L'inflazione in Italia ha toccato il massimo da tre anni: + 4,2% - L'INDIPENDENTE

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Milano, aggressione squadrista all'Einstein: dodici contro uno per un manifesto

Milano, aggressione squadrista all'Einstein: dodici contro uno per un manifesto:

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Dodici contro uno. Preso a calci, pugni e bottigliate in testa finché una corsa in ambulanza non lo ha scaraventato dritto in sala operatoria per un intervento d'urgenza al cranio. È il bilancio dell'ennesima spedizione squadrista maturata davanti al liceo Einstein di Milano, come denunciato da Radio Popolare e confermato dalle carte degli inquirenti che […]

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Oltre 200 organizzazioni di più di 60 paesi si uniscono in una mobilitazione globale per la Palestina il 10 ottobre.

Oltre 200 organizzazioni di più di 60 paesi si uniscono in una mobilitazione globale per la Palestina il 10 ottobre.:




 


LONDRA — Oltre 200 organizzazioni della società civile, sindacati, federazioni studentesche, reti per i diritti umani e gruppi di base di sei continenti si mobiliteranno per la Palestina sabato 10 ottobre, in una giornata di azione coordinata che coinvolgerà più di 60 paesi. Convocata dalla Global Alliance for Palestine, con il supporto dell'Anti-Apartheid Movement (AAM) e della Global Coalition against Occupation of Palestine (SANED), questa azione coordinata mira a creare un intervento civile diretto e unitario, volto a interrompere la complicità pubblica e a chiedere una responsabilità sistemica per i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità commessi da Israele. La Giornata di azione globale riunisce forme di mobilitazione marcatamente diverse sotto un quadro internazionale condiviso. La portata della mobilitazione si riflette non solo nel […] 

Un avvocato del movimento "Berlino 4" parla della repressione delle proteste pro-Palestina e del sostegno incondizionato della Germania a Israele.

Un avvocato del movimento "Berlino 4" parla della repressione delle proteste pro-Palestina e del sostegno incondizionato della Germania a Israele.:


 
Segmento Germania Palestina

Amy Goodman di Democracy Now! si trova questa settimana a Berlino, in Germania, dove la repressione dei discorsi a favore della Palestina è plasmata dalla politica tedesca di Staatsräson , o "ragione di Stato". Il concetto si riferisce all'impegno della Germania a favore dell'esistenza dello Stato di Israele alla luce dell'Olocausto. Dall'inizio della guerra di Israele contro Gaza nel 2023, lo Staatsräson si è manifestato nell'aiuto militare tedesco a Israele e nella forte repressione dell'attivismo palestinese in Germania.

Secondo l'avvocato berlinese Alexander Gorski, che ha recentemente rappresentato i "Quattro di Berlino", tre cittadini dell'Unione Europea e un cittadino statunitense che la Germania ha tentato di espellere per aver partecipato a una protesta pro-Palestina in un campus universitario, "la colpa della Germania nei confronti dell'Olocausto" è stata "strumentalizzata per giustificare il sostegno alla guerra genocida di Israele contro la popolazione di Gaza". Gorski, che ha anche rappresentato il chirurgo britannico di origine palestinese Ghassan Abu-Sittah e l'economista greco di sinistra Yanis Varoufakis, ai quali era stato negato l'ingresso in Germania prima di una conferenza pro-Palestina a Berlino, discute dell'uso che la Germania fa della legge sull'immigrazione per reprimere l'attivismo antisionista, che a suo dire lo Stato equipara completamente all'antisemitismo.

«La Germania ha una responsabilità storica nel contrastare l'antisemitismo, ma allo stesso tempo, ciò che dovremmo imparare – soprattutto come tedeschi – dall'Olocausto è che "mai più" significa mai più per nessuno», afferma Gorski.

Rise of the Far Right in Germany Raises Fear of an Even Wider Crackdown on Migration

Rise of the Far Right in Germany Raises Fear of an Even Wider Crackdown on Migration:
Partito Seg afd

Proseguendo la nostra analisi sull'ascesa dei partiti politici di destra in Europa, abbiamo intervistato Wiebke Judith, dell'organizzazione tedesca per i diritti dei richiedenti asilo PRO ASYL , in merito al partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland (AfD) e alle sue recenti vittorie alle elezioni statali di settembre. Judith definisce queste vittorie storiche – ottenute con margini mai visti nelle elezioni tedesche dall'epoca nazista – "profondamente preoccupanti per chiunque abbia a cuore la nostra democrazia" e afferma che la crescente influenza della posizione anti-immigrazione dell'AfD sul panorama politico tedesco rappresenta un grave rischio per rifugiati, richiedenti asilo, immigrati e minoranze etniche nel Paese.

L’Occidente vuole che Netanyahu se ne vada, così i palestinesi potranno essere uccisi di nuovo in silenzio.

L’Occidente vuole che Netanyahu se ne vada, così i palestinesi potranno essere uccisi di nuovo in silenzio.: undefined

263 giornalisti palestinesi uccisi dall'inizio della guerra di Israele a Gaza: ufficio stampa

263 giornalisti palestinesi uccisi dall'inizio della guerra di Israele a Gaza: ufficio stampa:

Il numero di giornalisti palestinesi uccisi dall'inizio della guerra di Israele nella Striscia di Gaza è salito a 263, ha dichiarato mercoledì l'ufficio stampa del governo di Gaza. L'ultimo bilancio delle vittime è arrivato dopo che il giornalista palestinese Muhammad Abdel Aziz al-Najjar è stato ucciso mercoledì in un attacco di droni israeliani, ha affermato l'ufficio. In una dichiarazione, l'ufficio stampa ha "condannato fermamente gli attacchi, le uccisioni e gli assassinii sistematici di giornalisti palestinesi da parte dell'occupazione israeliana". LEGGI: ​​262 giornalisti palestinesi uccisi da Israele dall'inizio della guerra di Gaza: ufficio stampa Ha invitato la Federazione dei giornalisti, la Federazione dei giornalisti arabi e le organizzazioni di stampa di tutto il mondo a condannare quelli che ha definito crimini contro giornalisti e operatori dei media a Gaza. L'ufficio ha anche esortato la comunità internazionale a perseguire tali crimini […]
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Il 20% alle urne: l’Occidente accusa la Russia e dimentica se stesso

Il 20% alle urne: l’Occidente accusa la Russia e dimentica se stesso:

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Il 20% di affluenza alle supplettive a Reggio Calabria, pur nella specificità del contesto, diventano il simbolo della crisi di legittimità delle democrazie occidentali, mentre paradossalmente la Russia registra livelli di partecipazione più elevati. Il confronto mette in discussione un sistema che accusa gli altri di autoritarismo mentre perde consenso in casa propria.

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Ungheria. Confermate le condanne ai due antifascisti per lo stesso caso di Ilaria Salis, che dice: processo politico

Ungheria. Confermate le condanne ai due antifascisti per lo stesso caso di Ilaria Salis, che dice: processo politico:

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Ammanettata ai polsi e condotta in aula al guinzaglio. Anche oggi Maja T. è comparsa davanti ai giudici ungheresi che l’hanno condannata a sette anni di carcere nelle stesse condizioni di Ilaria Salis prima di lei. Come lei accusata – praticamente senza prove – di aver aggredito alcuni neonazisti a Budapest nel 2023. Maja T. […]

Rete neonazista di minorenni. Fiasco: “Quasi una staffetta che riparte dopo decenni, attenzione a fascino di ideologie terribili”

Rete neonazista di minorenni. Fiasco: “Quasi una staffetta che riparte dopo decenni, attenzione a fascino di ideologie terribili”:

A pochi giorni dall’accoltellamento dell’insegnante a Centocelle, periferia di Roma, altri minorenni sono coinvolti nell’ipnosi dei simboli della violenza, rivestita da ideologie aberranti. Gli inquirenti danno notizia dell’indagine in corso su una rete di giovanissimi che si snoda dal Nord (Como, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Genova, Udine, Trento, Verona, Brescia) al Sud (Catanzaro, Benevento, Palermo). E che ha poi un insediamento a Roma, luogo strategico. La polizia giudiziaria rileva uno scenario inquietante: propaganda neonazista, suprematista e omofoba, video di massacri, manifesti degli autori di stragi, manuali per costruire ordigni, istruzioni per usare armi bianche e da fuoco, minacce e proposte di possibili attentati in una moschea, una sinagoga e una scuola. Diciassette persone, 14 minori e tre maggiorenni, sono indagate per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e per addestramento ad attività con finalità di terrorismo. Le loro case sono state perquisite dai militari del Ros dei carabinieri e dagli agenti della Digos. I luoghi di ritrovo per l’indottrinamento e la condivisione erano gruppi social, come la “Chat del Nuovo Ordine Europeo” e il “Fronte Fascista Italiano”, con post contro ebrei, omosessuali e persone di colore. Sono stati sequestrati armi bianche, tirapugni, bandiere e oggetti con simbologia nazista, telefonini e pc. Di questo preoccupante spaccato parliamo con il sociologo Maurizio Fiasco.


(Foto Siciliani-Gennari/Sir)

Professore, come giudica la situazione?
È molto seria. Vedremo gli sviluppi dell’inchiesta, sulla quale c’è il riserbo degli inquirenti, trattandosi di minorenni. Colpisce l’estensione della rete, con più di una decina di località, alcune delle quali evocano storie inquietanti del passato. Per esempio, il triangolo Roma-Verona-Milano, che nella storia dell’eversione tra gli anni Sessanta e ancora negli anni Ottanta del secolo scorso ha avuto un ruolo pesantissimo, perché lì vi era il coagulo di elaborazioni teorico-pratiche orribili, peraltro di due estremismi. Questa possibile continuità territoriale mi fa pensare a una riedizione high tech, cioè con i canali digitali, di linee teoriche ben note nel passato e che tanti lutti e disastri hanno provocato in Italia. Le località di quella che appare una vera e propria rete – in particolare, come dicevo, Milano, il Veneto, Roma – fanno purtroppo sospettare un passaggio di testimone, quasi una staffetta che riparte dopo decenni.

Tra le persone coinvolte la maggior parte sono minorenni…
Impressiona la sofisticata manipolazione, a opera di un network strutturato, per creare un ambiente di adolescenti e giovani adulti su cui riversare un bagaglio ideologico velenoso, capace di attecchire in un contesto di incertezza e di turbamento, sia naturale per l’età evolutiva sia legato all’incertezza del tempo storico attuale. Parlo di intossicazione psicologica e ideologica perché non ci sfugge la funzione del richiamo alla strage, figlia di un’interiorizzazione nichilista dell’idea della vita.

La funzione simbolica dell’idea della strage è un’evocazione formale, che però viene nutrita di racconti di vicende reali, e questo rende lo scenario ancora più inquietante.

Insomma, per dirla brevemente, c’è un legame ideale e psicologico, non organizzativo naturalmente, con l’accoltellamento della professoressa a Centocelle e con la disseminazione di una variante del nichilismo. Tra l’altro, da quanto è stato reso noto, si sospettano forme di addestramento pratico. Insegnare la violenza trasferisce all’adolescente agganciato una perversa competenza, e questo rinforza una percezione di sé. Si potenzia così un sentimento di estraneità, con i motivi del superomismo tipico di quei cascami ideologici, di una volontà di potenza. Vi è poi un ulteriore rischio: che quel sentimento oscuro di ostilità venga dirottato nella pancia delle persone in difficoltà economica. Occorre vigilare affinché tutto questo apparato di richiami indicibili non attraversi un ponte e raggiunga – pensiamo alle estreme periferie – personalità in formazione, in gravi difficoltà economiche e a rischio di esclusione sociale, canalizzandone la rabbia.

Quanto è grande il pericolo che si passi da questa fase preoccupante all’azione vera e propria?
Altissimo, a destra e a sinistra. Perché oggi siamo tutti continuamente scossi dalle immagini televisive che riferiscono di morte, di guerra, di esaltazione estetica dello scontro, mentre chi propone una pedagogia del dialogo e dell’incontro versa in difficoltà fortissime. In questo esiste una grave responsabilità generale, che conviene denunciare con forza. A differenza dell’ultimo quarto del secolo scorso, quando la violenza ideologico-politica scosse molte città, non vedo riproporsi quei fattori di contenimento degli estremismi che hanno consentito di fronteggiare la tragedia di quegli anni. Ricordiamolo: all’epoca forze politiche diverse, e pur divise per cultura e programmi, si ritrovarono in una solidarietà ferrea contro l’eversione e l’intolleranza in tutte le forme. Grazie a questa responsabilità comune è stato impedito che l’Italia, pur avendo avuto quasi 500 morti e migliaia di feriti nella stagione del terrorismo, collassasse. Oggi questi fattori di resistenza sembrano non esserci più. Sarebbe perciò bene che gli adulti più responsabili, presenti nelle istituzioni, si autocensurassero, risparmiandosi argomentazioni becere, invettive, disprezzo reciproco.

Ogni umore ed espressione pubblica che proviene dall’alto si rovescia nel senso comune. Basta davvero poco per alimentare, anche senza volerlo, la fascinazione di ideologie terribili.

Cosa si può fare?
Per dirla con il grande filosofo spagnolo George Santayana, chi dimentica il passato è condannato a riviverlo. Se vogliamo che questo non accada dobbiamo compiere un esame di coscienza collettivo, e chi ha un ruolo di responsabilità non stia ad aspettare il riproporsi di una nuova stagione di lutti e di sofferenze. Infatti i manipolatori in rete, approfittando anche del clima politico attuale, rovistano nel fondo oscuro che c’è nella vita di ogni essere umano per spingerlo al male. La pedagogia del bene, indicando la via del rispetto della persona e della solidarietà, è il più solido anticorpo, che porta a coltivare il sentimento di bene comune, di amore e anche di fede.

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La differenza tra Cina e occidente finalmente spiegata in una tv italiana (VIDEO)

La differenza tra Cina e occidente finalmente spiegata in una tv italiana (VIDEO):

In un confronto televisivo sulla rivalità tra Cina e Stati Uniti, il professor Fabio Massimo Parenti prova a fare una cosa sempre più rara nel dibattito pubblico italiano: partire dai dati di fatto. E lo fa mettendo a confronto due modelli profondamente diversi, dalla struttura economica alla tecnologia, fino alla concezione della cooperazione internazionale.

«Partiamo dai dati di fatto», esordisce Parenti, prima di entrare nel merito della capacità cinese di sviluppare il suo modello «socialista di mercato» e di trasformare investimenti, formazione e tecnologia in strumenti di sviluppo.

E ancora, parlando del rapporto tra Cina e resto del mondo, il professore richiama il tema della «cooperazione internazionale», contrapponendolo alla logica di subordinazione che, come evidenzia, caratterizza sempre più il campo occidentale. Il ragionamento arriva poi a toccare anche l'intelligenza artificiale, la questione palestinese e il ruolo della Cina come laboratorio di un modello alternativo.

Un intervento di pochi minuti, ma decisamente fuori dal coro del consueto racconto sulla Cina. Vale la pena ascoltarlo.

Gli USA stanno sfrattando Netanyahu?

Gli USA stanno sfrattando Netanyahu?:


di Domenico Moro


È arrivata l'ennesima rivelazione, questa volta da parte dell’intelligence egiziana, del fatto che Netanyahu sapeva in anticipo dell'attacco di Hamas il 7 ottobre 2023. L'obiettivo è molto chiaro: a meno di un mese dalle elezioni israeliane, liberarsi di Netanyahu, divenuto ormai impresentabile. Il mandante dell’operazione è piuttosto chiaro: il governo degli Usa. La soffiata dell'intelligence dell'Egitto, paese controllato e finanziato dagli Usa, è passata attraverso il Wall Street Journal, che è di proprietà del miliardario Rupert Murdoch, sostenitore della grande finanza Usa e ultra-repubblicano.

Evidentemente, il mastino israeliano alla fine è risultato poco controllabile per il padrone Usa in diversi contesti occasioni (compresi quelli dell'Iran e del Libano). Urge un cambio di premier. Comunque, questo è anche una risposta a chi diceva che un egemone dell'imperialismo occidentale come gli Usa potesse essere controllato da un paese come Israele, che ne è la centesima parte e che senza aiuti americani collasserebbe in poco tempo. Anche gli imperialisti europei, soprattutto Francia e Regno Unito, hanno preso le distanze da Netanyahu negli ultimi mesi, a differenza del governo Meloni.

Inoltre, la comunità ebraica Usa sul genocidio palestinese sembrerebbe spaccata (il 61% ritiene che Israele abbia commesso crimini di guerra), e il 68% esprime una valutazione negativa sull'operato di Netanyahu. Ad ogni modo, è veramente insopportabile che queste rivelazioni vengano fuori adesso dopo tre anni di genocidio palestinese. Se fossero venute fuori prima, avrebbero potuto cambiare la situazione? Forse. In ogni caso, le responsabilità, non solo degli Usa ma anche di governi arabi come quelli di Emirati Arabi Uniti (il primo ad avvertire Netanyahu dell’attacco) ed Egitto, sono, come spesso accade per quanto riguarda i palestinesi, notevoli.

Infine, la caduta eventuale di Netanyahu non garantisce niente ai palestinesi, visto che sono il ruolo coloniale di Israele e gli interessi imperialistici Usa ad essere il problema, non il singolo premier, per quanto criminale possa essere. La questione che sarebbe da affrontare è l'assetto generale del Medio-Oriente, con governi arabi subalterni se non complici dell'imperialismo occidentale. Ad ogni modo, le cause antiche e recenti di questo contesto sono riconducibili soprattutto a Francia e Regno Unito, ma anche a Italia e Germania, tutte nazioni di cui il colonialismo sionista israeliano è storicamente un derivato. Ciò significa che siamo soprattutto noi europei che dobbiamo muoverci, soprattutto per fare pressione sui nostri governi, per ottenere almeno sanzioni dure non solo contro i coloni ma anche contro Israele, di cui la Ue è il maggiore partner commerciale.

La Polonia scivola verso la guerra: procedure semplificate per colpire i droni russi

La Polonia scivola verso la guerra: procedure semplificate per colpire i droni russi:

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«La Polonia sta modificando le procedure per l’impiego di armamenti da parte dell’aviazione nei casi di contrasto ad aeromobili stranieri». Così il viceministro della Difesa polacco, Cezary Tomczyk, ha annunciato un cambio nel processo di identificazione e ingaggio dei velivoli e degli oggetti che entrano nello spazio aereo polacco. Di preciso, Varsavia «supererà» l’obbligo di aprire il fuoco solo dopo una Identificazione Visiva (VID) del bersaglio, rendendo sufficiente la cosiddetta Identificazione Positiva (PID). La PID ruota attorno alla rilevazione radar dell’oggetto, incrociando diversi dati, tra cui quelli relativi alla sua provenienza e alla traiettoria. Si tratta, spiega Tomczyk, «di una risposta alla crescente minaccia rappresentata dalla Russia, alle lezioni apprese dalla guerra in Ucraina e alla comparsa di nuovi mezzi di attacco aereo, in particolare droni a reazione ad alta velocità e missili da crociera».

L’implementazione della PID, si legge nel post pubblicato dal viceministro sui social, «deve basarsi su una serie di elementi informativi che, nel loro insieme, garantiscano un grado di certezza sufficientemente elevato nel determinare la natura del bersaglio». Tra di essi, Tomczyk ha elencato la direzione da cui proviene l’oggetto una volta violato lo spazio aereo, la sua traiettoria, la sua velocità, la sua altitudine, l’analisi dei parametri di volo per inquadrarne la tipologia, la rilevazione del bersaglio da più radar e la risposta alle richieste di identificazione. Tomczyk ha definito i vincoli per l’identificazione «complessi», perché «siamo in tempo di pace», ma al tempo stesso più snelli ed efficienti nel caso in cui si rivelasse necessario aprire il fuoco: «L’Esercito polacco mantiene il dito sul polso della situazione e sul grilletto», ha dichiarato.

Restano ancora da chiarire il modo con cui tali modifiche verranno tradotte in criteri e regole operativi. Non è inoltre chiaro quando le nuove regole di ingaggio degli aerei polacchi entreranno in vigore. Nel suo annuncio, Tomczyk si è limitato a dichiarare che la Polonia sta modificando le procedure e che la scelta di implementare la PID è arrivata dopo consultazioni con il Comandante operativo delle Forze armate polacche, il generale Ireneusz Nowak. Nei casi di invasione da parte di droni, «i tempi di reazione sono estremamente ridotti», ha affermato Tomczyk. L’esigenza di modificare le procedure di identificazione e ingaggio sarebbe dunque emersa per semplificare e velocizzare i tempi di reazione, considerando in primo luogo la presunta minaccia rappresentata dalla Russia.

Negli ultimi anni sono stati tanti i casi di rilevazioni di presunti missili, droni o aerei russi che avrebbero violato lo spazio aereo degli Stati europei. Alcuni di essi hanno coinvolto proprio la Polonia. Uno degli ultimi casi risale al luglio di quest’anno, quando un missile si è schiantato nell’area di Tarnawa-Kolonia, nella regione di Lublino. Le autorità polacche ed europee hanno sin da subito dichiarato che si trattava di un armamento russo e le indagini hanno poi confermato che il relitto apparteneva a un Kh-101 prodotto in Russia nel secondo trimestre del 2026; la Russia non si è espressa sulla vicenda. Nel settembre del 2025, invece, un armamento è esploso nell’area di Wyryki-Wola, sempre a Lublino; l’ordigno era stato originariamente identificato come un drone russo, ma le indagini hanno successivamente attestato che si trattava di un missile polacco difettoso.

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Olimpiadi Milano-Cortina, il conto già salato è lievitato ancora: la “fattura” arriva a 3,62 miliardi di euro (+2,4% negli ultimi sei mesi)

Olimpiadi Milano-Cortina, il conto già salato è lievitato ancora: la “fattura” arriva a 3,62 miliardi di euro (+2,4% negli ultimi sei mesi):

Milano, 28 settembre 2026 – Sei mesi dopo la fine dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano e Cortina, il conto del Piano delle opere è salito a 3,62 miliardi, in aumento del 2,4% (84,7 milioni) rispetto a dieci mesi fa e del 6,2% (210 milioni) rispetto a settembre 2024, la prima rilevazione possibile. Metà delle opere è stata conclusa, ma di quasi un terzo non c'è ancora il cantiere. Lo afferma un report realizzato da Libera con venti associazioni della rete civica Open Olympics 2026, dal titolo "All'indomani dei Giochi: cinque indicazioni civiche per una piena ed effettiva trasparenza e rendicontabilità dei grandi eventi". 

La mappatura delle opere  

Il report prende in considerazione 98 opere mappate da Simico sul portale Open Milano Cortina 2026. Diciannove hanno subito un incremento di costo, toccando il valore massimo con la riqualificazione stradale Busto Arsizio/Gallarate/Cardano, il cui importo è quasi raddoppiato (+49 milioni, +87%). Le opere concluse coprono meno di un quarto della spesa complessiva: 890 milioni. Oltre tre quarti delle risorse è riferito a interventi non ancora terminati: per l'esattezza, 630 milioni riguardano opere in fase di esecuzione e 2,1 miliardi progetti in fase di gara o progettazione. Tra ottobre 2025 e agosto 2026 è stata posticipata la data di fine lavori di 48 opere su 98 e l'ultimo cantiere che si chiuderà il 29 dicembre 2033.

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/extra-costi-olimpiadi-jn1rww3q

La fiamma olimpica si avvicina a Bormio, una delle sedi delle competizioni

Lombardia in cima alla classifica 

Rispetto alla prima rilevazione del portale, oltre quattro opere su cinque (81,8%) registrano ritardi rispetto alle stime iniziali, con uno slittamento mediano di 219 giorni. I rincari registrati nel corso dell'anno sono guidati dalla Lombardia (+50 milioni), seguita da Trentino (+17,2 milioni), Veneto (+15,5 milioni) e Bolzano (+2 milioni).

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/olimpiadi-inchiesta-consulta-legittimo-decreto-privatizzazione-fondazione-me36zf3f

Il report prende in considerazione anche il bilancio della Fondazione Milano Cortina, il cui deficit patrimoniale cumulato al 2025 tocca quota 176,5 milioni (in aumento di 39,1 milioni nel corso dell'anno passato), con debiti pari a 1,02 miliardi a fronte di 365,8 milioni di crediti. 

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Benito Mussolini non è più cittadino onorario di Brescia: il Comune gli toglie la cittadinanza

Benito Mussolini non è più cittadino onorario di Brescia: il Comune gli toglie la cittadinanza:

Brescia, 28 settembre 2026 – Per ben 102 anni Benito Mussolini è rimasto cittadino onorario di Brescia. Ma oggi dopo oltre un secolo dal conferimento, il Consiglio comunale della città lombarda ha approvato la mozione per la revoca dell'onorificenza con 17 voti favorevoli, nove astensioni (centrodestra) e nessun voto contrario.

La decisione è arrivata al termine di un lungo dibattito in aula, che ha seguito un altrettanto duratura polemica politica. Due emendamenti presentati da Mattia Margaroli di Fratelli d’Italia sono stati per esempio respinti dalla maggioranza di centrosinistra. 

Il primo inseriva l’Unione europea tra i riferimenti normativi e il secondo ha provato a richiamare la risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sulla memoria europea, che condanna fascismo, nazismo e comunismo. 

La mozione dopo un secolo

La mozione invece era stata depositata il 28 ottobre 2024 dal consigliere del Pd Andrea Curcio e attendeva da quasi due anni di essere discussa. La cittadinanza onoraria era stata attribuita a Mussolini il 24 maggio 1924 dal commissario prefettizio Antonio Zanon.

Un conferimento che arrivò pochi giorni prima dell’omicidio di Giacomo Matteotti, nel periodo in cui numerosi Comuni italiani conferirono analoghi riconoscimenti al capo del governo fascista.

Il precedente a Salò

La scelta odierna di Brescia segue quella più significativa di Salò, sede dello stato fantoccio sul quale Mussolini governò per conto dei tedeschi tra il settembre 1943 e l'aprile 1945: il 26 febbraio 2025 il Consiglio gardesano revocò l’onorificenza al Duce.

Il Segretario del Vescovo di Aosta mette una svastica sulla bandiera LGBTQIA+: non è "prospettiva", è fascismo | Possibile

Il Segretario del Vescovo di Aosta mette una svastica sulla bandiera LGBTQIA+: non è "prospettiva", è fascismo | Possibile

Negli Usa piace sempre più il socialismo - Jacobin Italia

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Vietata la satira: attivista di Extinction Rebellion denunciata per le caricature di Meloni e Trump

Vietata la satira: attivista di Extinction Rebellion denunciata per le caricature di Meloni e Trump:

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di Extinction Rebellion Un’attivista di Extinction Rebellion è stata denunciata per vilipendio della Repubblica e del Governo per un presidio in cui sono state esposte le caricature di Giorgia Meloni …

DDL 1004, la partita non è chiusa: dall'Europa arrivano sentenze e mobilitazioni contro la censura sulla Palestina

DDL 1004, la partita non è chiusa: dall'Europa arrivano sentenze e mobilitazioni contro la censura sulla Palestina:

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Il 2 ottobre inizia alla Camera l'esame del disegno di legge, già approvato dal Senato, che recepisce la definizione IHRA. Dalla Francia alla Gran Bretagna fino alla Germania, mobilitazioni e …

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon:

Nessuno sfiderà il leader. Come previsto, Matteo Salvini sarà l’unico candidato al congresso straordinario che ha annunciato, con un coup de théâtre, dal palco di Pontida.

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon

Matteo Salvini a Pontida (Ansa).

Lo sfogo di Romeo: «Il congresso è un trappolone»

Il segretario della Lega lombarda Massimiliano Romeo, tra coloro che più si sono spinti nelle critiche al segretario, ha definito l’assise un «trappolone». «Io non ci casco», si è sfogato con il Corriere della sera. Il congresso «può farselo da solo», ha detto tranchant. In settimana si dovrebbe riunire il comitato elettorale leghista e sono attese novità riguardo al regolamento dell’assemblea. Il nodo contestato da Romeo & Co resta quello dei delegati. I componenti della nuova assise dovrebbero essere gli stessi di Firenze, ovvero 900 tra eletti e nominati un anno e mezzo fa, per la maggior parte legati a Salvini. E quindi non vale nemmeno la pena di candidarsi – è il ragionamento dei ‘ribelli’ – che, come anticipato da L43, stanno valutando di procedere raccogliendo le istanze del Nord in una mozione da presentare all’assemblea.

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon

Massimiliano Romeo (Imagoeconomica).

A rischio la poltrona di capogruppo o la ricandidatura alle Politiche

Il resto dello sfogo di Romeo pesa come un macigno sul segretario. «Io, Attilio Fontana e tutti gli altri ci stiamo muovendo solo ed esclusivamente per il bene del leghismo e pure dello stesso Salvini. Nessuno gli ha mai avanzato la richiesta di farsi da parte. Non è una sfida personale. La questione è solo politica», ha tenuto a precisare. «Il partito è in caduta libera. Il trend fa spavento. Perdiamo uno 0,2 per cento al mese», ha attaccato. «Questo significa che, se si dovesse votare a maggio, rischiamo di arrivarci intorno, se non addirittura, sotto al 4 per cento». Previsioni che non sono state ovviamente apprezzate da Salvini, il quale ha subito fatto diffondere una newsletter settimanale ai militanti in cui si citava un sondaggio in cui la Lega era al 7,7 per cento. Romeo, dal canto suo, sembra sempre più vicino a rischiare il posto. Forse non nell’immediato: molti ritengono che conserverà l’incarico di capogruppo al Senato ma che non verrà ricandidato alle Politiche.

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon

Massimiliano Romeo al Senato (Imagoeconomica).

Durigon al centro del cerchio magico salviniano

In sintesi, questa assise, che in prima battuta è servita a Salvini per riprendersi la scena e mettere in difficoltà i ribelli, non fa che complicare la vita politica della Lega. E peggiorare il clima interno. A molti sembra una forzatura da parte del leader che cerca di farsi confermare attraverso un colpo di mano. Insomma, una risposta che potrebbe andare bene per una trattativa sindacale, come quelle che è abituato a condurre il sottosegretario al Lavoro e ‘ras’ salviniano al Centro-Sud Claudio Durigon.

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon

Claudio Durigon (Imagoeconomica).

Ma che comporta non poche conseguenze a livello politico. Anche i governatori leghisti – Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e il presidente del Consiglio regionale veneto, Luca Zaia – sarebbero dello stesso avviso di Romeo sull’utilità dell’assemblea. Il congresso, si fa notare, servirà per affermare il potere di Durigon.

Il congresso della Lega? Serve solo a Salvini e a Durigon

Luca Zaia, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Massiliano Fedriga a Pontida (Ansa).

Nessuno più di lui è vicino al segretario in questo momento. E a lui è stato affidato il compito di preservare il leader a tutti i costi. Anche se le modalità con cui questo sta avvenendo – attaccano i critici – fanno ricordare alcuni Stati socialisti dell’ex Urss. O per fare paragoni a noi più vicini, simili al modo in cui veniva trattato negli ultimi anni Silvio Berlusconi.

"Le stesse tecniche di Gaza". La nuova frase shock di Smotrich (che in Italia non fa notizia)

"Le stesse tecniche di Gaza". La nuova frase shock di Smotrich (che in Italia non fa notizia):

 

Il ministro delle Finanze israeliano e leader dei coloni Bezalel Smotrich ha sollecitato il governo a dichiarare guerra nella Cisgiordania occupata, chiedendo di applicare le stesse tattiche utilizzate nella Striscia di Gaza.

Nel corso di un intervento riportato dai media israeliani il 27 settembre, Smotrich ha affermato di avere soluzioni chiare per la Cisgiordania, sostenendo la necessità di smantellare l'Autorità Palestinese, da lui definita un'entità terroristica. Il leader del Partito del Sionismo Religioso ha inoltre proposto l'annessione diretta dei territori occupati dalle truppe israeliane nel sud del Libano e a Gaza, indicando come obiettivo il fiume Litani a nord e la linea di demarcazione che divide la Striscia.

Attualmente Israele controlla circa il 70% della Striscia di Gaza e circa il 7% del territorio libanese, aree in cui si registrano estese operazioni di demolizione.

Le dichiarazioni del ministro giungono in un periodo di forte accelerazione nella costruzione di insediamenti e avamposti ebraici in Cisgiordania, tra cui il controverso progetto E1, destinato a separare Gerusalemme Est dal resto dei territori palestinesi e a compromettere la continuità territoriale di un futuro Stato palestinese.

Parallelamente all'espansione dei nuclei abitativi, si intensificano i blitz dei coloni contro i villaggi palestinesi, seguiti da episodi di ritorsione e aggressioni lungo le vie di comunicazione della regione.

Smotrich ha ribadito l'intenzione di eliminare l'Autorità Palestinese, l'organismo nato con gli Accordi di Oslo del 1993 per amministrare i principali centri urbani della Cisgiordania come Ramallah, Nablus, Jenin e Betlemme. In passato, il ministro aveva già proposto l'annessione di oltre l'80% della Cisgiordania, dove oggi si contano circa 160 insediamenti e oltre 700.000 coloni.

I temi dell'espansione coloniale sono al centro della campagna elettorale in vista delle prossime consultazioni per la Knesset, che vedono la coalizione di governo guidata dal primo ministro Benjamin Netanyahu e sostenuta da esponenti della destra religiosa come lo stesso Smotrich e il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir.

Nel frattempo, le autorità israeliane hanno disposto la chiusura totale dei valichi di frontiera con la Cisgiordania per l'intera durata della festività ebraica di Sukkot. Il blocco impedisce ai lavoratori palestinesi muniti di permesso l'accesso in Israele e negli insediamenti. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Wafa, le forze militari hanno posizionato diversi posti di blocco e sbarramenti stradali in varie località del territorio, tra cui Turmus Ayya, Aboud e Nabi Saleh.

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LETTURA CONSIGLIATA:

LAD EDIZIONI E EDIZIONI Q PRESENTANO "GAZA NOI NON DIMENTCHIAMO"


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La Casa Bianca sta preparando un'azione militare contro Cuba?

La Casa Bianca sta preparando un'azione militare contro Cuba?:

Un'indagine pubblicata dalla CBS News riferisce di aver avuto accesso a un messaggio interno alla Riserva dell'esercito degli Stati Uniti che chiede di valutare la disponibilità di sei tipi di unità per una possibile missione in America Latina o nei Caraibi.

Il documento non menziona direttamente Cuba come obiettivo della missione, ma diversi funzionari statunitensi hanno assicurato ai media che la pianificazione è legata a possibili azioni nei Caraibi. CBS precisa che finora non ci sono ordini precisi in merito.

Cuba potrebbe essere l'obiettivo visto l'interesse crescente dell'amministrazione di Donald Trump nel decidere un cambio di governo sull'isola. Solo due giorni fa il presidente statunitense durante il suo discorso all'Assemblea Generale dell'ONU ha affermato che Cuba è uno stato fallito e che presto cadrà. La solitaria retorica o un avvertimento?

In merito a questo documento il membro democratico del Congresso Jonathan Jackson ha reagito a questa indagine affermando che “i rapporti secondo cui l'esercito sta preparando delle unità di polizia militare, medica e logistica per una possibile azione nei Caraibi nei prossimi quattro mesi dovrebbero allarmare ogni membro del Congresso”.

"Il presidente che parla apertamente di 'prendere Cuba' non descrive una politica estera, ma minaccia!", ha sottolineato, aggiungendo, riguardo ai poteri costituzionali del Congresso degli Stati Uniti in materia di guerra, che "la nostra Costituzione dà al Congresso, non al Presidente, il potere di portare questo paese in guerra. Se questa amministrazione sta pianificando un'azione militare ingiustificata contro Cuba, deve prima venire al Congresso e presentare il suo caso al popolo degli Stati Uniti".

“I nostri membri dei servizi, le loro famiglie e il popolo americano meritano questa onestà, e anche il popolo cubano!”, ha concluso.

Il documento visto da CBS News indica che il quartier generale della Riserva dell'Esercito sta chiedendo il parere dei commandos subordinati sulla possibile disponibilità di sei tipi di formazioni che sarebbero sotto l'autorità del Comando Sud degli Stati Uniti. Secondo il documento, queste unità dovrebbero “essere operative in un tempo compreso tra i 90 ei 120 giorni”, mentre ai commando viene ordinato di fornire il loro feedback al quartier generale della riserva dell'esercito entro il 25 settembre.

Tra le unità troviamo un battaglione di supporto logistico di combattimento specializzato nel coordinamento della logistica, come il trasporto, la manutenzione, il carburante e le esigenze di approvvigionamento, insieme a un battaglione di ingegneri. Il documento prevede anche la creazione di un comando di supporto logistico per la spedizione che supervisionerebbe la logistica in tutto il teatro delle operazioni.

Nel rapporto, generato la settimana scorsa, si legge anche della creazione di una brigata medica per comandare e coordinare le unità mediche, nonché un distaccamento avanzato di rianimazione e chirurgia per fornire cure chirurgiche di emergenza e traumatologiche alle forze statunitensi. Infine viene chiesta la creazione di una brigata di polizia militare; queste unità di solito supervisionano le forze di polizia responsabili della sicurezza, della custodia e di altre missioni di applicazione della legge.

Cuba sarà il prossimo obiettivo del pacifista della domenica, oppure il documento trapelato è una delle molte azioni di pressione nei confronti del governo di L'Avana? Sta di fatto che fino ad oggi alla Casa Bianca non hanno trovato nessuno disposto a tradire la rivoluzione, come avvenuto in Venezuela. Scendere con gli stivali sul territorio cubano permetterebbe a Marco Rubio e alla sua cricca di arrivare al tanto agognato cambio di governo, ma sicuramente molti dei militari statunitensi torneranno a casa nei sacchi neri.

 

 

Andrea Puccio

La Digos alle elementari e il reato di umanità

La Digos alle elementari e il reato di umanità:

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A Genova, per garantire la sicurezza dell'ordine pubblico, sono serviti due agenti della Digos in borghese per rimuovere un lenzuolo appeso all'ingresso della scuola primaria Daneo. Sopra c'erano scritte sei parole ripassate a pennarello dai bambini, «Qui nessuno è straniero». Nessuna sigla eversiva, nessuna minaccia all'ordine democratico. Soltanto un messaggio d'accoglienza pensato da genitori e […]

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Netanyahu sta bloccando l'inchiesta sugli eventi del 7 ottobre, afferma un ex ufficiale dell'intelligence israeliana.

Netanyahu sta bloccando l'inchiesta sugli eventi del 7 ottobre, afferma un ex ufficiale dell'intelligence israeliana.




Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu "sta facendo di tutto" per impedire l'istituzione di una commissione d'inchiesta ufficiale sugli eventi del 7 ottobre 2023, ha dichiarato l'ex ufficiale dell'intelligence militare Barak Seri, secondo quanto riportato da Anadolu. In un post di sabato sul social network statunitense X, Seri ha affermato che Netanyahu era stato "avvertito e allertato" prima degli attacchi, ma che "ha ignorato tutto". "Ecco perché Netanyahu sta personalmente bloccando l'istituzione di una commissione d'inchiesta", ha aggiunto. In precedenza, sabato, il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth aveva riportato che Netanyahu aveva ricevuto avvertimenti su un possibile attacco di Hamas prima del 7 ottobre 2023, ma non aveva convocato una riunione per discuterne. LEGGI: ​​Hamas critica il discorso di Netanyahu all'ONU: dovrebbe essere in prigione per affrontare il processo […]
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NYT: Fonti confermano la notizia di Haaretz sull'avvertimento rivolto a Netanyahu dal presidente degli Emirati Arabi Uniti in ottobre.

NYT: Fonti confermano la notizia di Haaretz sull'avvertimento rivolto a Netanyahu dal presidente degli Emirati Arabi Uniti in ottobre.:

Secondo due fonti che hanno parlato con il New York Times, il leader emiratino ha avvertito il primo ministro Benjamin Netanyahu di un imminente "attacco di grandi proporzioni" da parte di Hamas.

Caso Attanasio, quando il giornalismo diventa una questione di libertà. Intervista ad Antonella Napoli

Caso Attanasio, quando il giornalismo diventa una questione di libertà. Intervista ad Antonella Napoli:

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L'inchiesta di Antonella Napoli, le presunte pressioni sul ritiro di un esposto e la minaccia di querela da parte del sottosegretario Alfredo Mantovano. Sullo sfondo, una domanda che riguarda tutti: quanto spazio resta per un giornalismo investigativo capace di indagare anche il potere? Ci sono vicende nelle quali il diritto di cronaca smette di essere […]

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NEWS DAL MONDO E DALL'ITALIA (25/9/26 ORE 15.30)

 

Politica Estera Lettera43

L'Iran propone un piano di tregua di sette giorni agli Stati Uniti

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha annunciato che Teheran ha trasmesso a Washington, tramite canali diplomatici intermedi, una proposta articolata su un arco temporale di sette giorni. Il piano prevede la cessazione immediata delle ostilità, la riapertura strategica dello Stretto di Hormuz e l'avvio di negoziati strutturati dedicati al programma nucleare iraniano. L'iniziativa punta a disinnescare l'escalation militare nell'area, ponendo gli USA di fronte a una decisione sulla gestione delle opzioni diplomatiche nell'area mediorientale.

Politica Estera L'Antidiplomatico

Intervista a Fox News: Pezeshkian attribuisce a Washington e Tel Aviv la responsabilità del conflitto

In un'intervista rilasciata all'emittente americana Fox News, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che il proprio Paese non ha cercato lo scontro militare, sostenendo che lo stato di guerra sia stato imposto dalle azioni congiunte di Stati Uniti e Israele. Pezeshkian ha dichiarato che la continuità o la fine delle ostilità dipendono dalle scelte politiche strategiche della leadership statunitense, difendendo le azioni di Teheran come pura risposta difensiva agli attacchi subiti.

Economia & Sanzioni Il Post

Sanzioni USA: diversi Paesi sospendono i voli delle compagnie aeree iraniane

Come diretta conseguenza del rafforzamento delle sanzioni economiche e diplomatiche promosse dagli Stati Uniti, numerose nazioni hanno predisposto la sospensione dei diritti di volo e d'atterraggio per le compagnie aeree commerciali di bandiera iraniana. Il provvedimento aumenta l'isolamento internazionale del regime di Teheran, penalizzando i collegamenti civili e le rotte commerciali internazionali dell'Iran.

Geopolitica Pressenza

Netanyahu parla all'ONU: abbandono dell'aula da parte dei delegati e contestazioni a New York

L'intervento del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite è stato segnato dalla protesta simbolica di numerose delegazioni diplomatiche, che hanno abbandonato l'aula al momento del suo discorso. Netanyahu ha respinto formalmente le accuse di genocidio a Gaza, ridimensionato gli episodi di violenza attribuiti ai coloni in Cisgiordania e criticato duramente le proteste in corso all'esterno del Palazzo di Vetro, condotte da organizzazioni pro-palestinesi.

Diplomazia Haaretz

Netanyahu annulla l'annuale incontro con i leader della comunità ebraica americana

Per il secondo anno consecutivo, il Premier israeliano Benjamin Netanyahu ha scelto di non partecipare al consueto summit con i rappresentanti delle principali organizzazioni ebraiche negli Stati Uniti durante la settimana delle Nazioni Unite. La decisione, motivata ufficialmente da un'agenda ridotta, evita al Primo Ministro un confronto diretto e potenzialmente critico con la leadership ebraica americana su temi quali la gestione della guerra e le politiche interne del governo israeliano.

Conflitti Middle East Monitor

Drone israeliano esplode a Gaza: due soldati uccisi e diversi feriti

Un incidente tattico nella Striscia di Gaza ha provocato la morte di due soldati israeliani e il ferimento di altri membri del contingente militare, alcuni dei quali in condizioni gravi. Secondo fonti ebraiche, l'evento è stato causato dall'esplosione accidentale o dall'impatto improprio di un drone appartenente alle stesse forze armate israeliane vicino all'unità operativa. I feriti sono stati evacuati d'urgenza presso il centro medico Barzilai di Ashkelon.

Aiuti Umanitari Radar Africa

Londra stanzia 116 milioni di dollari in aiuti umanitari per Gaza e Cisgiordania

Il governo del Regno Unito ha formalizzato un pacchetto di aiuti finanziari per un totale di 116,3 milioni di dollari destinati ai territori palestinesi di Gaza e della Cisgiordania occupata. Le risorse stanziate sono finalizzate a mitigare la crisi umanitaria, con interventi prioritari focalizzati sul ripristino delle infrastrutture idriche, sulla fornitura di acqua potabile e sul sostegno sanitario alla popolazione civile.

America Latina L'Antidiplomatico

Venezuela, il nuovo corso politico di Delcy Rodríguez e i rapporti con gli USA

L'intervento del vicepresidente venezuelano Delcy Rodríguez all'Assemblea Generale dell'ONU segna una svolta pragmatica nella diplomazia del Paese sudamericano a seguito dei recenti sviluppi politici e delle pressioni di Washington. Rispetto alla retorica storica del chavismo, la posizione espressa appare orientata a toni meno conflittuali con gli Stati Uniti, prefigurando un riassestamento degli equilibri interni e internazionali di Caracas.

Politica Interna L'Indipendente

Il Governo italiano impugna la legge dell'Emilia-Romagna sul suicidio assistito

In sede di Consiglio dei Ministri, il governo nazionale ha deliberato l'impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale della legge regionale dell'Emilia-Romagna che regola le procedure e le tempistiche per l'accesso al suicidio assistito. L'iniziativa dell'esecutivo segue decisioni analoghe già intraprese contro le normative approvate da Toscana e Sardegna, sollevando la questione di legittimità costituzionale riguardo alle competenze delle Regioni in materia di sanità e diritti fondamentali.

Politica Interna Open

Sondaggio YouTrend: cala la fiducia nell'esecutivo Meloni, cresce Vannacci

L'ultimo rilevamento demoscopico effettuato da YouTrend per Sky TG24 evidenzia una flessione nel gradimento del governo guidato da Giorgia Meloni, che scende al 33% di giudizi positivi (con una contrazione di tre punti percentuali rispetto alle settimane precedenti). Nel quadro politico generale si segnala l'ascesa nei consensi personali di Roberto Vannacci, mentre nel fronte dell'opposizione di centrosinistra si riscontra uno scarso interesse dell'elettorato verso l'ipotesi di svolgimento delle primarie di coalizione.

Europa & Referendum Open

Referendum in Svizzera: al voto per un inasprimento della neutralità costituzionale

I cittadini svizzeri sono chiamati alle urne per esprimersi su una proposta di modifica della Costituzione federale intesa a irrigidire i vincoli della storica neutralità armata del Paese. Il dibattito istituzionale, riapertosi a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina e delle conseguenti sanzioni europee, mira a definire in modo più stringente i limiti dell'azione diplomatica e militare di Berna nei contesti sanzionatori e cooperativi internazionali.

Diritti Nazionali Africa Rivista

Riparazioni per la schiavitù: cresce il sostegno internazionale alla campagna del Ghana

Registra un progressivo consolidamento sul piano internazionale la campagna diplomatica promossa dal governo del Ghana per ottenere riparazioni formali e finanziarie legate alla tratta transatlantica degli schiavi. L'iniziativa sta raccogliendo adesioni non soltanto all'interno dell'Unione Africana, ma anche da parte di diverse istituzioni e governi occidentali, riaprendo il dibattito sulle responsabilità storiche dei Paesi colonizzatori.

NEWS SU ITALIA E MONDO (AGIORNAMENTO DEL 24/9/26 ORE 21:30)

 

Selezione Giornaliera

Rassegna Stampa: Politica Italiana & Scenari Internazionali

1. Consiglio dei Ministri: la stretta della destra sulla scuola tra tetti, sanzioni e divieti

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto-legge sulla scuola proposto dal governo Meloni. Il provvedimento introduce diverse norme stringenti: un tetto massimo del 30% per classe agli studenti stranieri che non possiedono un'adeguata conoscenza dell'italiano, corsi d'italiano obbligatori per i genitori con sanzioni economiche fino a 1.000 euro per chi non vi partecipa, e il divieto esplicito di accedere alle attività scolastiche a volto coperto (con specifico riferimento al burqa). Inoltre, gli istituti tecnici e professionali cambieranno denominazione ufficiale, diventando rispettivamente "Licei tecnologici" e "Licei professionali".

2. Meloni alza la voce: tasse, legge elettorale e la linea dura sul velo

Intervenendo in videocollegamento alla festa de Il Tempo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato diversi nodi politici centrali. Sul tema fiscale ha escluso qualsiasi ipotesi di patrimoniale sotto il suo esecutivo. Riguardo alla scuola ha ribadito la necessità di presentarsi a "viso aperto". Ha infine rivolto un chiaro monito interno alla maggioranza in vista del dibattito sulla legge elettorale, avvertendo che eventuali passi falsi o voti contrari in Parlamento avranno conseguenze politiche inevitabili sulla tenuta del governo.

3. Suicidio assistito: il governo impugna la legge dell'Emilia-Romagna davanti alla Consulta

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato il ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge sul suicidio medicalmente assistito approvata dallo scorso luglio dalla Regione Emilia-Romagna. Secondo il governo, il provvedimento regionale esorbita dalle competenze territoriali, andando a superare la riserva di legge e la potestà legislativa dello Stato centrale in materia di diritti e salute.

6. Netanyahu all'Assemblea Generale ONU: protesta dei diplomatici e discorso d'attacco

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu è intervenuto sul podio dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. In segno di aperta protesta contro le azioni militari israeliane, numerosi delegati internazionali hanno abbandonato la sala al momento del suo intervento; Netanyahu li ha pubblicamente definiti "codardi morali". Fuori dal palazzo dell'ONU si sono svolte estese manifestazioni, nell'ambito delle quali è stata fermata anche l'attrice e attivista Susan Sarandon.

7. Il transito dell'aereo di Netanyahu sullo spazio aereo europeo nonostante il mandato CPI

Ha sollevato polemiche internazionali il volo del Primo Ministro israeliano verso gli Stati Uniti. Nonostante il mandato di arresto emesso nei suoi confronti dalla Corte Penale Internazionale (CPI), l'aereo di stato israeliano ha sorvolato liberamente lo spazio aereo di tre paesi membri dell'Unione Europea e sottoscrittori dello Statuto di Roma: Grecia, Italia e Francia.

8. Striscia di Gaza: economia in macerie e negoziati di pace in stallo

Secondo l'ultimo rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), la Striscia di Gaza si trova nella peggiore crisi economica mai documentata a livello globale, con stime per la sola ricostruzione che toccano i 71,5 miliardi di dollari. Contestualmente, i rappresentanti di Hamas si sono detti pronti ad attuare la tabella di marcia stabilita dal Consiglio di Pace, accusando l'esecutivo israeliano di bloccare deliberatamente l'accordo per un cessate il fuoco duraturo.

9. Tensioni geopolitiche nel Medio Oriente: Iran, Iraq e Penisola Arabica

Il clima politico e di sicurezza nell'area mediorientale si aggrava ulteriormente. La guida militare iraniana ha avvertito che un eventuale scontro diretto con gli Stati Uniti finirebbe per estendersi all'Oceano Indiano, mentre l'aviazione civile di Teheran ha sospeso preventivamente i voli verso gli Emirati Arabi Uniti. Nel frattempo, la coalizione a guida saudita ha annunciato l'intercettazione di sei missili balistici lanciati dai ribelli Houthi dal territorio yemenita verso le città di Taif e Yanbu.

10. Vertice Xi Jinping - Donald Trump a Washington: "Grandissimi amici e cooperazione necessaria"

Il presidente cinese Xi Jinping ha effettuato una visita ufficiale a Washington incontrando Donald Trump. Il vertice si è concluso con toni distensivi, dichiarazioni di stima reciproca e l'affermazione della necessità di una coesistenza e cooperazione tra le due superpotenze globali. Contestualmente, il Tesoro USA ha confermato il mantenimento della tregua commerciale in vigore tra i due Paesi.

11. Macron denuncia la minaccia russa: «Non è più guerra ibrida, è guerra a tutti gli effetti»

In un intervento televisivo sulle reti nazionali francesi, il presidente Emmanuel Macron ha lanciato un fermo avvertimento sull'escalation delle ingerenze russe, definendo le mosse di Mosca verso i paesi europei come un vero e proprio stato di guerra aperta e non più solo provocazioni ibride. Le dichiarazioni giungono a margine di un riservato vertice di intelligence tra i partiti francesi relativo a possibili attacchi della Russia sul suolo continentale.

13. Intelligenza Artificiale e sovranità globale: i Big Tech al Consiglio di Sicurezza ONU

I vertici delle principali aziende sviluppatrici di IA (tra cui OpenAI ed Anthropic) si sono rivolti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per sollecitare un quadro normativo e standard internazionali uniformi. Nel frattempo, studiosi e rappresentanti dell'Unione Africana denunciano il rischio di una "IA coloniale" che privi il continente africano della propria sovranità tecnologica e dei diritti sui dati.

Aggiornamento quotidiano a cura della redazione. Tutti i diritti sui contenuti appartengono alle rispettive testate lette.

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