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DIMENTICATI IN VITA, INVISIBILI QUANDO MUOIONO - SOS Mediterranee
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MEDITERRANEO
«Riportarli indietro? Pensateci bene». I filmati che il Papa ha voluto vedere
Dentro l'inferno libico, le immagini delle prigioni dove i migranti vengono torturati e uccisi
Italia - Libia : in un documento ASGI analizza i rischi per i diritti umani
La grande spartizione della Libia: un bottino da almeno 130 miliardi - Il Sole 24 ORE
L'AVVENTURA LIBICA (SILVESTRO MONTANARO)
L'AVVENTURA LIBICA
Siamo alla guida di un'azione militare in Libia, stando alle dichiarazioni di più' esponenti dell'amministrazione americana.
Questa guerra addirittura sarebbe già' iniziata. Truppe speciali francesi ed americane, forse anche di altri paesi, forse anche nostre,sono gia' in azione. Si bombarda e il nostro paese ospita una discreta quantità' di droni americani. Noi, il nostro parlamento non ne abbiamo,pero', finora, mai potuto discutere. Il governo non ha ancora ritenuto suo dovere spiegarci di cosa si parla….
Si e' detto che dovremmo intervenire su richiesta del governo libico per aiutarlo a stabilizzare il paese e combattere l'avanzata dei miliziani dell'Isis. Ad oggi non esiste alcun governo libico. Per la verità' non esiste più' la Libia. Alcuni teorizzano la spartizione di questo paese in tre nuove entità' statali. La realtà' ci dice che siamo di fronte ad una nazione implosa e fallita nella quale ogni tribù decide e governa il territorio che riesce a controllare a mano armata. Di armi, inutile dirlo, in giro ce ne e' un'infinita'. Le stesse che la coalizione che oggi vorrebbe stabilizzare quel territorio distribuì' largamente nella guerra per detronizzare Gheddafi. E' guerra di tutti contro tutti. La stessa nascita dell'Isis in Libia e' figlia di queste logiche. Tra le sue fila ci sono tantissimi sostenitori di Gheddafi, intere tribù' penalizzate dalla guerra e messe totalmente ai margini, umiliate, da chi quella guerra ha vinto. L'assenza di politiche di riconciliazione ed inclusione ha portato una moltitudine di giovani a schierarsi sotto le bandiere del califfodi Baghdad.
Ed e' guerra di tutti contro tutti anche nella coalizione che dovremmo "guidare".
L'Italia fu trascinata nella guerra per eliminare il leader della Rivoluzione Verde. Contro i suoi interessi e contro ogni ragionevolezza dettata dalla grande esperienza accumulata negli anni da quelle parti. Non sapemmo opporci ad un'operazione che già' sapevamo fallimentare. Ce lo imposero gli americani, ce lo imposero i francesi che non vedevano l'ora di metter fine al nascente proposito di una moneta unica africana di cui Gheddafi era promotore. Sarebbe stato per la Francia un colpo durissimo visto che la Francia impone ancora oggi alle sue "ex" colonie una moneta stampata nel suo territorio e protetta dai versamenti onerosi e forzosi delle sue ex province d'oltremare. Avrebbero perso il controllo di quelle economie. Nello stesso tempo per i cugini d'oltralpe si dava la possibilità' di mettere in crisi la nostra leadership petrolifera nell'area e assicurarsi il controllo del Sahel, ricco di minerali e potenzialmente la più' grande centrale di energia solare del pianeta. Gli ultimi anni hanno dimostrato più' volte la divaricazione di interessi tra noi ed i nostri "alleati". La loro contrapposizione.
Stiamo entrando quindi in una pericolosissima situazione nella quale non solo dovremo stare attenti al nemico di fronte a noi, ma guardarci attentamente le spalle. Un'avventura!
Siamo alla guida di un'azione militare in Libia, stando alle dichiarazioni di più' esponenti dell'amministrazione americana.
Questa guerra addirittura sarebbe già' iniziata. Truppe speciali francesi ed americane, forse anche di altri paesi, forse anche nostre,sono gia' in azione. Si bombarda e il nostro paese ospita una discreta quantità' di droni americani. Noi, il nostro parlamento non ne abbiamo,pero', finora, mai potuto discutere. Il governo non ha ancora ritenuto suo dovere spiegarci di cosa si parla….
Si e' detto che dovremmo intervenire su richiesta del governo libico per aiutarlo a stabilizzare il paese e combattere l'avanzata dei miliziani dell'Isis. Ad oggi non esiste alcun governo libico. Per la verità' non esiste più' la Libia. Alcuni teorizzano la spartizione di questo paese in tre nuove entità' statali. La realtà' ci dice che siamo di fronte ad una nazione implosa e fallita nella quale ogni tribù decide e governa il territorio che riesce a controllare a mano armata. Di armi, inutile dirlo, in giro ce ne e' un'infinita'. Le stesse che la coalizione che oggi vorrebbe stabilizzare quel territorio distribuì' largamente nella guerra per detronizzare Gheddafi. E' guerra di tutti contro tutti. La stessa nascita dell'Isis in Libia e' figlia di queste logiche. Tra le sue fila ci sono tantissimi sostenitori di Gheddafi, intere tribù' penalizzate dalla guerra e messe totalmente ai margini, umiliate, da chi quella guerra ha vinto. L'assenza di politiche di riconciliazione ed inclusione ha portato una moltitudine di giovani a schierarsi sotto le bandiere del califfodi Baghdad.
Ed e' guerra di tutti contro tutti anche nella coalizione che dovremmo "guidare".
L'Italia fu trascinata nella guerra per eliminare il leader della Rivoluzione Verde. Contro i suoi interessi e contro ogni ragionevolezza dettata dalla grande esperienza accumulata negli anni da quelle parti. Non sapemmo opporci ad un'operazione che già' sapevamo fallimentare. Ce lo imposero gli americani, ce lo imposero i francesi che non vedevano l'ora di metter fine al nascente proposito di una moneta unica africana di cui Gheddafi era promotore. Sarebbe stato per la Francia un colpo durissimo visto che la Francia impone ancora oggi alle sue "ex" colonie una moneta stampata nel suo territorio e protetta dai versamenti onerosi e forzosi delle sue ex province d'oltremare. Avrebbero perso il controllo di quelle economie. Nello stesso tempo per i cugini d'oltralpe si dava la possibilità' di mettere in crisi la nostra leadership petrolifera nell'area e assicurarsi il controllo del Sahel, ricco di minerali e potenzialmente la più' grande centrale di energia solare del pianeta. Gli ultimi anni hanno dimostrato più' volte la divaricazione di interessi tra noi ed i nostri "alleati". La loro contrapposizione.
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