martedì 24 gennaio 2017

MEMORIA

NEI PANNI DEGLI ALTRI

a proposito di "Giornata della Memoria" giro queste righe alla riflessione di tutti, comprese molte persone normali che incrocio ogni giorno in Facebook e che insensibilmente vanno piegando verso l'indifferenza per gli altri (specie se in qualche modo sentiti come "diversi" da sè), per i diritti e le sofferenze altrui, verso l'assenza di empatia, verso un'incultura ottusa e inconsapevole che esclude e prepara il ritorno dell'orrore.


"Così, mentre lodevolmente ci sforziamo di ricordarla e trasmetterla ad altri, la Storia si ripete. Si ripete, proprio com’è stato detto della vita, mentre siamo occupati con altro. “La Storia insegna”, diceva Gramsci, “ma non ha scolari”.
Curzio Malaparte, di fronte alla violenza e al disprezzo dei nazisti contro gli ebrei, usò espressioni che dovrebbero far riflettere: “Una misteriosa paura degli inermi”, disse, induce, provoca “il furor d’abiezione”. Da dove nasce oggi questa paura dei più deboli in chi avrebbe il compito di proteggerli? Forse dal non sapere, o dal rifiuto di sapere, che è la vera ignoranza: bisogna arrestare il contagio della incultura dei diritti e della dignità della persona, che oggi nella nostra società si sta sempre più diffondendo. Occorre rispondere alla domanda di diritti.
Il problema del nostro tempo è la dignità, la mancanza di dignità. È un tempo caotico, ricco di possibilità, ma confuso sui valori, su ciò che veramente conta. Chi non ha o non cura la propria dignità, è portato a calpestare quella degli altri. E il sonno della ragione genera mostri.
Ernesto Rossi, Presidente associazione ApertaMente

giovedì 19 gennaio 2017

Buona accoglienza, istruzione, integrazione, ascolto. L'esempio di Zavattarello

Buona accoglienza, istruzione, integrazione, ascolto. L'esempio di Zavattarello: Nel paese in provincia di Pavia un gruppo di ragazzi, provenienti da Africa e Asia, sosta in attesa dello status di rifugiato. Un vero e proprio laboratorio di integrazione che suscita sempre più curiosità
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