lunedì 29 dicembre 2014

SOROS: HO FINANZIATO IO IL COLPO DI STATO IN UCRAINA

ARABIA SAUDITA: DUE DONNE IN CARCERE PER AVER GUIDATO L'AUTO

sabato 27 dicembre 2014

28/12 - 71° anniversario dell'eccidio dei fratelli Cervi

lunedì 22 dicembre 2014

ABBONAMENTO A RADIOPOPOLARE!

domenica 21 dicembre 2014

LOS CINCO, ALBERTO GRANADO E...MIA NIPOTE

mia nipote Iris Pilotti Roger Cuesta che ora vive a Cuba oggi è stata all'Avana a un incontro per la liberazione dei "Cinque di Miami" (su cui aveva fatto la tesi) e loro l' hanno riconosciuta e chiamata per nome e cognome davanti a tutti.

Grande emozione!


Intanto ricordiamo con affetto Alberto Granado, il mitico compagno di viaggio del Che ("I diari della motocicletta") che è stato testimone di nozze di Iris e Roger



















venerdì 19 dicembre 2014

Parla la figlia di Giuseppe Pinelli

“L’impegno di mio padre e la violenza del potere”. Parla la figlia di Giuseppe Pinelli

Su MicroMega:
 




http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2014/05/giuseppe-pinelli-510.jpg
“Dalla lotta partigiana al movimento anarchico e alla non violenza, Pino era un ottimista che viveva con entusiasmo quel tempo di speranze e di profondi cambiamenti. Con la sua tragica morte è diventato un simbolo dei diritti negati e dei connotati violenti che può assumere il potere”. Claudia Pinelli ricorda il padre Giuseppe, volato da una finestra della Questura di Milano la notte del 15 dicembre 1969.

di Laura Tussi, da peacelink.it

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2014/05/giuseppe-pinelli-200.jpgIl ricordo di tuo padre è stato un punto fermo nella vita della famiglia Pinelli. Quali sono le parole più significative e gli ideali più alti che la sua memoria ti ha trasmesso?
Il suo ricordo sicuramente è un punto fermo nella nostra famiglia e abbiamo dovuto testimoniarlo innumerevoli volte, ma la memoria sua e di quello che accadde appartiene a tutta la società civile.
Pino era un ottimista che viveva con entusiasmo quel tempo di speranze e di profondi cambiamenti. Aveva dato il suo contributo, giovanissimo, alla lotta partigiana, come staffetta, maturando dall’esperienza della guerra il rifiuto per qualsiasi autoritarismo. Aveva letto moltissimo, forgiato il suo pensiero con i classici del pensiero anarchico, studiato l’esperanto credendo veramente che una lingua comune avrebbe fatto cadere le barriere tra i popoli, era impegnato nel movimento anarchico, nel sindacato di base, nel pacifismo e nella non violenza. Faceva da tramite tra persone di generazioni e ideologie differenti, sempre aperto al dialogo e al confronto. E aveva una moglie che amava e due figlie. Poi la strage di Piazza Fontana, la sua orrenda morte, la sua immagine che esce deformata dalle dichiarazioni di quegli stessi responsabili del suo fermo illegale e dell’interrogatorio che stava subendo quella notte quando precipitò dalla finestra al quarto piano della questura.
Pino è diventato un simbolo dei diritti negati e dei connotati violenti che può assumere il potere. Lui era una persona positiva e ha insegnato a noi e non solo a noi, l’importanza dell’impegno in prima persona.

“Anarchia è responsabilità e ragionamento: non è violenza”. Con quali modalità e azioni tuo padre credeva nell’obiezione di coscienza e nel disarmo?
Quella che riporti è una frase dell’ultima lettera che mio padre scrisse e diventa ancora più significativa pensando che lo fece proprio nel pomeriggio del 12 dicembre 1969.
Pino aveva studiato l’esperanto, lingua che aveva imparato molto bene e che avrebbe voluto insegnare. Con questo strumento comunicava con persone di ogni parte d’Europa, che ospitava anche a casa. Era entrato in contatto con le idee che infiammavano quegli anni, con la contestazione giovanile, con i movimenti contro la guerra del Vietnam e con la sua capacità di dialogo divenne tramite tra generazioni differenti E’ stato tra i primi a organizzare incontri pubblici dedicati al tema dell’antimilitarismo insieme a obiettori di coscienza che vennero incarcerati per il loro rifiuto di indossare una divisa. Partecipò e organizzò marce per la pace, indisse manifestazioni e comizi per l’obiezione di coscienza, il pacifismo e la nonviolenza. Sostenne la stampa e la diffusione dei primi numeri di “Mondo Beat”, giornale che illustrava l’importanza della nonviolenza e la necessità del pacifismo

C’è una bellissima testimonianza di Giuseppe Gozzini, il primo obiettore di coscienza cattolico in Italia, che a poche ore dalla morte di Pino scrisse una lettera che rese pubblica in cui ricorda mio padre con queste parole:

“Conosceva, e non per sentito dire, movimenti e gruppi che si ispiravano alla nonviolenza e voleva discutere con me sulle possibilità che la nonviolenza diventasse strumento d’azione politica e l’obiezione di coscienza stile di vita, impegno sociale permanente. Io gli parlavo di società basata sull’egoismo istituzionalizzato, di disordine costituito, di lotta di classe e lui mi riportava oltre le formule, alla radice dei problemi, incrollabile nella sua fede nell’uomo e nella necessità di edificare l’uomo nuovo, lavorando dal basso. Poi ci vedemmo in molte altre occasioni e i punti fermi della nostra amicizia divennero don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, due preti scomodi, che hanno lasciato il segno e non solo nella chiesa….Viveva del suo lavoro, povero come gli uccelli dell’aria, solido negli affetti, assetato di amicizia, e gli amici li scuoteva con la sua inesauribile carica umana… Si è sempre battuto contro l’individualismo delle coscienze addomesticate: lui, ateo, aiutava i cristiani a credere (e lo possono testimoniare tanti miei amici cattolici); lui operaio, insegnava agli intellettuali a pensare, finalmente liberi da schemi asfittici. Non ignorava le radici sociali dell’ingiustizia, ma non aveva fiducia nei mutamenti radicali, nelle `rivoluzioni’ che lasciano gli uomini come prima. Paziente, candido, scoperto nel suo quotidiano impegno, era lontano dagli estremismi alla moda, dalle ideologie che riempiono la testa ma lasciano vuoto il cuore. Stavo bene con lui, anche per questo.”

In qualità di testimone degli eventi, come ti poni nei confronti del pensiero socialista e libertario del grande Partigiano e Padre Costituente Stéphane Hessel che ha lanciato appelli di pace per la nonviolenza e per il disarmo nucleare totale? In che modo tuo padre avrebbe attuato e condiviso tali idee?
Il mio essere testimone degli eventi è marginale rispetto al ruolo avuto da mia mamma Licia, una persona meravigliosa che è diventata roccia per noi e per lui quando tutto il nostro mondo è andato in frantumi. E di tutte quelle persone che ci sono rimaste vicine e ancora lo sono, con estremo coraggio in situazioni anche molto difficili. Da quello che io conservo di mio papà e da quello che mi hanno raccontato di lui credo si sarebbe avvicinato con curiosità e interesse alle idee di Stephane Hessel cercando di valutare e di capire, come faceva per tutte le idee e le cose che lo stimolavano, ma non mi posso permettere di parlare per lui, di dire come avrebbe agito o anche se avrebbe condiviso tali idee. Nessuno di noi è lui.

Un messaggio alle generazioni presenti e future “Per Non Dimenticare” la memoria degli eventi.
Non bisogna accettare in maniera passiva le verità ufficiali, bisogna sempre cercare e essere critici, mantenendo viva la capacità di indignarsi. La memoria deve essere come un filo di luce puntato implacabilmente sul passato perché mantenendo viva l’attenzione, la ricerca, la comprensione di quello che è stato questo potrà essere di insegnamento e monito per il presente e potrà aiutarci a trovare la forza per ribellarsi a chi ci vorrebbe spettatori passivi invece che cittadini che partecipano e scelgono. Solo così si avranno gli strumenti per costruire una società più giusta e più umana.
 

martedì 16 dicembre 2014

RADIOPOPOLARE: LE PROSSIME INIZIATIVE







 


 
 
 
 
Vi aspettiamo! Grazie per il vostro sostegno!
 
Più informazioni sul sito di Radio Popolare

Transeuropae Hotel giovedì 18 dicembre
Luigi Cinque presenta il progetto “Transeuropae Hotel”, un film scritto e diretto sul principio narrativo del melodramma. Luigi Cinque racconterà genesi e sviluppi di questo lavoro, verranno proiettati spezzoni del film e la serata si concluderà con un concerto di Luigi Cinque (sassofono, gaita ed elettronica) e Patrizio Fariselli (tastiere).
Giovedì 18 dicembre, Auditorium Demetrio Stratos, via Ollearo 5, Milano, dalle 21
Prenotatevi 02-39241409

Una serata bergamasca per Radio Popolare venerdì 19 dicembre
L’appuntamento è in città alta, al Circolo Maite (Vicolo Sant'Agata, 6) venerdì 19 dicembre dalle 21. Ad attendervi alcuni artisti amici della radio: Ricky Gianco e le sue canzoni senza tempo, il cantattore  Flavio Pirini, il comico Germano Lanzoni e Giampiero Belotti, il mitico ‘nazista ! dell’Illinois’. Paola Piacentini e Giorgia Battocchio, le ragazze in bicicletta di Pungiball, intervisteranno tre redattori di Radio Popolare: Raffaele Masto, Piero Bosio e Dario Falcini. Ingresso con sottoscrizione (consigliate le 5 euro).

Guano Padano in concerto venerdì 19 dicembre
I Guano Padano sono tre talentuosi musicisti, Alessandro “Asso” Stefana, Zeno De Rossi (entrambi già nella band di Vinicio Capossela) e Danilo Gallo. “Americana” è il loro terzo album, ed è un disco in cui il trio mette ancora più in evidenza la propria passione per la cultura statunitense, in questo caso in particolare per la letteratura americana.
Questi brani saranno al centro del concerto di venerdì 19 dicembre, nell'Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare, Via Ollearo 5, Milano: come sempre l'ingresso è gratuito, per chi si prenoterà allo 02-39241409

Popogusto extralarge!
Sabato 20 dicembre nei chiostri dell'Umanitaria, in Via San Barnaba 48, dalle 10 alle 20 vi aspetta Popogusto in formato extra large. Insieme ai consueti  cibi eccellenti, saranno presenti più di 20 artisti artigiani.
Alle 17 vi offriremo panettone e spumante servito dai lavoratori di Radio Popolare e offerto dai produttori del popogusto.
Alle 18, nel salone degli affreschi, come lo scorso anno,  il concerto di Abbo Natale.
Il coro Jazz dei Claim Chowder regalerà a voi ascoltatori un'ora di buona musica.

La Grande Cena di Radiopop sabato 20 dicembre
Per festeggiare la Campagna Abbonamenti di Radio Popolare, abbiamo invitato tutti i nostri ascoltatori a organizzare sabato 20 dicembre, a casa propria, una Grande Cena. Ognuno potrà invitare chi vuole: amici, parenti, ascoltatori sconosciuti...decidete voi!
Quel che è importante è che ognuno, quella sera, preparerà un piatto. Lo stesso piatto, che ci unirà tutti, come se fossimo tutti quanti seduti allo stesso tavolo.
Quale sarà il piatto? Lo decideremo insieme, nei prossimi giorni di campagna abbonamenti, ascoltando le vostre proposte e registrando le vostre preferenze! 
Come? Votando qui!

Radiopop a Cologno Monzese
Domenica 21 dicembre la biblioteca di Cologno Monzese effettuerà una giornata di apertura straordinaria dalle 10.00 alle 19.00  per sostenere la propria campagna di autofinanziamento insieme a quella di Radio Popolare. Troverete in prima linea ad aspettarvi il nostro Renato Scuffietti.

Tutte le informazioni sul sito di  Radio Popolare
 
 
                  

sabato 13 dicembre 2014

5 ANNI PER PROSPERINI?

martedì 9 dicembre 2014

LE TORTURE DELLA CIA

Non è una vittoria della giustizia

Il procuratore della Corte Penale Internazionale ha ritirato ogni accusa di crimini contro l’umanità ai danni del presidente keniano, Uhuru Kenyatta, il primo capo di Stato, e per di piu’ in carica, a comparire davanti alla Corte dell’Aja. - See more at: http://www.buongiornoafrica.it/non-e-una-vittoria-della-giustizia/#sthash.RITqAIA5.dpuf

Non è una vittoria della giustizia



.........

lunedì 8 dicembre 2014

SOCIAL CARD PER I DISOCCUPATI: COME OTTENERLA

IL MIO CANE PIMPI VUOLE LE COCCOLE

sabato 6 dicembre 2014

RICORDANDO FELICIA IMPASTATO

venerdì 5 dicembre 2014

CARMINATI: GIUSTIZIA PER FAUSTO E IAIO

PER I SOSTENITORI DI RADIO POPOLARE: LE PROSSIME INIZIATIVE

Venerdì 5 dicembre News For Lulu in concerto nell'Auditorium Demetrio Stratos, Via Ollearo 5, Milano alle 21.  
Per partecipare gratuitamente al concerto prenotatevi allo 02.39241409


La prima della Scala secondo Radio Pop
Anche quest'anno Radio Popolare rinnova la tradizione e propone la sua speciale programmazione per la prima di "Fidelio" di Beethoven, che inaugurerà la stagione lirica del Teatro Alla Scala. Claudio Ricordi, alla testa di una folta schiera di ospiti e inviati, sarà in onda dalle 17.30 di domenica 7 dicembre!
Reporter per Radio Pop
Da giovedì 11 a domenica 21 dicembre diventa per noi reporter per un giorno.
Leggi di più...
Radio Popolare balla se balli anche tu
Giovedì 11 dicembre a partire dalle 20.30 a MACAO
, viale Molise 68, Milano, grande serata di musica, balli e cinema per lanciare la Campagna Abbonamenti 2014 di Radio Popolare.
Tutti i dj della radio si alterneranno in consolle, Woody Gipsy Band e Loop Therapy suoneranno dal vivo. Leggi di più…

“Songs for a radio” Radio Popolare omaggia Leonard Cohen

Domenica 14 dicembre ore 21.15 nell'Auditorium Largo Gustav Mahler, Milano, Radio Popolare festeggia gli ottant’anni di Choen con una serata dove una serie di artisti - Gian Maria Testa, Eugenio Finardi con Vittorio Cosma, Ron, Lucia Vasini, Mauro Ermanno Giovanardi, Diodato, Matteo Caccia, Lorenzo Monguzzi, Massimo Priviero, Elisabetta Vergani, Micol Martinez, Boris Savoldelli, Fabrizio Poggi, Ezio Guaitamacchi, Brunella Boschetti, Daniele Tenca - reinterpreteranno le sue canzoni e leggeranno le sue poesie. Leggi di più…

Iniziata la 18a edizione del Banco di Garabombo, organizzato da Radio Popolare, Chico Mendes Altromercato e Cooperativa Librerie in Piazza storico tendone degli acquisti responsabili e solidali presso il Parcheggio di Via Mario Pagano (all’uscita della fermata M1) a Milano. Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00 con orario continuato fino al 6 gennaio 2015. Leggi di più…
 
Sabato 13 dicembre nei chiostri dell'Umanitaria, in Via San Barnaba 48, dalle 10 alle 17 vi aspetta Popogusto il mercato a filiera corta di Radio Popolare!
 

giovedì 4 dicembre 2014

TUTTE LE BUFALE DI SALVINI SULL'IMMIGRAZIONE

Tutti i camerati del "Nero"

TORNANO I FORCONI: FARSA O TRAGEDIA?

MATERA IN LOTTA

Facebook, quello che serve sapere sui nuovi Termini di Servizio

Facebook, quello che serve sapere sui nuovi Termini di Servizio

“Si fanno più soldi con gli immigrati che con il traffico di droga” - il commento del Naga

“Si fanno più soldi con gli immigrati che con il traffico di droga” Il commento del Naga all’inchiesta Mafia Capitale Nell’inchiesta di Roma sono coinvolte anche realtà legate al mondo dell’assistenza sociale, cooperative, associazioni, terzo settore che si occupano di cittadini stranieri. Non è un caso, ma una conseguenza inevitabile della gestione emergenziale dell’immigrazione in Italia, che crea occasioni di profitto e sfruttamento economico preziose per mafie e faccendieri. “Sono anni che il Naga, insieme a tante altre realtà, denuncia che in Italia non c’è un’emergenza in corso, ma una gestione emergenziale di fenomeni previsti, prevedibili e di lunga data. Spesso questa gestione ha accreditato strutture e cooperative assolutamente non idonee a gestire le persone che necessitano di reale assistenza e adesso emerge che su questa gestione emergenziale lucrava un grumo denso e vischioso fatto di politica, cooperative, clientele e mafie varie.” afferma Luca Cusani, presidente del Naga. “Non c’è da stupirsi, il giro di soldi è immenso, un sistema che non funziona, che non è efficace rispetto all'obiettivo di soddisfare i bisogni dei suoi beneficiari, ma molto efficace nel creare grandi margini di guadagno per i suoi gestori”, prosegue il presidente del Naga. "Ci sembra che le parole di Salvatore Buzzi, presidente del consorzio di cooperative Eriches, intercettato nell'inchiesta Mafia Capitale e gestore di molti luoghi di accoglienza a Roma, sintetizzino perfettamente lo stato delle cose 'si fanno più soldi con gli immigrati che con il traffico di droga'. Alimentare l’emergenza è quindi utile e non è un caso che strutture di accoglienza non adeguate come i Centri di Accoglienza Richiedenti Asilo (CARA) e i Centri di accoglienza straordinaria (CAS), centri di grande capienza e sottoposti a scarsi controlli e generatori di alti profitti, continuino ad essere utilizzati. Sarebbero invece da privilegiare sistemi molto più piccoli, dislocati e che prevedono precorsi di inserimento come il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), ma che evidentemente non danno gli stessi frutti economici. Gli immigrati sono merce preziosa dal punto di vista economico oltre che politico, e mantenerli il più possibile in condizioni di scacco e ricattabilità fa comodo a molti.”Conclude il presidente del Naga. Info: 349 160 33 05 – naga@naga.it Il comunicato anche sul sito e sulla pagina FB -- Non facciamo cose speciali, guardiamo le cose in modo diverso. Sostieni il Naga, adesso. www.naga.it NAGA Associazione Volontaria di Assistenza Socio-Sanitaria e per i Diritti di Cittadini Stranieri, Rom e Sinti Via Zamenhof, 7/A -20136 Milano Tel: 0258102599 - Cell 3491603305 - Fax: 028392927 www.naga.it - naga@naga.it Facebook: https://www.facebook.com/NagaOnlus

mercoledì 3 dicembre 2014

TORNA NELLE SALE MILANESI "LA TRATTATIVA" DI SABINA GUZZANTI

da Movim