coordinare le unità mediche, nonché un distaccamento avanzato di rianimazione e chirurgia per fornire cure chirurgiche di emergenza e traumatologiche alle forze statunitensi. Infine viene chiesta la creazione di una brigata di polizia militare; queste unità di solito supervisionano le forze di polizia responsabili della sicurezza, della custodia e di altre missioni di applicazione della legge.

Cuba sarà il prossimo obiettivo del pacifista della domenica, oppure il documento trapelato è una delle molte azioni di pressione nei confronti del governo di L'Avana? Sta di fatto che fino ad oggi alla Casa Bianca non hanno trovato nessuno disposto a tradire la rivoluzione, come avvenuto in Venezuela. Scendere con gli stivali sul territorio cubano permetterebbe a Marco Rubio e alla sua cricca di arrivare al tanto agognato cambio di governo, ma sicuramente molti dei militari statunitensi torneranno a casa nei sacchi neri.

 

 

Andrea Puccio

AGGIORNAMENTI INFO DA INOREADER (CLICK SULLA FRECCIA IN BASSO A DX PER ALTRE NEWS)

AGGIORNAMENTI DA SITI E BLOG (A FINE LISTA CLICK SU "MOSTRA TUTTO")