ASFALTI BRIANZA : FACCIAMO IL PUNTO (6/12/2019)















Proviamo a fare il punto.

AB è una ditta insalubre di prima classe che dovrebbe stare fuori da ogni abitato.
I sindaci di Concorezzo non hanno MAI chiesto l'intervento della Procura come invece ha fatto Agrate in tempi non sospetti e Monza all'ultimo.
Dal 2014 il Comune di Concorezzo riceve costantemente segnalazioni e solo a fine 2017 avvia il famoso "tavolo" che per ammissione stessa del Vicesindaco di Monza non produce alcunché fino all'estate del 2019. Alle riunioni del tavolo  AB è sempre inadempiente ma ripetutamente i verbali ne elogiano la disponibilità così come l'impegno di "tecnici" e "ambientalisti" che hanno proposto, non si capisce a quale titolo, delle modifiche impiantistiche.
Arpa non è MAI uscita a fare controlli a bruciatore acceso. Ha segnalato esplicitamente il rischio sanitario di cui dovrebbe occuparsi ATS ma aspetta di essere coinvolta dal sindaco tramite procedure ufficiali.
Ats dopo il primo tavolo nel 2017 non  ha avuto più alcun ruolo significativo a tavoli ed ispezioni.
Il passaggio dell'AUA (2016) dalla precedente azienda Ferrario ad AB avviene sostanzialmente per autocertificazioni. La nuova AUA (autorizzazione unica ambientale) non reca neppure menzione della potenza del bruciatore, come rilevato da ARPA nel suo sopralluogo del 2017. Assurdo!
La relazione di Osmotech pagata da  AB è costretta a riconoscere l'emissione di sostanze cancerogene anche se la nocività si limita "ragionevolmente" (si dice) ad un perimetro di 500 metri, dove peraltro insistono abitazioni ed attività commerciali varie, senza parlare dei poveri lavoratori di AB.
L'analisi promossa da "Le Iene" conferma le emissioni cancerogene ma ne rileva un livello assai più elevato.
A fronte di tali emissioni (cancerogene di prima fascia) l'AUA autorizza ad utilizzare un filtro a manica che è sufficiente solo a intercettare materiale grossolano, non le emissioni gassose. Per intercettare i gas occorrono filtri ai carboni attivi che costano una cifra, vanno cambiati frequentemente e  sopratutto hanno il torto di recare traccia di tutto ciò che viene "bruciato".
Il 4/7/2019 l'ennesimo tavolo dice che ad agosto la ditta si fermerà per completare i lavori (bruciatore nuovo, cappa, filtri con sistema di alert e monitoraggi da remoto) e i disagi saranno  finiti.  La Provincia risponde alla richiesta di "modifiche impiantistiche non sostanziali" fatta da AUA (il cambio del bruciatore può definirsi tale?) riservandosi di valutare l'intervento. Il giorno successivo, ci pare (13/8/2019)  il sindaco Capitanio emette una ordinanza che "impone" subito il cambio del bruciatore, senza menzione per altre misure di tutela  della salute dei cittadini. A luglio e agosto le emissioni esplodono per area, durata, intensità e qualità terrificante. Molti lamentano malori. Il Comitato raccoglie circa 900 segnalazioni dettagliate.     
Intanto la Procura sta indagando su AB e promuove un sopralluogo che trova un sacco di irregolarità gestionali ed amministrative. Mette i sigilli ed intima di ristabilire la situazione come da AUA (autorizzazione unica ambientale). Dopo circa 20 gg. purtroppo l'azienda torna ad emettere gas con il bruciatore nuovo (che ha allargato vistosamente l'area delle segnalazioni), lo stesso filtro inadeguato e con la presunta "mitigazione" data dagli "additivi" (nuove sostanze chimiche, profumi coprenti, possibilità di aumentare a dismisura il vecchio fresato nel composto).    
Intanto l'unico lavoro fatto pare sia il bruciatore. Nessuno parla più di filtri, alert e monitoraggio da remoto ma AB gioca la carta di "coperture mobili" che ovviamente non servirebbero a fermare le emissioni dal camino. Tutti interventi peraltro che andavano conclusi ad agosto pena sanzioni (ma quali?).
In questi giorni ATO manda diffida all'azienda x non aver mai gestito le acque meteoriche e gli scarichi in fognatura come previsto da AUA del 2016.
Intanto i numerosi appelli di Comitato e Consulta ai nostri amministratori di Monza restano senza risposta. La promessa di centraline fatta nella assemblea pubblica del 2/9/2019, così come la promessa di chiusura al traffico pesante da Malcantone a Via Offelera restano inevase.

Oramai confidiamo nel Prefetto. Noi e la gente, come le cento persone che ieri sera  in due ore sono venute a firmare l'esposto per il Prefetto preparato in fretta e furia nella speranza che nella riunione di mercoledì  possa mettere fine a quello che qualcuno ha icasticamente definito "il circo dello scaricabarile". 


COSA VA FATTO

Siamo stanchi di ripetere a tutti che per valutare le sostanze cancerogene occorrono:
1) controllori seri e competenti (NOE dei carabinieri a supporto di ARPA e ATS?) 
1) sospensione attività di AB
2) controllo emissioni al camino con impianto a massimo regime
3) carotaggi lungo la linea del vento almeno a partire dagli orti comunitari del Comune di Monza (Via Sardegna) ogni 50/70 metri fino ad AB.
4) sondaggi nel perimetro dell'azienda (per verifica suolo, sottosuolo e soprattutto falda)
5) centraline in tutta la vasta area delle emissioni; posizionate con criterio (ad evitare attribuzioni dubbie a smog automobilistico ecc.)

Così come siamo stanchi di ripetere che i filtri a manica (tuttora usati da AB) sono di tessuto e trattengono solo materiale e polveri grossolane. Le sostanze gassose (quindi le emissioni cancerogene) sono abbattibili solo mediante filtri ai carboni attivi che però per le aziende hanno diversi difetti: costano molto, richiedono manutenzioni accurate e regolari e soprattutto consentono di IDENTIFICARE COSA HAI MESSO NEL BRUCIATORE!

Anche ammesso che i costi dei monitoraggi sopra descritti siano elevati potranno essere suddivisi fra i 4 comuni e la Provincia! 



Dato che per legge "chi inquina paga", se il Comune di Concorezzo vuole evitare di trovarsi i colossali costi di bonifica dopo eventuale (qualcuno prevede assai probabile e prossimo) fallimento dell'azienda converrebbe a tutti muoversi tempestivamente! Taluni prospettano anche uno scenario peggiore: che nell'impossibilità di bonificare lo stabilimento (costato nel 2013 un milione e  settecentomila euro) esso finisca all'asta e qualcuno si ricompri il tutto (con bruciatore nuovo) per quattro soldi e con licenza di inquinare per altri decenni.. 

6/12/2019 ESPOSTO AL PREFETTO DAL COMITATO DI QUARTIERE SANT'ALBINO E SAN DAMIANO


Solo nella serata di ieri, grazie anche al sostegno e alla disponibilità della 
Consulta di quartiere, abbiamo raccolto più  di 100 firme da allegare al nostro esposto. Stamattina alle 9 lo abbiamo consegnato all'Ufficio protocollo della Prefettura.

CQSASD










Al Prefetto della Provincia di Monza
Via Carlo Prina, 17
20900 Monza

Oggetto: Esposto in materia di tutela della Salute Pubblica relativamente alle emissioni provenienti dall’impianto Asfalti Brianza
Ill.ma Sig.ra Prefetta,
La sottoscritta,  nella sua qualità di legale rappresentante del Comitato di Quartiere S. Albino di Monza e San Damiano di Brugherio  espone quanto segue.

Siamo un gruppo di cittadini residenti nel quartiere di S. Albino a Monza e San Damiano di Brugherio, costituiti in un Comitato di Quartiere denominato “Comitato di Quartiere s. Albino e San Damiano” registrati presso la Consulta di quartiere. 

Ci rivolgiamo a Lei, nella sua veste di autorità deputata alla tutela della salute pubblica e dell’incolumità dei cittadini:, chiedendo un Suo intervento con riferimento alla vicenda in oggetto. 

Fin dal 2014 i cittadini residenti nel quartiere di S. Albino, S. Damiano (Brugherio) , Rancate (Concorezzo) e Agrate, hanno iniziato a segnalare la presenza di forti odori, la cui provenienza è stata individuata nell’attività di Asfalti Brianza, azienda produttrice di conglomerati bituminosi, nello stabilimento posto in zona Malcantone, su territorio di Concorezzo. 

Sappiamo che Asfalti Brianza è un’azienda appartenente alla categoria delle aziende insalubri di prima classe e, dunque per sua natura , è inquinante e nociva, dal momento che scarica in atmosfera i fumi derivanti dalla combustione del bitume ad alte temperature. Tale tipo di attività dovrebbe dunque essere collocata in un contesto isolato e certamente lontano dai centri abitati. Tuttavia nelle vicinanze, ovvero a meno di cento metri dallo stabilimento, si trovano abitazioni e nel raggio di meno di due chilometri, scuole elementari e scuole materne, orti civici. 

                 Nel corso dell’estate di quest’anno, abbiamo assistito ad un’intensificazione importante delle emissioni                                 odorigene provenienti da Asfalti Brianza, emissioni che oltre al disagio per il forte odore di gomma bruciata,
                  provocano anche bruciore agli occhi, gola, senso di nausea e difficoltà di respirazione. 
                 Dalle segnalazioni raccolte con un modulo on-line predisposto dal Comitato S. Albino - che, ad oggi risultano                       essere più di 850 - emergono forti fastidi alle vie respiratorie e agli occhi, tali per cui alcuni cittadini si sono                           dovuti rivolgere al Pronto Soccorso.
 
Nel 2017, sulla spinta dei solleciti dei cittadini, sono stati disposti i primi controlli da parte di ARPA, controlli che però non hanno rilevato alcuna anomalia. Abbiamo poi appreso che i tecnici di ARPA deputati ai controlli, facevano le verifiche durante il periodo di inattività, a camini spenti. 
Lo scorso anno e sotto forti pressioni dei cittadini, è stata la stessa Asfalti Brianza ad incaricare un laboratorio privato, la Osmotec srl di Pavia, ad effettuare un’indagine quali-quantitativa delle emissioni prodotte in atmosfera (all.1) e ne è risultata la presenza di sostanze tossiche per la salute, con un “ indice di nocività potenziale dell’emissione pari a 756: ciò significa che quest’aria deve essere diluita almeno 756 volte per risultare non nociva. Considerando i normali fattori di diluizione delle emissioni in aria è ragionevole supporre che a 500 metri di distanza dal camino tale fattore è raggiunto” (cfr all. 1 perizia Osmotec pag. 18). Tale dato è oltremodo preoccupante considerato che vi sono abitazioni poste ad una distanza nettamente inferiore. 
Nonostante tali risultanze, nessuna conseguente iniziativa è stata intrapresa dalle competenti autorità: sindaco di Concorezzo, Arpa, ATS, nessuna delle quali ha attivato i necessari controlli e assunto misure cautelative. 

Solo a distanza di oltre un anno dalla data dell’elaborato di Osmotec, vi è stato l’intervento del Sindaco di Concorezzo che con provvedimento contigibile ed urgente del 13.08.2019, ha ordinato ad Asfalti Brianza ( a seguito della volontà espressa da quest’ultima in sede di tavolo di confronto) di provvedere alla sostituzione del bruciatore a servizio dell’impianto di produzione e di tutte le opere ad esso connesse “ al fine di rimuovere e abbattere le cause che determinano l’inconveniente di carattere odorigeno” (cfr. all. 2 pag.2). 

Tale bruciatore risulta essere stato installato (come ha anche dichiarato il sindaco di Concorezzo nella riunione del Consiglio Comunale del 27.11.2019), tuttavia tale misura non ha avuto alcuna efficacia sull’abbattimento o anche solo sul contenimento e filtraggio delle emissioni inquinanti, dannose per la salute. Infatti dopo l’installazione del nuovo bruciatore le emissioni si sono ulteriormente intensificate, sia nella quantità (in quanto si percepivano più a lungo) sia nella qualità, come testimoniato dai disagi già lamentati dai residenti attraverso il significativo numero di segnalazioni ricevute sul blog del Comitato di quartiere e trasmesse ai Carabinieri di Concorezzo. 

Nessun’altra misura risulta essere stata adottata in concreto e, al di là degli esposti presentati in Procura dalle amministrazioni comunali di Agrate e di Monza (altrettanto non risulta dal sindaco di Concorezzo) nulla sembra essere stato fatto, dalle autorità sopra menzionate, quantomeno per mitigare gli effetti dannosi della produzione di Asfalti Brianza. 

Abbiamo poi appreso che nello scorso mese di settembre, l’impianto è stato sottoposto a sequestro cautelativo da parte della Procura di Monza, che ha riscontrato la presenza in sito di rifiuti pericolosi non stoccati e adeguatamente separati, in misura superiore ai limiti per i quali era stata concessa la prescritta Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) da parte della Provincia. 

Da ultimo abbiamo appreso, attraverso il servizio proposto dalla trasmissione televisiva “Le Iene”, che le emissioni versate in atmosfera da Asfalti Brianza contengono sostanze cancerogene in misura significativamente superiore a quanto dichiarato da Osmotec srl (come da intervista rilasciata dal dott. Ruprecht dell’Istituto Tumori di Milano durante la trasmissione anzidetta). 

Come cittadini, siamo legittimamente allarmati e preoccupati per la nostra salute, considerato che, a fronte di un elevato carico di emissioni inquinanti, abbiamo assistito, per contro, ad un’ importante inefficienza e carenza da parte delle autorità preposte quantomeno nel monitoraggio e nel controllo di tali emissioni. A questo proposito ci è giunta notizia dell’intenzione dei Comuni interessati (in primis Concorezzo) di seguire l’iter previsto dalla DGR 3018/2012 della Regione Lombardia in materia di”emissioni odorigene” che dispone anche il coinvolgimento attivo dei cittadini in qualità di “annusatori”. Ci preme però sottolineare che il problema che noi evidenziamo (e abbiamo sempre evidenziato) non è limitato alle sole molestie olfattive ma riguarda il ben più grave aspetto dei rischi per la salute (come da evidenze scientifiche allegate) che quelle emissioni possono generare e le cui ricadute si vedranno a distanza di tempo. 

Ci pare, infine, importante sottolineare che il nostro Comitato ha raggiunto tutti i Comuni interessati, la Provincia, ARPA di Monza e ATS, sollecitando l’adozione di appositi dispositivi di rilevamento della qualità dell’aria in tutte le zone interessate dalle emissioni, sulla base delle segnalazioni raccolte, in modo da informare i cittadini sull’entità del rischio a cui sono sottoposti e disporre, all’esito, tutti i necessari provvedimenti, compresa, se del caso, anche la chiusura dell’impianto di Asfalti Brianza. 
Ora che la produzione è parzialmente ripresa, richiediamo inoltre che vengano fatti rilevamenti al camino durante il picco lavorativo e, in aggiunta al controllo delle emissioni in atmosfera, vengano disposti carotaggi del terreno e prelievi in falda. 

Con il presente esposto , dunque, rivolgiamo anche a Lei le stesse richieste, già formulate agli Enti predetti e rimaste senza esito, confidando nel Suo intervento volto ad approntare ogni misura che riterrà necessaria e/o opportuna a salvaguardia della salute di noi cittadini. 

Siamo disponibili, ove Lei lo ritenga opportuno, ad essere ascoltati in un colloquio che vorrà fissare . 

Monza li, 
per il Comitato di Quartiere S. Albino e S. Damiano 

Firma 
All’esposto sono interessati e sottoscrivono anche i seguenti cittadini:
SEGUONO 102 FIRME




ALLEGATI




- TESTO ORDINANZA DEL 13/8/2019 DEL COMUNE DI CONCOREZZO
- RELAZIONE EMISSIONI OSMOTEC
- SINTESI DELLE SEGNALAZIONI RACCOLTE DAL COMITATO DI QUARTIERE DAL 2/8 AL 5/10 2019










25/11/2019 Seduta Consiglio - condivisibile intervento di Scanagatti su Asfalti Brianza

Dopo lunga prolusione del Vicesindaco Villa registriamo la condivisibile risposta di Scanagatti.

Non si tratta di puzze ma di rischio sanitario. Si tratta di dire si o no, subito, alle indagini puntuali richieste dai cittadini. ARPA è l'agenzia regionale! Basta darle mandato di controllare! Altrimenti Monza deve negare il rinnovo dell' AUA alla conferenza dei Servizi. 

Per correttezza aggiungiamo che Allevi alla fine del proprio intervento promette che in caso di ulteriori ritardi potrebbe muoversi anche pagando controlli privati e che Monza, nel caso, darà parere negativo al rinnovo della autorizzazione ambientale ad AB. Speriamo.

vedi qui: (352) 25/11/2019 Seduta Consiglio - YouTube

DIFFIDA ATO MONZA E BRIANZA AD AB - UN'AUA (AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE) CHE..FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI

Abbiamo appena scoperto (nota "autografa" di ARPA nel verbale del proprio sopralluogo del 2017) che l'Aua di AB del 2016 non reca menzione di quale sia modello e potenza del bruciatore. Per metafora  è come dare la patente a uno senza sapere se guiderà un motorino o un cacciabombardiere!
Ora il Sindaco Capitanio ci ha detto, durante il Consiglio comunale di Concorezzo che ATO DI MONZA E BRIANZA HA MANDATO AD AB UNA DIFFIDA per la non ottemperanza di di disposizioni di legge in materia di gestione delle acque meteoriche di prima pioggia e scarichi in fognatura. 
Il che è grave  considerando che come dice l'AUA stessa la falda superficiale è a soli 3 metri di profondità!
Aggiungiamo che il sopralluogo  fatto dai Carabinieri prima del sequestro ha rilevato lo stoccaggio inadeguato di materiali pericolosi con caduta di percolato direttamente nei pozzetti.
Ora chiederanno ad AB adeguamenti. Ma è dal 2014 che periodicamente si cerca una mediazione con questa azienda. Come si spiega tutta questa attitudine al dialogo? 

CQSA

PIANO CONGIUNTO DI ARPA E ATS PER NUOVE ANALISI ALLA "ASFALTI"

Confidiamo che il Prefetto imprima una svolta rispetto a 5 anni di inadeguatezza delle Istituzioni.

Siamo stanchi di ripetere a tutti che per valutare le sostanze cancerogene occorrono:
1) controllori seri e competenti (NOE dei carabinieri a supporto di ARPA e ATS?) 
1) sospensione attività di AB
2) controllo emissioni al camino con impianto a massimo regime
3) carotaggi lungo la linea del vento almeno a partire dagli orti comunitari del Comune di Monza (Via Sardegna) ogni 50/70 metri fino ad AB.
4) sondaggi nel perimetro dell'azienda (per verifica suolo, sottosuolo e soprattutto falda)
5) centraline in tutta la vasta area delle emissioni; posizionate con criterio (ad evitare attribuzioni dubbie a smog automobilistico ecc.)

Così come siamo stanchi di ripetere che i filtri a manica (tuttora usati da AB) sono di tessuto e trattengono solo materiale e polveri grossolane. Le sostanze gassose (quindi le emissioni cancerogene) sono abbattibili solo mediante filtri ai carboni attivi che però per le aziende hanno diversi difetti: costano molto, richiedono manutenzioni accurate e regolari e soprattutto consentono di IDENTIFICARE COSA HAI MESSO NEL BRUCIATORE!

Anche ammesso che i costi dei monitoraggi sopra descritti siano elevati potranno essere suddivisi fra i 4 comuni e la Provincia! 
Dato che per legge "chi inquina paga" se il Comune di Concorezzo vuole evitare di trovarsi i colossali costi di bonifica dopo eventuale fallimento dell'azienda converrebbe a tutti muoversi tempestivamente!




da Il Cittadino






"ANNUSATORI" UMANI E "NASI ELETTRONICI - SIAMO SEMPRE FERMI A MONITORAGGI...A LUME DI NASO

Ringraziamo Fumagalli e tutti gli altri che si stanno adoperando ma anche col ricorso a complesse tecnologie restiamo sempre sul piano delle " molestie olfattive" (puzze).
Siamo stanchi di ripetere a tutti che per valutare le sostanze cancerogene occorrono:
1) controllori seri e competenti (NOE dei carabinieri a supporto di ARPA e ATS?) 
1) sospensione attività di AB
2) controllo emissioni al camino con impianto a massimo regime
3) carotaggi lungo la linea del vento almeno a partire dagli orti comunitari del Comune di Monza (Via Sardegna) ogni 50/70 metri fino ad AB.
4) sondaggi nel perimetro dell'azienda (per verifica suolo, sottosuolo e soprattutto falda)
5) centraline in tutta la vasta area delle emissioni; posizionate con criterio (ad evitare attribuzioni dubbie a smog automobilistico ecc.)

Così come siamo stanchi di ripetere che i filtri a manica (tuttora usati da AB) sono di tessuto e trattengono solo materiale e polveri grossolane. Le sostanze gassose (quindi le emissioni cancerogene) sono abbattibili solo mediante filtri ai carboni attivi che però per le aziende hanno diversi difetti: costano molto, richiedono manutenzioni accurate e regolari e soprattutto consentono di IDENTIFICARE COSA HAI MESSO NEL BRUCIATORE!

Anche ammesso che i costi dei monitoraggi sopra descritti siano elevati potranno essere suddivisi fra i 4 comuni e la Provincia! 
Se il Comune di Concorezzo vuole evitare di trovarsi i colossali costi di bonifica dopo eventuale fallimento dell'azienda converrebbe a tutti muoversi tempestivamente!



Ora leggete pure: MBnews: Naso elettronico ad Asfalti Brianza. La proposta stellata del consigliere regionale Fumagalli.

https://www.mbnews.it/2019/12/asfalti-brianza-fumagalli-m5s-propone-naso-elettronico/

Giovedì 5/12/2019 - ore 21 - Consulta di quartiere S.Albino. Venite a firmare la lettera che il Comitato presenterà al Prefetto

Giovedì 5/12/2019 - Consulta di quartiere  S.Albino. 
Le riunioni della Consulta sono aperte a tutti.
Ci sarà un aggiornamento sulla questione Asfalti Brianza. Venite al Centro Civico per restare informati ma anche per firmare la lettera  che il Comitato di quartiere S.Albino e San Damiano presenterà al Prefetto per imporre seri controlli ad Asfalti Brianza.

Anche se non tutti se ne sono accorti Asfalti Brianza ha ripreso a emettere fumi. Stesso impianto, nessun nuovo filtro ecc. Ora la puzza è "mitigata" dalle finestre chiuse e da additivi al cacao. Di cosa siano fatti gli additivi non si sa. Ulteriori agenti chimici mescolati alle altre sostanze cancerogene. Di certo gli additivi consentono alle Aziende tipo questa di inserire nel conglomerato bituminoso un sacco di fresato in più (fino al 100%). Cioè le aziende prendono soldi per ritirare asfalto già usato e possono rivenderlo come nuovo.

Noi chiediamo al prefetto di imporre ad ATS ed  ARPA (monitorati magari dal Nucleo Ecologico dei Carabinieri) di fare controllo dei fumi h 24 al camino con impianto a pieno regime; carotaggi almeno dall'Orto giardino comunale di Via Sardegna (ogni 50/70 metri fino all'azienda); nel perimetro dell'azienda sondaggi di suolo, sottosuolo e falda; centraline adeguate e posizionate in luoghi indicativi per tutta  l'area delle segnalazioni da  noi raccolte (circa 900 in un  mese  mezzo, per un'area assai vasta).

Alla Polizia postale chiederemo di indagare sulle segnalazioni che hanno bloccato i nostri post su Facebook

VENITE A FIRMARE 












CASAPOUND CONTRO I ROM DI TORRE MAURA MA AMICI DEL CLAN DEGLI SPADA