Siria: terrificanti testimonianze video sulla vita sotto assedio e sui barili bomba

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La memoria che resta, voci dalla Resistenza (Radiopopolare)


Mercoledì 27 aprile nell’Auditorium di Radio Popolare in Via Ollearo 5 si terrà la proiezione del documentario La Memoria che Resta, testimonianza della Resistenza di Francesca La Mantia.

Il documentario è un viaggio a ritroso nella Milano occupata dai fascisti e che si difende, si organizza, protesta, paga con la vita il rifiuto di obbedire. Il racconto è costruito con le testimonianze di alcuni partigiani e dei loro figli e nipoti

Alle 20.30 con la trasmissione Vogliamo anche le rose condotta da Barbara Sorrentini, saranno ospiti la regista Francesca La Mantia e Cristina Franceschi.

Tra i testimoni che raccontano il proprio impegno nella Resistenza, c’è il nostro caro Pierfranco Vitale, nome di battaglia Angelo, storico collaboratore nelle conduzioni di musica classica la domenica mattina e appassionato di Mozart. Per Radio Popolare è anche un occasione per ricordarlo.
 

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I FANTASMI CHE SI AGGIRANO NELLA TESTA DI MARIO GIORDANO

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Emergenza Cultura. Salviamo l'articolo 9 - Eddyburg.it

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Testimonianze di partigiani (video)

Cari insegnanti, questi video sono disponibili online e gratuitamente. Guardateli e portateli in classe. Mostrateli ai ragazzi.È un modo per insegnare la Storia e la partecipazione, attualizzando gli insegnamenti più belli.

1) La storia di Dina, la partigiana in bicicletta: l'ho fatto perché amavo la vita
2) L'ultimo patriota: il mio incontro partigiano con Riccardo Barchielli

3) Giorgio Pacini è un partigiano. Ed è bellissimo

4) Diodi

Dal Parlamento europeo 600mila euro ai neonazisti di Roberto Fiore

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7 maggio. Stop Ttip, tutti a Roma | Sbilanciamoci! - La Campagna

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Frammenti vocali in MO:Israele e Palestina: Moni Ovadia e "L'erba dei vicini"

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"Verità per Giulio Regeni" - Dal 23 al 25 aprile sui campi di calcio di serie A e B

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Processo Uva: "Brutta pagina di storia giudiziaria" (Amnesty)

leggi qui: Processo Uva: "Brutta pagina di storia giudiziaria"

LA "CLANDESTINITA'" E' LA NEGAZIONE DEL DIRITTO DI ESISTERE

un bell'articolo tratto da : http://milanoinmovimento.com/finestre/migranti-vivere-lo-stigma

mi sono permesso di mettere in grassetto alcuni punti x me salienti. 

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Migranti: vivere lo stigma

Dave 

ImageSe si parla di immigrati irregolari o più comunemente di clandestini ci si riferisce principalmente a due categorie di soggetti.
Coloro che migrano illegalmente verso un altro paese e coloro che permangono all’interno di determinati confini nazionali senza averne il permesso. Tra gli ultimi c’è infine una ulteriore differenza tra chi, dopo essere immigrato illegalmente, può comunque richiedere attraverso diversi circuiti istituzionali il riconoscimento di un determinato status che gli consente di avere il permesso di soggiorno e chi, invece, ricevendo un foglio di via, ha visto respinta qualsiasi possibilità di permanere in un determinato paese. Molto spesso è un passaggio transitorio dalla prima all’ultima delle 3 situazioni elencate.
La cosiddetta clandestinità fa sicuramente parte di uno dei capitoli più controversi del nodo storico e politico che stiamo attraversando. Per capire l’illogicità e la nocività di questo reato è necessario approfondire le modalità con cui viene imputato e la struttura delle migrazioni contro cui si scaglia.
Partendo da coloro che migrano illegalmente in Italia ha senso chiedersi con che criterio una persona abbia la possibilità di migrare. La quasi totalità delle persone che transitano attraverso il Mar Mediterraneo per giungere sulle coste italiane non ha semplicemente alcuna possibilità di migrare legalmente. Come può un eritreo, un gambiano, un somalo o un sudanese migrare legalmente in Italia? Con che criterio un siriano, un curdo o un afghano possono viaggiare legalmente dal Medioriente?
L’unica certezza è che se avessero la possibilità di farlo non rischierebbero di certo la vita nell’esodo a cui sono costretti prima di giungere sulle coste europee. Per non parlare del fatto che viaggiare su uno di quei barconi fatiscenti costa più di un biglietto in prima classe su Alitalia. Il costo del viaggio, infatti, costringe queste persone a spendere buona parte dei guadagni di una vita e le cifre sono sempre superiori ai mille euro per passeggero. Se per queste persone non esiste un modo per viaggiare legalmente perché ci si ostina a mantenere una legge così illogica che non fa altro che creare spazi di illegalità laddove non ci sarebbe la necessità? La lotta agli scafisti e ai trafficanti di essere umani, infine, si può fare solamente con l’apertura di uno spazio in grado di far migrare legalmente queste persone.
Scavando a fondo del problema è ancora più nefasta la situazione per chi invece decide di permanere illegalmente in Italia. Pur considerando la tragicità degli esodi per deserti e mari di chi viaggia verso il nostro continente, la permanenza illegale è una scure molto più sottile, più invisibile, che uccide di meno ma distrugge di più le coscienze di chi la subisce. In diverse forme e con diversi canoni normativi e repressivi c’è sempre stata una continuità storica nel considerare indesiderate certe categorie di persone.
Gli indesiderati di oggi sono coloro che migrano da paesi più poveri e vengono considerati illegali perché non gli viene riconosciuta la possibilità di esisterne all’interno di determinati confini nazionali. La clandestinità nega tutte quelle basi su cui, bene o male, si può costruire una vita stabile. Non hai la possibilità di affittare legalmente una casa, non puoi guidare una macchina, non puoi farti visitare da un dottore, non puoi lavorare legalmente. Sei costretto a vivere nell’ombra, in un perenne stato di irrequietezza, hai paura di essere identificato.
La clandestinità è la negazione del diritto ad esistere, la costrizione ad uno stato di miseria, lo stigma sociale che persiste e da una continuità alla lunga storia delle discriminazioni.
Dave
Pubblicato da Matteo, il 18 aprile 2016 alle 10:33

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