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venerdì 7 ottobre 2016

ESSERE INTELLIGENTI di Anna Politkovskaja

Tahar Lamri
Tahar Lamri a Devrim Osman Gazi, copio e incollo qui il tuo post perché non è visibile a chi non è "amico" con te su FB:
 
ESSERE INTELLIGENTI di Anna Politkovskaja
«ho sempre creduto - e continuo a credere - che non stia a noi dare giudizi. Sono una giornalista, non
un giudice e nemmeno un magistrato. Io mi limito a raccontare i fatti». Subito dopo la strage di Beslan, la tempestarono di domande: « Ci dica: secondo lei chi ha ragione, signora Politkovskaja?, Prendere una posizione è intelligente, non crede?, Chi ha torto signora Politkovskaja?, I russi? O i ceceni?». Dopo aver camminato fra le fosse dei bambini morti, a queste domande, poste dagli "intelligenti", rispose così: «Dovrei prendere una posizione. Perché prendere una posizione è intelligente. Allora: vediamo. Ecco: sosterrò i terroristi che pieni di eroina e marijuana si sono presi 1127 ostaggi in una palestra nel primo giorno di scuola? O invece… sosterrò l'esercitò che ha usato i lanciafiamme contro i bambini di dieci anni? Vorrei chiedere agli intelligenti: sulle tombe c'è scritto mai ucciso dai russi oppure ucciso dai ceceni?”. “Chi non ha visto coi suoi occhi un attentato non ne parli perché non sa niente. Chi pensa che il sangue a terra sia rosso non parli perché non sa che è marrone, quasi nero. Chi pensa che un cadavere faccia impressione non parli perché non sa di chi striscia, vivo, coi suoi pezzi…»

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