RADIOMILANOLIBERATA





http://www.radiomilanoliberata.it/

AFRICA: INQUIETANTE ESPANSIONE DEL TERRORISMO

BUONANNO, STUDIA l'ARABO!

LA GRECIA CHIUDE I CIE

TAHAR LAMRI SULLA LIBIA

IL FLASHMOB DI RADIOPOPOLARE PER RICORDARE I MORTI NEL MEDITERRANEO

FARID ADLI SULL'INTERVENTO IN LIBIA

FLASHMOB DI RADIOPOLARE PER I MORTI NEL MEDITERRANEO


 
Sabato 14 febbraio, ore 16, Galleria Vittorio Emanuele a Milano  
Continua quotidiano il macabro conteggio dei morti nel Mediterraneo. Ormai è un bollettino di guerra. La guerra che vede l'Europa contro i migranti. Un dramma a cui ci si rischia di abituare, anche perché di questi morti spesso non ci sono nemmeno le foto dei cadaveri da pubblicare sulle prime pagine dei giornali.
Diamoci appuntamento CON UN LENZUOLO BIANCO E UNA RADIO, sabato 14 febbraio, alle 16, in Galleria Vittorio Emanuele a Milano.
Aiutateci a essere tanti. Invitate i vostri amici, ci vediamo sabato. 



.......

NAGA: "Su quelle barche ci siamo Noi!"

Su quelle barche ci siamo Noi!
Il commento del Naga alle morti in mare.
Milano 11/02/2015 Sono oltre duecento i migranti dispersi nel canale di Sicilia per il naufragio di due barche avvenuto ieri, dispersi che si sommano ai 29 migranti morti per ipotermia.

“Apprendiamo con dolore dei morti e dei dispersi nel canale del Sicilia. Il freddo e la bufera sono gli eventi atmosferici che hanno causato le morti e il naufragio. Sono però le scelte politiche dei Paesi europei le cause profonde che li hanno determinati.” afferma Luca Cusani presidente del Naga.
“Sicuramente la nuova missione militare Triton ha dimostrato immediatamente di non essere adeguata al salvataggio dei migranti che cercano di arrivare in Europa e sebbene Mare Nostrum abbia avuto il merito di salvare molte vite umane e una sua riattivazione sia auspicale, crediamo che le morti in mare possano essere evitate solo attraverso un ripensamento generale delle politiche migratorie europee.” prosegue il presidente del Naga.
“Crediamo sia necessario scardinare l'intero discorso sull'immigrazione: parlare di persone da accogliere e non di frontiere da controllare; pensare alla sicurezza di chi migra e non solo a quella dei Paesi di approdo; cercare soluzioni strutturali e non di emergenza; pensare alle migrazioni come un prezioso fenomeno del presente e non come ad un fenomeno da reprimere inutilmente. Pensare che su quelle barche non ci sono Loro, ma ci siamo Noi. Tutti.” conclude Luca Cusani.
Come Naga continueremo a fornire assistenza sanitaria, sociale e legale e continueremo a difendere diritti tutte le volte che cercheremo di soddisfare dei "bisogni".

Info: 349 160 33 05 - naga@naga.it
Il comunicato anche sulla pagina Facebook e sul sito


-- 
Non facciamo cose speciali, guardiamo le cose in modo diverso.
Sostieni il Naga, adesso.
www.naga.it


NAGA 
Associazione Volontaria di Assistenza Socio-Sanitaria e per i Diritti di Cittadini Stranieri, Rom e Sinti  
Via Zamenhof, 7/A -20136 Milano 
Tel: 0258102599 - Cell 3491603305 - Fax: 028392927 
www.naga.it - naga@naga.it
Facebook: https://www.facebook.com/NagaOnlus


.........

COMUNICATO STAMPA         
CS015-2015
CENTINAIA DI MIGRANTI MORTI IN MARE. AMNESTY INTERNATIONAL ACCUSA L’UNIONE EUROPEA DI “NASCONDERE LA TESTA SOTTO LA SABBIA”. MISSIONE DI RICERCA IN PARTENZA PER LAMPEDUSA
A seguito della notizia della morte di almeno 300 morti al largo dell’isola di Lampedusa, Amnesty International ha dichiarato che l’Unione europea e i suoi stati membri devono abbassare la testa per la vergogna.
“Con questa nuova tragedia si sono avverati i nostri peggiori timori sulla fine dell’operazione di ricerca e soccorso Mare nostrum. Stanno emergendo le prevedibili conseguenze dell’assenza  una sostituzione adeguata di quell’operazione da parte dell’Unione europea” – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.
“La crisi umanitaria che aveva reso necessaria l’operazione Mare nostrum non è finita. Mentre le persone continuano a fuggire dalla guerra e dalla persecuzione e centinaia di esse a morire in mare, gli stati membri dell’Unione europea devono smetterla di nascondere la testa sotto la sabbia” – ha proseguito Dalhuisen.
Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, il numero dei migranti irregolari giunti via mare nel gennaio 2015 è aumentato del 60 per cento rispetto a un anno prima, quando Mare nostrum era in funzione. Questo rende priva di senso la tesi che l’operazione di ricerca e soccorso in mare di cui tanto è stata celebrata la fine avesse incoraggiato i migranti a intraprendere viaggi pericolosi nel Mediterraneo.
L’operazione dell’Unione europea denominata Triton, definita come avvicendamento di Mare nostrum, non è finalizzata alla ricerca e al soccorso in mare, non opera di norma in acque internazionali e risulta significativamente ridotta come margine d’ampiezza.
“Basta fare una semplice equazione: se le persone che intraprendono viaggi pericolosi aumentano e le risorse destinate alla ricerca e al soccorso diminuiscono, vi sarà un numero maggiore di morti” -  ha osservato Dalhuisen.
Il 9 febbraio, 29 migranti sono morti - per lo più per ipotermia -  dopo che la Guardia costiera italiana aveva soccorso un gommone con 106 persone a bordo, bambini compresi. La Guardia costiera ha dichiarato che le operazioni di soccorso sono state rese particolarmente difficili dalle cattive condizioni metereologiche, con onde alte fino a otto metri e la temperatura prossima allo zero.
Secondo quanto riportato dalla stampa italiana, nove sopravvissuti che erano su altre due imbarcazioni hanno dichiarato alla Guardia costiera che a bordo di esse si trovavano altri 200 migranti mentre una terza imbarcazione – secondo notizie ancora da confermare – sarebbe scomparsa con 100 persone a bordo, nessuna delle quali sopravvissuta. Secondo la Guardia costiera, le persone morte sarebbero giovani dai 18 ai 25 anni provenienti dall’Africa subsahariana.
“La Guardia costiera ha fatto tutto il possibile con le risorse che aveva. Chiaramente, non è bastato. Se gli stati membri dell’Unione europea non s’impegneranno ad aumentare significativamente le attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale, tragedie come queste non potranno che moltiplicarsi” – ha concluso Dalhuisen.
FINE DEL COMUNICATO                                                                            
Roma, 11 febbraio 2015
 

La scrittrice algerina Assia Djebbar sarà sepolta domani vicino a Zoulikha Oudai

TRENO DELLA MEMORIA


Non so se un viaggio ad Auschwitz possa essere definito "bello". Forse sì, quando si incontrano i sopravvissuti, come le sorelle Bucci che all'epoca avevano 6 e 4 anni. Oppure Marcello, deportato politico a Mauthausen e oggi con un sorriso così bello che alla fine ho dovuto chiederglielo, come faccia ad avere quel sorriso lì.
Questo è il mio viaggio con il Treno della Memoria per il 70esimo anniversario della Liberazione. Perché ricostruire le memorie significa, soprattutto, costruire la giustizia oggi:
http://youmedia.fanpage.it/video/aa/VMcNrOSw21tpYmXz.

Il video è prodotto da Fanpage.it. Ricordatevelo quando la mattina scegliete quale giornale leggere: www.fanpage.it :)

Un abbraccio,
Saverio Tommasi
https://www.facebook.com/SaveTommasi


............

LE IMMAGINI DI AUSCHWITZ


per non dimenticare!

http://intern.az/1lub


.......

SAN VITTORE, PRIMO LAGER ITALIANO

IMMAGINI E RACCONTI DAL TRENO DELLA MEMORIA

Voglio ricordare Eizik Magda, vittima dell'Olocausto


Voglio ricordare Eizik Magda, vittima dell'Olocausto

To mark IHR Day, Yad Vashem asks that you join our IR Wall to remember a Holocaust victim.
PAOLO TERUZZI REMEMBERS EIZIK MAGDA

Per il ministro della salute della Lituania, l’eutanasia è la soluzione per i poveri


Questo mostro è il ministro di un paese membro UE.
Il ministro della salute della Lituania, Rimante Salaseviciute, entrata in carica lo scorso luglio ha dichiarato in un'intervista…
TICINOLIVE.CH

NEWS DA RADIOPOPOLARE




















Grazie per l'ascolto!

Annullato incontro con Liliana Segre

Per indisposizione dell'autrice è rinviata a data da destinarsi la presentazione del libro di Liliana Segre e Daniela Palumbo: “Fino a quando la mia stella brillerà” previsto per giovedì 22 gennaio.


Popogusto!
Sabato 24 gennaio Popogusto vi aspetta dalle 10 alle 17 all'Arci Bellezza in Via Bellezza 16 (filovia 90-91; tram 9-24).

Come sempre si può pranzare comodamente seduti al caldo e gustare i piatti realizzati con i prodotti in vendita. Questa settimana i ravioli e i casoncelli di BioandFood. Popogusto sarà in onda sabato dalle 12,20 alle 13,00 con Marco Di Puma, Renato Scuffietti.




Concerto Lucio Corsi
Venerdì 23 gennaio nell'Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare ospitiamo un musicista giovane e promettente. Si chiama Lucio Corsi, e in questi giorni è uscito il suo primo disco, "Altalena Boy/Vetulonia Dakar", con la produzione artistica di Fede Dragogna. Venite a scoprirlo con questo concerto, come sempre per partecipare basta prenotarsi allo 02.39241409, poi l'ingresso è libero!




Pop Up a tutta birra!
Venerdì 23 gennaio dalle 22.30 Pop Up trasmetterà dalle botti del Birrificio di Lambrate di Via Golgi a Milano.
I conduttori della trasmissione Andrea Frateff-Gianni e Alberto Nigro propongono come tema della serata la storia del punk tra creste, spille da balia e boccali di birra.

Ospiti della puntata saranno Marco Philopat e Giulio Squillaciotti che racconteranno le differenze e le similitudini tra il punk milanese e quello romano.Il live musicale della seconda parte, il Pop-Up Show, sarà affidato a Paolo Saporiti.


Novità per Crapapelata!

Dal prossimo 25 gennaio, la storica trasmissione per bambini, Crapapelata, non andrà più in onda alle 9 della domenica mattina, madalle 15,35 alle 16,30 dello stesso giorno!

Il suo desiderio è che la domenica pomeriggio la radio si riempia di bambini, genitori, nonni, zii, ecc. Due o più volte al mese, infatti,Crapapelata proporrà durante e dopo la trasmissione, spettacoli teatrali, concerti, laboratori creativi , feste e merende pop.

Nelle domeniche in cui non sono previsti spettacoli, la trasmissione andrà in onda ospitando, come sempre i bambini che vorranno partecipare e tutti quelli che hanno a cuore il mondo dei più piccoli: scrittori, musicisti, insegnanti e chi più ne ha più ne metta!

Il primo appuntamento è per domenica 25 gennaio alle 15,30 nell’Auditorium di RP, in via Ollearo, 5, con la Compagnia teatrale Ditta Gioco Fiaba, che presenterà lo spettacolo IL GIGANTE BLU. L’in! gesso è libero fino a esaurimento dei 99 posti dell’Auditorium.

Il programma delle domeniche pomeriggio sarà pubblicato anche sul sito della radio e sulla pagina facebook di Crapapelata.


Son tornate le Oche!

Il 23 gennaio comincia "Le Oche" la trasmissione settimanale sulla ricerca in onda tutti i venerdì dalle 13 alle 13.30, a cura Sylvie Coyaud, con l’aiuto di Fabrizio Bettati e altri volontari, scienziati e aspiranti tali.

Menu della prima puntata: buone e cattive intenzioni della rubrica, attualità scientifica e formaggio (di bufala).
Per proposte e suggerimenti scrivete a oche@radiopopolare.it


Girasoli a colazione
"I girasoli" l'appuntamento di Radio Popolare con le Arti Visive curato da Tiziana Ricci si dà una sveglia: da domenica 25 gennaiosi sposta dalla tarda mattinata alle 9.00 per darvi tante idee su quello che non potete perdervi.

Molto lavoro per nulla

Domenica primo febbraio parte Molto lavoro per nulla- Storie di Vite precarie - la nuova trasmissione di Radio Popolare che racconta il mondo del lavoro attraverso le storie che Farneto Teatro ha raccolto in giro per l'Italia.
Molto lavoro per nulla porta alla radio, attraverso le voci di giovani attori e musicisti, il mondo del lavoro e le sue contraddizioni: quello dei giovani, delle donne, il lavoro che c'è, quello che manca e quello che non si vede: racconti di lavoro e non lavoro, aspirazioni, desideri, esperienze di identità e felicità spesso negate.

Molto lavoro per nulla - Storie di Vite precarie - di Chiara Ronzani ed Elisabetta Vergani sarà in onda ogni domenica alle 12.30, per 10 puntate.


L’App!


Facebook RP

Twitter @radiopopmilano

26/1 GIORNO DELLA MEMORIA A MILANO


Naomi Klein, una rivoluzione ci salverà (Perché il capitalismo non è sostenibile)