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LA PILLOLA A PAGAMENTO



 
 
 
 
 
 
 
 
DA Alberto Panaro
6 ore fa · 

Chiara RONZANI

(radiopopolare.it, 08 ottobre 2016)


Tagli alla sanità. La PILLOLA a PAGAMENTO
Al ritorno dalla pausa estiva, i medici di famiglia si sono accorti che non è più possibile prescrivere alle pazienti i farmaci anticoncezionali, perché sono usciti dalla fascia A. Il ministero ha deciso, in piena estate, di escludere gli ultimi contraccettivi orali dalla lista dei farmaci rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. In questo modo qualunque forma di contraccezione “sicura” è diventata a pagamento.
Una razionalizzazione che garantirà risparmi risibili ma che si inserisce in un contesto “pro life”. “Il messaggio percepito da parte del pubblico è stato Fate figli”. – racconta la dottoressa Pina Onotri, presidente del Sindacato dei medici italiani. “Un messaggio che ha sollevato un’ondata di indignazione soprattutto tra le coppie giovani in difficoltà economiche, che non hanno un sistema di welfare, nemmeno fai da te, ovvero parenti o nonni che possano aiutare nel difficile compito che è oggi essere donna, mamma e lavoratrice”.
Un taglio che è arrivato in concomitanza con il varo del Fertility day, e con la decisione di inserire nei Lea (i livelli essenziali di assistenza) la fecondazione assistita.
Una scelta che “mi sembra rientri in uno scenario ideologico anteguerra” – continua Onotri. “Ci sono state conquiste nel tempo: i consultori, l’educazione sessuale, l’informazione sulla contraccezione per prevenire gli aborti e favorire la maternità consapevole, questo mi sembra assolutamente un passo indietro che come donna e come medico ritengo inaccettabile”.
Ci saranno pazienti che smetteranno di affidarsi alla contraccezione sicura, a vantaggio di sistemi gratuiti ma inefficaci? “Temo di sì, soprattutto tra le adolescenti” – risponde la dottoressa Onotri – “perché oggi in ambito pubblico si è regrediti anche su altri piani. Per gli adolescenti c’è meno informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili e sulla prevenzione di una maternità indesiderata; credo che questa scelta non faccia altro che peggiorare il quadro”.

MANUALE PER LA VERIFICA DEI CONTENUTI DIGITALI

«Di questi tempi è sempre più vitale conoscere la verità e saper verificare le notizie e altre informazioni. Questo manuale fornisce gli strumenti fondamentali a tutti, giornalisti e cittadini, per farlo in maniera efficace» - Howard Finberg, The Poynter Institute.
L'European Journalism Centre (EJC) ha pubblicato l'edizione italiana del Verification Handbook, la guida definitiva alla verifica dei contenuti digitali per coprire le emergenze, curata da Craig Silverman.
In un contesto giornalistico come quello italiano, in cui la cultura del "fact-checking" è poco diffusa all'interno delle redazioni, questo manuale è essenziale per conoscere le tecniche più semplici ed efficaci per verificare i contenuti in tempo reale.
Il libro parte dalle regole fondamentali della verifica, per poi spostarsi a quelle specifiche che riguardano immagini, video e contenuti prodotti dagli utenti stessi, tramite, ad esempio, i loro smartphone. Un controllo che può avvenire anche integrando la molteplicità umana con quella computerizzata. Altra questione approfondita nel libro è quella della verifica dei fatti grazie alle persone che popolano i social (il cosiddetto “crowdsourcing”).
«La folla, nel più ampio significato del termine, è sempre stata un elemento cruciale per la raccolta e la diffusione delle notizie. Oggi tuttavia tecnologie social come Twitter, Facebook, YouTube e altre ci consentono di instaurare un rapporto collaborativo ben più esteso e su scala più ampia, ma soprattutto ci permettono di farlo in maniera più rapida», spiega Mathew Ingram, senior writer di Fortune.
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L'edizione italiana del Verification Handbook è stata curata e tradotta da Andrea Coccia di Slow News. È disponibile anche in formato pdf: http://bit.ly/verification-handbook-pdf
La guida definitiva alla verifica dei contenuti digitali per coprire le emergenze.
verificationhandbook.com

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