“OGNI FRUSTATA A RAIF BADAWI È UNA FRUSTATA A OGNUNO DI NOI”

COMUNICATO STAMPA                                                                                                   
CS091-2015 

“OGNI FRUSTATA A RAIF BADAWI È UNA FRUSTATA A OGNUNO DI NOI”. DOMANI A ROMA ALLE 18 LE SCHIENE COI SEGNI DELLA FUSTIGAZIONE NEL SIT-IN DI AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA DI FRONTE ALL’AMBASCIATA DELL’ARABIA SAUDITA 

All’indomani della conferma in via definitiva della condanna del blogger saudita Raif Badawi a 10 anni di carcere e a 1000 frustate, Amnesty International Italia ha nuovamente convocato una protesta di fronte all’ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma. L’appuntamento è alle 18 di venerdì 12 giugno in via Giambattista Pergolesi 9. 

Vi è infatti il timore che, dopo la decisione presa il 6 giugno dalla Corte suprema di confermare la condanna emessa in primo grado nel maggio 2014 per “offesa all’Islam”, attraverso i contenuti del forum online “Liberali dell’Arabia Saudita”, le sessioni settimanali di 50 frustate – iniziate il 9 gennaio e poi sospese – possano riprendere già questo venerdì. 

Confermando la condanna, in evidente contrasto col divieto internazionale di tortura e di pene e trattamenti crudeli inumani e degradanti, le autorità dell’Arabia Saudita hanno reso chiaro che il loro obiettivo non è la giustizia ma usare il caso di Raif Badawi per ridurre a zero ogni possibilità di esprimere liberamente le opinioni all’interno del paese. 

Amnesty International Italia aveva già organizzato per 11 settimane consecutive iniziative di fronte all’Ambasciata dell’Arabia Saudita, insieme ad Articolo 21, Federazione nazionale della stampa italiana, Un ponte per…, la rivista Confronti, Medici contro la tortura, Rete per la pace e Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo. 

Il 12 febbraio, una delegazione di Amnesty International Italia era riuscita a consegnare a un funzionario dell’Arabia Saudita le prime 15.000 firme raccolte per chiedere la scarcerazione di Raif Badawi, obiettivo per il quale si sono mobilitate milioni di persone nel mondo. 

Con lo slogan “Ogni frustata a Raif Badawi è una frustata a ognuno di noi”, domani gli attivisti di Amnesty International Italia simuleranno di fronte all’Ambasciata saudita la pena della fustigazione, mostrando le loro schiene colorate di rosso, a riprodurre i colpi della frusta. 

FINE DEL COMUNICATO                                                                       
Roma, 11 giugno 2015 

Per maggiori informazioni e per firmare l’appello: 
http://appelli.amnesty.it/raif-badawi/ 


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MALATI DI RAZZISMO

eh niente, milano oggi ha mostrato una brutta brutta brutta faccia.

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FRATERNITE'!

La Francia ( e non solo )non li vuole, con tutti gli interessi che ha in Africa da più di un secolo, con tutte le...

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COSA CI FANNO TUTTI QUEI MIGRANTI ALLA STAZIONE DI MILANO?

"Se invece di scuotere la testa imparassimo a guardare negli occhi, sapremmo immediatamente da che parte stare."Grazie Patrizia!

Posted by Paola Arpago on Domenica 14 giugno 2015

QUEI SITI RAZZISTI CHE SPOPOLANO SUL WEB (SEMINANDO BUFALE)

Qui l'utile servizio realizzato da Alberto Sofia nel 2013 sui siti di disinformazionee creatori di bufale. Attenzione alle fonti!!!

Posted by Pino Timpani on Sabato 13 giugno 2015

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il razzismo dilaga

Ma guarda questa notizia i maggiori TG non l'hanno comunicata, perché sono italiani "brava gente"..? Però l'...

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UN MASSACRO ITALIANO IN ETIOPIA

Italiani brava gente

Posted by Alberto M. Melis on Venerdì 22 maggio 2015

70 anni fa a Bergen Belsen


70 anni fa a Bergen Belsen


70 anni fa, il campo di concentramento di Bergen Belsen fu liberato.
Hetty Verolme ne fu testimone diretta, aveva dodici anni quando fu deportata e riuscì a sopravvivere insieme a un gruppo di bambini di cui si fece carico e insieme a cui trovò la forza per farcela. In seguito trovò anche la forza di scriverne per condividere la propria testimonianza di sopravvissuta e il valore della Memoria.


La casa editrice Il Castoro in collaborazione con Radio Popolare vi invita lunedì 11 maggio dalle ore 18.00 all’Auditorium Demetrio Stratos - via Ollearo 5, Milano - alla presentazione del libro “ Hetty. Una storia vera” . Sarà presente l'autrice, Hetty E. Verolme. Con Matteo Corradini e Barbara Sorrentini.
Ingresso libero con prenotazione al numero 02.39 24 14 09.

COCA COLA, L'ANIMA NERA DI EXPO

BASTA CONTENZIONE!

ILBIMBO NELLA VALIGIA: ECOGRAFIA DELLA (NOSTRA) BARBARIE

il titolo è mio - l'articolo è di Saverio Tommasi

RICORDANDO VIK

Per chi non l'avesse visto ecco :Ricordando Vik 2015Bulciago 19.04.2015

Posted by Alessandra Arrigoni on Lunedì 27 aprile 2015

Chi era Vittorio Arrigoni?Lo racconta con stima ed amore Maria Elena Delia.

Posted by Alessandra Arrigoni on Lunedì 27 aprile 2015

PARTIGIANE: STORIE DI DONNE CHE HANNO DATO LA LORO VITA PER LA NOSTRA LIBERTA'

BELLA CIAO DI PAOLO FRESU

25 aprile 1945 – 25 aprile 2015: BUON COMPLEANNO, RESISTENZA!

Nuovo articolo su Brugherio Futura Blog

25 aprile 1945 – 25 aprile 2015: BUON COMPLEANNO, RESISTENZA!

by brugheriofutura
 
 La liberazione dell'Italia dalla dittatura nazifascista compie quest'anno 70 anni, ma non dobbiamo cadere nell'errore di trasformare il 25 aprile, data simbolo della Resistenza, nella vuota celebrazione di una ricorrenza di cui il popolo non ricorda o nemmeno conosce il significato.

Purtroppo il rischio esiste, dal momento che, nell'era attuale del pensiero debole e unico, la nostra reazionaria e conservatrice classe dirigente ed i mezzi di comunicazione mainstream che le sono asserviti lavorano da anni per trasformare il 25 aprile, ed i valori che esso incarna, in nulla più di un numero rosso sul calendario.

Nulla di più sbagliato. La Resistenza non è un reperto storico da inserire in una teca polverosa in qualche angolo nascosto di un museo, né un evento remoto cui dedicare qualche riga su un testo di storia per le scuole medie.

La Resistenza è il fulcro ed il fondamento della nostra Democrazia. Ogni conquista positiva, ogni progresso che il popolo italiano ha conquistato nel dopoguerra è stato possibile grazie ad essa, che prima ha contribuito in modo determinante alla liberazione del Paese ed alla fine della tirrannia, poi ha ispirato la Costituzione repubblicana che ha permesso di fondare uno Stato democratico e moderno, infine ha rappresentato l'elemento centrale su cui costruire una nuova identità nazionale, intesa come senso di comunità e di appartenenza ad ideali e valori di libertà ed uguaglianza.

Oggi l'Italia vive un periodo di crisi come non se ne ricordano nella sua storia recente. Ed è una crisi che non è solo economica, ma anche e sopratutto morale ed istituzionale.

Il nostro Paese è governato in modo sempre più evidente da un'oligarchia legata a gruppi finanziari, che decide come devono vivere il resto delle persone attraverso il controllo che esercita su una classe politica in larghissima parte inetta e corrotta.

Gli oligarchi tirano i fili, e i politici eseguono. Due decenni di dissennata politica economica, che ha visto lo Stato abdicare da qualsiasi ruolo di indirizzo e programmazione, e lasciare mano completamente libera alla “grande imprenditoria” hanno distrutto il tessuto stesso dell'economia reale e del mondo del lavoro. 

Hanno creato un Paese in cui sempre di più sono i cittadini che hanno fame, e lo hanno fatto volutamente, perché un cittadino che ha fame è un cittadino più docile e più disponibile a rinunciare ai propri diritti; e un cittadino che rinuncia ai propri diritti è un cittadino meno libero. E se i cittadini non sono liberi chi ottiene il potere può tenerselo e fare tutto quello che vuole senza dover rendere conto ad alcuno.

Tutto questo sono riusciti a farlo perché gli italiani glielo hanno consentito, allontanandosi dalla vita pubblica, delegandone la gestione e rinunciando a controllare l'operato di chi è stato delegato, dimenticandosi delle priorità che rendono un Paese degno di chiamarsi civile (uguaglianza, salute, ambiente, lavoro, cultura, scuola) in favore delle facili promesse di imbonitori mediatici travestiti da statisti, esercitando il conflitto orizzontalmente e mai verticalmente (la “guerra fra poveri” anziché contro chi comanda).

Dobbiamo fare qualcosa subito per arrestare la caduta, prima di arrivare al punto di non poter più tornare indietro. 

Prima che la società rimanga schiacciata fra l'oppressione dei padroni e lo sbraitare razzista incitante all'odio della Lega Nord alleata dell'estrema destra.

Oggi abbiamo più che mai bisogno della Resistenza affinché unisca le persone che hanno a cuore il futuro dell'Italia e li guidi in una lotta civile per la Democrazia. 

Perché non ci sarà vittoria della Democrazia né uscita dalla crisi, se non attraverso un percorso condiviso di partecipazione popolare, che porti i cittadini a riaffermare la propria dignità di persone libere ed a riappropriarsi di ciò che appartiene a loro e a loro soltanto: le Istituzioni democratiche.

Questo 25 aprile vorremmo vedere scendere in piazza ancora più gente del solito. E vorremmo che fosse l'inizio della riscossa del popolo italiano contro i nuovi dittatori del 21esimo secolo. Che dai cortei e dalle piazze del 25 aprile 2015 partisse una nuova ondata di consapevolezza, e di partecipazione che si diffondesse, giorno dopo giorno, in ogni angolo dello stivale, ed aggregasse su un terreno comune tutti coloro che, a vari livelli ed in vari luoghi stanno provando a resistere al degrado.

Se i despoti ci vogliono disimpegnati, disuniti, individualisti ed apatici, dimostriamo loro che sappiamo impegnarci per il bene comune, ed essere uniti, altruisti e determinati.

Ora e sempre, Resistenza!

brugheriofutura | aprile 25, 2015 alle 9:45 am | Etichette: 25 aprilefestaItalialiberazioneresistenza | Categorie: Politica | URL: http://wp.me/pylbX-Bp