FLASHMOB DI RADIOPOLARE PER I MORTI NEL MEDITERRANEO
Sabato 14 febbraio, ore 16, Galleria Vittorio Emanuele a Milano
Continua quotidiano il macabro conteggio dei morti nel Mediterraneo. Ormai è un bollettino di guerra. La guerra che vede l'Europa contro i migranti. Un dramma a cui ci si rischia di abituare, anche perché di questi morti spesso non ci sono nemmeno le foto dei cadaveri da pubblicare sulle prime pagine dei giornali.
Diamoci appuntamento CON UN LENZUOLO BIANCO E UNA RADIO, sabato 14 febbraio, alle 16, in Galleria Vittorio Emanuele a Milano.
Aiutateci a essere tanti. Invitate i vostri amici, ci vediamo sabato.
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NAGA: "Su quelle barche ci siamo Noi!"
Su quelle barche ci siamo Noi!
Il commento del Naga alle morti in mare.
Milano 11/02/2015 Sono oltre duecento i migranti dispersi nel canale di Sicilia per il naufragio di due barche avvenuto ieri, dispersi che si sommano ai 29 migranti morti per ipotermia.
“Apprendiamo con dolore dei morti e dei dispersi nel canale del Sicilia. Il freddo e la bufera sono gli eventi atmosferici che hanno causato le morti e il naufragio. Sono però le scelte politiche dei Paesi europei le cause profonde che li hanno determinati.” afferma Luca Cusani presidente del Naga.
“Sicuramente la nuova missione militare Triton ha dimostrato immediatamente di non essere adeguata al salvataggio dei migranti che cercano di arrivare in Europa e sebbene Mare Nostrum abbia avuto il merito di salvare molte vite umane e una sua riattivazione sia auspicale, crediamo che le morti in mare possano essere evitate solo attraverso un ripensamento generale delle politiche migratorie europee.” prosegue il presidente del Naga.
“Crediamo sia necessario scardinare l'intero discorso sull'immigrazione: parlare di persone da accogliere e non di frontiere da controllare; pensare alla sicurezza di chi migra e non solo a quella dei Paesi di approdo; cercare soluzioni strutturali e non di emergenza; pensare alle migrazioni come un prezioso fenomeno del presente e non come ad un fenomeno da reprimere inutilmente. Pensare che su quelle barche non ci sono Loro, ma ci siamo Noi. Tutti.” conclude Luca Cusani.
Come Naga continueremo a fornire assistenza sanitaria, sociale e legale e continueremo a difendere diritti tutte le volte che cercheremo di soddisfare dei "bisogni".
Info: 349 160 33 05 - naga@naga.it
Info: 349 160 33 05 - naga@naga.it
Il comunicato anche sulla pagina Facebook e sul sito
-- Non facciamo cose speciali, guardiamo le cose in modo diverso. Sostieni il Naga, adesso. www.naga.it NAGA Associazione Volontaria di Assistenza Socio-Sanitaria e per i Diritti di Cittadini Stranieri, Rom e Sinti Via Zamenhof, 7/A -20136 Milano Tel: 0258102599 - Cell 3491603305 - Fax: 028392927 www.naga.it - naga@naga.it Facebook: https://www.facebook.com/NagaOnlus
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COMUNICATO STAMPA
CS015-2015
CENTINAIA DI MIGRANTI MORTI IN MARE. AMNESTY INTERNATIONAL ACCUSA L’UNIONE EUROPEA DI “NASCONDERE LA TESTA SOTTO LA SABBIA”. MISSIONE DI RICERCA IN PARTENZA PER LAMPEDUSA
A seguito della notizia della morte di almeno 300 morti al largo dell’isola di Lampedusa, Amnesty International ha dichiarato che l’Unione europea e i suoi stati membri devono abbassare la testa per la vergogna.
“Con questa nuova tragedia si sono avverati i nostri peggiori timori sulla fine dell’operazione di ricerca e soccorso Mare nostrum. Stanno emergendo le prevedibili conseguenze dell’assenza una sostituzione adeguata di quell’operazione da parte dell’Unione europea” – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.
“La crisi umanitaria che aveva reso necessaria l’operazione Mare nostrum non è finita. Mentre le persone continuano a fuggire dalla guerra e dalla persecuzione e centinaia di esse a morire in mare, gli stati membri dell’Unione europea devono smetterla di nascondere la testa sotto la sabbia” – ha proseguito Dalhuisen.
Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, il numero dei migranti irregolari giunti via mare nel gennaio 2015 è aumentato del 60 per cento rispetto a un anno prima, quando Mare nostrum era in funzione. Questo rende priva di senso la tesi che l’operazione di ricerca e soccorso in mare di cui tanto è stata celebrata la fine avesse incoraggiato i migranti a intraprendere viaggi pericolosi nel Mediterraneo.
L’operazione dell’Unione europea denominata Triton, definita come avvicendamento di Mare nostrum, non è finalizzata alla ricerca e al soccorso in mare, non opera di norma in acque internazionali e risulta significativamente ridotta come margine d’ampiezza.
“Basta fare una semplice equazione: se le persone che intraprendono viaggi pericolosi aumentano e le risorse destinate alla ricerca e al soccorso diminuiscono, vi sarà un numero maggiore di morti” - ha osservato Dalhuisen.
Il 9 febbraio, 29 migranti sono morti - per lo più per ipotermia - dopo che la Guardia costiera italiana aveva soccorso un gommone con 106 persone a bordo, bambini compresi. La Guardia costiera ha dichiarato che le operazioni di soccorso sono state rese particolarmente difficili dalle cattive condizioni metereologiche, con onde alte fino a otto metri e la temperatura prossima allo zero.
Secondo quanto riportato dalla stampa italiana, nove sopravvissuti che erano su altre due imbarcazioni hanno dichiarato alla Guardia costiera che a bordo di esse si trovavano altri 200 migranti mentre una terza imbarcazione – secondo notizie ancora da confermare – sarebbe scomparsa con 100 persone a bordo, nessuna delle quali sopravvissuta. Secondo la Guardia costiera, le persone morte sarebbero giovani dai 18 ai 25 anni provenienti dall’Africa subsahariana.
“La Guardia costiera ha fatto tutto il possibile con le risorse che aveva. Chiaramente, non è bastato. Se gli stati membri dell’Unione europea non s’impegneranno ad aumentare significativamente le attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale, tragedie come queste non potranno che moltiplicarsi” – ha concluso Dalhuisen.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 11 febbraio 2015
TRENO DELLA MEMORIA
Non so se un viaggio ad Auschwitz possa essere definito "bello". Forse sì, quando si incontrano i sopravvissuti, come le sorelle Bucci che all'epoca avevano 6 e 4 anni. Oppure Marcello, deportato politico a Mauthausen e oggi con un sorriso così bello che alla fine ho dovuto chiederglielo, come faccia ad avere quel sorriso lì.
Questo è il mio viaggio con il Treno della Memoria per il 70esimo anniversario della Liberazione. Perché ricostruire le memorie significa, soprattutto, costruire la giustizia oggi:
http://youmedia.fanpage.it/video/aa/VMcNrOSw21tpYmXz.
Il video è prodotto da Fanpage.it. Ricordatevelo quando la mattina scegliete quale giornale leggere: www.fanpage.it :)
Un abbraccio,
Saverio Tommasi
https://www.facebook.com/SaveTommasi
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Voglio ricordare Eizik Magda, vittima dell'Olocausto
Voglio ricordare Eizik Magda, vittima dell'Olocausto
To mark IHR Day, Yad Vashem asks that you join our IR Wall to remember a Holocaust victim.
PAOLO TERUZZI REMEMBERS EIZIK MAGDA
Per il ministro della salute della Lituania, l’eutanasia è la soluzione per i poveri
Questo mostro è il ministro di un paese membro UE.
Il ministro della salute della Lituania, Rimante Salaseviciute, entrata in carica lo scorso luglio ha dichiarato in un'intervista…
TICINOLIVE.CH
NEWS DA RADIOPOPOLARE
Grazie per l'ascolto!
Annullato incontro con Liliana Segre
Per indisposizione dell'autrice è rinviata a data da destinarsi la presentazione del libro di Liliana Segre e Daniela Palumbo: “Fino a quando la mia stella brillerà” previsto per giovedì 22 gennaio.
Popogusto!
Sabato 24 gennaio Popogusto vi aspetta dalle 10 alle 17 all'Arci Bellezza in Via Bellezza 16 (filovia 90-91; tram 9-24).
Come sempre si può pranzare comodamente seduti al caldo e gustare i piatti realizzati con i prodotti in vendita. Questa settimana i ravioli e i casoncelli di BioandFood. Popogusto sarà in onda sabato dalle 12,20 alle 13,00 con Marco Di Puma, Renato Scuffietti.
Concerto Lucio Corsi
Venerdì 23 gennaio nell'Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare ospitiamo un musicista giovane e promettente. Si chiama Lucio Corsi, e in questi giorni è uscito il suo primo disco, "Altalena Boy/Vetulonia Dakar", con la produzione artistica di Fede Dragogna. Venite a scoprirlo con questo concerto, come sempre per partecipare basta prenotarsi allo 02.39241409, poi l'ingresso è libero!
Pop Up a tutta birra!
Venerdì 23 gennaio dalle 22.30 Pop Up trasmetterà dalle botti del Birrificio di Lambrate di Via Golgi a Milano.
I conduttori della trasmissione Andrea Frateff-Gianni e Alberto Nigro propongono come tema della serata la storia del punk tra creste, spille da balia e boccali di birra.
Ospiti della puntata saranno Marco Philopat e Giulio Squillaciotti che racconteranno le differenze e le similitudini tra il punk milanese e quello romano.Il live musicale della seconda parte, il Pop-Up Show, sarà affidato a Paolo Saporiti.
Novità per Crapapelata!
Dal prossimo 25 gennaio, la storica trasmissione per bambini, Crapapelata, non andrà più in onda alle 9 della domenica mattina, madalle 15,35 alle 16,30 dello stesso giorno!
Il suo desiderio è che la domenica pomeriggio la radio si riempia di bambini, genitori, nonni, zii, ecc. Due o più volte al mese, infatti,Crapapelata proporrà durante e dopo la trasmissione, spettacoli teatrali, concerti, laboratori creativi , feste e merende pop.
Nelle domeniche in cui non sono previsti spettacoli, la trasmissione andrà in onda ospitando, come sempre i bambini che vorranno partecipare e tutti quelli che hanno a cuore il mondo dei più piccoli: scrittori, musicisti, insegnanti e chi più ne ha più ne metta!
Il primo appuntamento è per domenica 25 gennaio alle 15,30 nell’Auditorium di RP, in via Ollearo, 5, con la Compagnia teatrale Ditta Gioco Fiaba, che presenterà lo spettacolo IL GIGANTE BLU. L’in! gesso è libero fino a esaurimento dei 99 posti dell’Auditorium.
Il programma delle domeniche pomeriggio sarà pubblicato anche sul sito della radio e sulla pagina facebook di Crapapelata.
Son tornate le Oche!
Il 23 gennaio comincia "Le Oche" la trasmissione settimanale sulla ricerca in onda tutti i venerdì dalle 13 alle 13.30, a cura Sylvie Coyaud, con l’aiuto di Fabrizio Bettati e altri volontari, scienziati e aspiranti tali.
Menu della prima puntata: buone e cattive intenzioni della rubrica, attualità scientifica e formaggio (di bufala).
Per proposte e suggerimenti scrivete a oche@radiopopolare.it
Girasoli a colazione
"I girasoli" l'appuntamento di Radio Popolare con le Arti Visive curato da Tiziana Ricci si dà una sveglia: da domenica 25 gennaiosi sposta dalla tarda mattinata alle 9.00 per darvi tante idee su quello che non potete perdervi.
Molto lavoro per nulla
Domenica primo febbraio parte Molto lavoro per nulla- Storie di Vite precarie - la nuova trasmissione di Radio Popolare che racconta il mondo del lavoro attraverso le storie che Farneto Teatro ha raccolto in giro per l'Italia.
Molto lavoro per nulla porta alla radio, attraverso le voci di giovani attori e musicisti, il mondo del lavoro e le sue contraddizioni: quello dei giovani, delle donne, il lavoro che c'è, quello che manca e quello che non si vede: racconti di lavoro e non lavoro, aspirazioni, desideri, esperienze di identità e felicità spesso negate.
Molto lavoro per nulla - Storie di Vite precarie - di Chiara Ronzani ed Elisabetta Vergani sarà in onda ogni domenica alle 12.30, per 10 puntate.
L’App!
Facebook RP
Twitter @radiopopmilano
[microbo.net] CALL FOR ARTISTS | IN MEMORY | BERSAGLIO EXPO
microbo.net apre il nuovo anno con due iniziative gratuite rivolte principalmente agli artisti e alle Arti Visive.
La prima iniziativa, IN MEMORY, è legata alla Giornata della Memoria; l’altra, BERSAGLIO EXPO, non poteva che rapportarsi con Expo 2015.
Saremmo felici di averti tra i partecipanti e ti saremmo grati se vorrai aiutarci
a divulgare le iniziative, inoltrando questa mail agli artisti che ritieni meritevoli.
IN MEMORY
LIBERE RIFLESSIONI IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELL MEMORIA
MOSTRA VIRTUALE+EBOOK
DEADLINE: 25.01.2015
"L’arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità."
L’affermazione di Pablo Picasso ci rimanda ad una riflessione necessaria,
in relazione alla data del 27 gennaio, la giornata della Memoria.
Alla luce anche dei fatti accaduti in questo inizio d’anno,
l’artista ha l’obbligo morale di analizzare e raccontare la realtà,
affinché l’osservatore non cada negli stessi errori e orrori
della storia, non dimentichi e non ripeta.
ArtCafè è uno spazio virtuale d’incontro per Artisti, Fotografi, Fumettisti, Scrittori, ecc…
Si partecipa esclusivamente via mail
RICONOSCIMENTI
Tutti i lavori pervenuti restano online per 100 giorni, fino alla nuova apertura di ArtCafè.
microbo.net si occupa di raggruppare tutto il materiale inviato e creare un ebook liberamente scaricabile in Rete, che resta in permanenza online su microbonet-ArtCafè e sul sito ufficiale di microbo.net
La partecipazione alla mostra virtusle, al catalogo e all’iniziativa è gratuita.
SITO WEB DI RIFERIMENTO
REGOLAMENTO COMPLETO
BERSAGLIO EXPO
L’ARTE DI NUTRIRE IL PIANETA
2 MOSTRE COLLETTIVE+CATALOGO
DEADLINE: 01.05.2015
150 Artisti per migliorare il mondo
150 Progetti per far vivere il pianeta
La partecipazione alle mostre, al catalogo e all’iniziativa è gratuita.
SITO WEB DI RIFERIMENTO
REGOLAMENTO COMPLETO
Non solo Charlie Hebdo
Ci sono tutti gli elementi per credere che le dimensioni drammatiche che riporta la Bbc per il massacro di Baga, nella Nigeria Nord-Orientale siano effettivamente rispondenti alla realtà. E se è così si tratta di una vera e propria carneficina: almeno duemila morti, quasi tutti civili, inseguiti nella boscaglia e uccisi. Altre migliaia fuggiti in Ciad, senza nulla e senza nemmeno assistenza. Tutto ciò è stato compiuto, ancora una volta, da quella famigerata setta Boko Haram che dal 2009 circa terrorizza e tiene a ferro e fuoco lo stato di Borno, di Adamawa e Yobe. - See more at: http://www.buongiornoafrica.it/non-solo-charlie-hebdo/#sthash.ob9yDvkF.dpuf
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Buon compleanno Peppino e Radio 100 passi
5 gennaio diretta non stop dalle 10 alle 20 aperta alla partecipazione del pubblico. Come ogni anno il 5 gennaio festeggiamo il compleanno di Peppino Impastat
100PASSIJOURNAL.INFO
STORIE NASCOSTE. ANTROPOLOGIA E MEMORIA DELL' ESODO ISTRIANO A TRIESTE
ricerca di Stefano Pontiggia
Storie nascoste. Antropologia e memoria dell'esodo istriano a Trieste
recensito da Sandra Busatta
LOS CINCO, ALBERTO GRANADO E...MIA NIPOTE
mia nipote Iris Pilotti Roger Cuesta
che ora vive a Cuba oggi è stata all'Avana a un incontro per la
liberazione dei "Cinque di Miami" (su cui aveva fatto la tesi) e loro
l' hanno riconosciuta e chiamata per nome e cognome davanti a tutti.
Grande emozione!
Intanto ricordiamo con affetto Alberto Granado, il mitico compagno di viaggio del Che ("I diari della motocicletta") che è stato testimone di nozze di Iris e Roger
Grande emozione!
Intanto ricordiamo con affetto Alberto Granado, il mitico compagno di viaggio del Che ("I diari della motocicletta") che è stato testimone di nozze di Iris e Roger
Parla la figlia di Giuseppe Pinelli
“L’impegno di mio padre e la violenza del potere”. Parla la figlia di Giuseppe Pinelli
Su MicroMega:
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“Dalla
lotta partigiana al movimento anarchico e alla non violenza, Pino era
un ottimista che viveva con entusiasmo quel tempo di speranze e di
profondi cambiamenti. Con la sua tragica morte è diventato un simbolo
dei diritti negati e dei connotati violenti che può assumere il potere”.
Claudia Pinelli ricorda il padre Giuseppe, volato da una finestra della
Questura di Milano la notte del 15 dicembre 1969.
di Laura Tussi, da peacelink.it
Il
ricordo di tuo padre è stato un punto fermo nella vita della famiglia
Pinelli. Quali sono le parole più significative e gli ideali più alti
che la sua memoria ti ha trasmesso?
Il suo ricordo sicuramente è un punto fermo nella nostra famiglia e abbiamo dovuto testimoniarlo innumerevoli volte, ma la memoria sua e di quello che accadde appartiene a tutta la società civile.
Pino era un ottimista che viveva con entusiasmo quel tempo di speranze e di profondi cambiamenti. Aveva dato il suo contributo, giovanissimo, alla lotta partigiana, come staffetta, maturando dall’esperienza della guerra il rifiuto per qualsiasi autoritarismo. Aveva letto moltissimo, forgiato il suo pensiero con i classici del pensiero anarchico, studiato l’esperanto credendo veramente che una lingua comune avrebbe fatto cadere le barriere tra i popoli, era impegnato nel movimento anarchico, nel sindacato di base, nel pacifismo e nella non violenza. Faceva da tramite tra persone di generazioni e ideologie differenti, sempre aperto al dialogo e al confronto. E aveva una moglie che amava e due figlie. Poi la strage di Piazza Fontana, la sua orrenda morte, la sua immagine che esce deformata dalle dichiarazioni di quegli stessi responsabili del suo fermo illegale e dell’interrogatorio che stava subendo quella notte quando precipitò dalla finestra al quarto piano della questura.
Pino è diventato un simbolo dei diritti negati e dei connotati violenti che può assumere il potere. Lui era una persona positiva e ha insegnato a noi e non solo a noi, l’importanza dell’impegno in prima persona.
“Anarchia è responsabilità e ragionamento: non è violenza”. Con quali modalità e azioni tuo padre credeva nell’obiezione di coscienza e nel disarmo?
Quella che riporti è una frase dell’ultima lettera che mio padre scrisse e diventa ancora più significativa pensando che lo fece proprio nel pomeriggio del 12 dicembre 1969.
Pino aveva studiato l’esperanto, lingua che aveva imparato molto bene e che avrebbe voluto insegnare. Con questo strumento comunicava con persone di ogni parte d’Europa, che ospitava anche a casa. Era entrato in contatto con le idee che infiammavano quegli anni, con la contestazione giovanile, con i movimenti contro la guerra del Vietnam e con la sua capacità di dialogo divenne tramite tra generazioni differenti E’ stato tra i primi a organizzare incontri pubblici dedicati al tema dell’antimilitarismo insieme a obiettori di coscienza che vennero incarcerati per il loro rifiuto di indossare una divisa. Partecipò e organizzò marce per la pace, indisse manifestazioni e comizi per l’obiezione di coscienza, il pacifismo e la nonviolenza. Sostenne la stampa e la diffusione dei primi numeri di “Mondo Beat”, giornale che illustrava l’importanza della nonviolenza e la necessità del pacifismo
C’è una bellissima testimonianza di Giuseppe Gozzini, il primo obiettore di coscienza cattolico in Italia, che a poche ore dalla morte di Pino scrisse una lettera che rese pubblica in cui ricorda mio padre con queste parole:
“Conosceva, e non per sentito dire, movimenti e gruppi che si ispiravano alla nonviolenza e voleva discutere con me sulle possibilità che la nonviolenza diventasse strumento d’azione politica e l’obiezione di coscienza stile di vita, impegno sociale permanente. Io gli parlavo di società basata sull’egoismo istituzionalizzato, di disordine costituito, di lotta di classe e lui mi riportava oltre le formule, alla radice dei problemi, incrollabile nella sua fede nell’uomo e nella necessità di edificare l’uomo nuovo, lavorando dal basso. Poi ci vedemmo in molte altre occasioni e i punti fermi della nostra amicizia divennero don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, due preti scomodi, che hanno lasciato il segno e non solo nella chiesa….Viveva del suo lavoro, povero come gli uccelli dell’aria, solido negli affetti, assetato di amicizia, e gli amici li scuoteva con la sua inesauribile carica umana… Si è sempre battuto contro l’individualismo delle coscienze addomesticate: lui, ateo, aiutava i cristiani a credere (e lo possono testimoniare tanti miei amici cattolici); lui operaio, insegnava agli intellettuali a pensare, finalmente liberi da schemi asfittici. Non ignorava le radici sociali dell’ingiustizia, ma non aveva fiducia nei mutamenti radicali, nelle `rivoluzioni’ che lasciano gli uomini come prima. Paziente, candido, scoperto nel suo quotidiano impegno, era lontano dagli estremismi alla moda, dalle ideologie che riempiono la testa ma lasciano vuoto il cuore. Stavo bene con lui, anche per questo.”
In qualità di testimone degli eventi, come ti poni nei confronti del pensiero socialista e libertario del grande Partigiano e Padre Costituente Stéphane Hessel che ha lanciato appelli di pace per la nonviolenza e per il disarmo nucleare totale? In che modo tuo padre avrebbe attuato e condiviso tali idee?
Il mio essere testimone degli eventi è marginale rispetto al ruolo avuto da mia mamma Licia, una persona meravigliosa che è diventata roccia per noi e per lui quando tutto il nostro mondo è andato in frantumi. E di tutte quelle persone che ci sono rimaste vicine e ancora lo sono, con estremo coraggio in situazioni anche molto difficili. Da quello che io conservo di mio papà e da quello che mi hanno raccontato di lui credo si sarebbe avvicinato con curiosità e interesse alle idee di Stephane Hessel cercando di valutare e di capire, come faceva per tutte le idee e le cose che lo stimolavano, ma non mi posso permettere di parlare per lui, di dire come avrebbe agito o anche se avrebbe condiviso tali idee. Nessuno di noi è lui.
Un messaggio alle generazioni presenti e future “Per Non Dimenticare” la memoria degli eventi.
Non bisogna accettare in maniera passiva le verità ufficiali, bisogna sempre cercare e essere critici, mantenendo viva la capacità di indignarsi. La memoria deve essere come un filo di luce puntato implacabilmente sul passato perché mantenendo viva l’attenzione, la ricerca, la comprensione di quello che è stato questo potrà essere di insegnamento e monito per il presente e potrà aiutarci a trovare la forza per ribellarsi a chi ci vorrebbe spettatori passivi invece che cittadini che partecipano e scelgono. Solo così si avranno gli strumenti per costruire una società più giusta e più umana.
di Laura Tussi, da peacelink.it
Il suo ricordo sicuramente è un punto fermo nella nostra famiglia e abbiamo dovuto testimoniarlo innumerevoli volte, ma la memoria sua e di quello che accadde appartiene a tutta la società civile.
Pino era un ottimista che viveva con entusiasmo quel tempo di speranze e di profondi cambiamenti. Aveva dato il suo contributo, giovanissimo, alla lotta partigiana, come staffetta, maturando dall’esperienza della guerra il rifiuto per qualsiasi autoritarismo. Aveva letto moltissimo, forgiato il suo pensiero con i classici del pensiero anarchico, studiato l’esperanto credendo veramente che una lingua comune avrebbe fatto cadere le barriere tra i popoli, era impegnato nel movimento anarchico, nel sindacato di base, nel pacifismo e nella non violenza. Faceva da tramite tra persone di generazioni e ideologie differenti, sempre aperto al dialogo e al confronto. E aveva una moglie che amava e due figlie. Poi la strage di Piazza Fontana, la sua orrenda morte, la sua immagine che esce deformata dalle dichiarazioni di quegli stessi responsabili del suo fermo illegale e dell’interrogatorio che stava subendo quella notte quando precipitò dalla finestra al quarto piano della questura.
Pino è diventato un simbolo dei diritti negati e dei connotati violenti che può assumere il potere. Lui era una persona positiva e ha insegnato a noi e non solo a noi, l’importanza dell’impegno in prima persona.
“Anarchia è responsabilità e ragionamento: non è violenza”. Con quali modalità e azioni tuo padre credeva nell’obiezione di coscienza e nel disarmo?
Quella che riporti è una frase dell’ultima lettera che mio padre scrisse e diventa ancora più significativa pensando che lo fece proprio nel pomeriggio del 12 dicembre 1969.
Pino aveva studiato l’esperanto, lingua che aveva imparato molto bene e che avrebbe voluto insegnare. Con questo strumento comunicava con persone di ogni parte d’Europa, che ospitava anche a casa. Era entrato in contatto con le idee che infiammavano quegli anni, con la contestazione giovanile, con i movimenti contro la guerra del Vietnam e con la sua capacità di dialogo divenne tramite tra generazioni differenti E’ stato tra i primi a organizzare incontri pubblici dedicati al tema dell’antimilitarismo insieme a obiettori di coscienza che vennero incarcerati per il loro rifiuto di indossare una divisa. Partecipò e organizzò marce per la pace, indisse manifestazioni e comizi per l’obiezione di coscienza, il pacifismo e la nonviolenza. Sostenne la stampa e la diffusione dei primi numeri di “Mondo Beat”, giornale che illustrava l’importanza della nonviolenza e la necessità del pacifismo
C’è una bellissima testimonianza di Giuseppe Gozzini, il primo obiettore di coscienza cattolico in Italia, che a poche ore dalla morte di Pino scrisse una lettera che rese pubblica in cui ricorda mio padre con queste parole:
“Conosceva, e non per sentito dire, movimenti e gruppi che si ispiravano alla nonviolenza e voleva discutere con me sulle possibilità che la nonviolenza diventasse strumento d’azione politica e l’obiezione di coscienza stile di vita, impegno sociale permanente. Io gli parlavo di società basata sull’egoismo istituzionalizzato, di disordine costituito, di lotta di classe e lui mi riportava oltre le formule, alla radice dei problemi, incrollabile nella sua fede nell’uomo e nella necessità di edificare l’uomo nuovo, lavorando dal basso. Poi ci vedemmo in molte altre occasioni e i punti fermi della nostra amicizia divennero don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, due preti scomodi, che hanno lasciato il segno e non solo nella chiesa….Viveva del suo lavoro, povero come gli uccelli dell’aria, solido negli affetti, assetato di amicizia, e gli amici li scuoteva con la sua inesauribile carica umana… Si è sempre battuto contro l’individualismo delle coscienze addomesticate: lui, ateo, aiutava i cristiani a credere (e lo possono testimoniare tanti miei amici cattolici); lui operaio, insegnava agli intellettuali a pensare, finalmente liberi da schemi asfittici. Non ignorava le radici sociali dell’ingiustizia, ma non aveva fiducia nei mutamenti radicali, nelle `rivoluzioni’ che lasciano gli uomini come prima. Paziente, candido, scoperto nel suo quotidiano impegno, era lontano dagli estremismi alla moda, dalle ideologie che riempiono la testa ma lasciano vuoto il cuore. Stavo bene con lui, anche per questo.”
In qualità di testimone degli eventi, come ti poni nei confronti del pensiero socialista e libertario del grande Partigiano e Padre Costituente Stéphane Hessel che ha lanciato appelli di pace per la nonviolenza e per il disarmo nucleare totale? In che modo tuo padre avrebbe attuato e condiviso tali idee?
Il mio essere testimone degli eventi è marginale rispetto al ruolo avuto da mia mamma Licia, una persona meravigliosa che è diventata roccia per noi e per lui quando tutto il nostro mondo è andato in frantumi. E di tutte quelle persone che ci sono rimaste vicine e ancora lo sono, con estremo coraggio in situazioni anche molto difficili. Da quello che io conservo di mio papà e da quello che mi hanno raccontato di lui credo si sarebbe avvicinato con curiosità e interesse alle idee di Stephane Hessel cercando di valutare e di capire, come faceva per tutte le idee e le cose che lo stimolavano, ma non mi posso permettere di parlare per lui, di dire come avrebbe agito o anche se avrebbe condiviso tali idee. Nessuno di noi è lui.
Un messaggio alle generazioni presenti e future “Per Non Dimenticare” la memoria degli eventi.
Non bisogna accettare in maniera passiva le verità ufficiali, bisogna sempre cercare e essere critici, mantenendo viva la capacità di indignarsi. La memoria deve essere come un filo di luce puntato implacabilmente sul passato perché mantenendo viva l’attenzione, la ricerca, la comprensione di quello che è stato questo potrà essere di insegnamento e monito per il presente e potrà aiutarci a trovare la forza per ribellarsi a chi ci vorrebbe spettatori passivi invece che cittadini che partecipano e scelgono. Solo così si avranno gli strumenti per costruire una società più giusta e più umana.
RADIOPOPOLARE: LE PROSSIME INIZIATIVE
Vi aspettiamo! Grazie per il vostro sostegno!
Più informazioni sul sito di Radio Popolare
Popogusto extralarge!
Tutte le informazioni sul sito di Radio Popolare
Transeuropae Hotel giovedì 18 dicembre
Luigi Cinque presenta il progetto “Transeuropae Hotel”, un film
scritto e diretto sul principio narrativo del
melodramma. Luigi Cinque racconterà genesi e
sviluppi di questo lavoro, verranno proiettati
spezzoni del film e la serata si concluderà con un concerto di Luigi Cinque (sassofono, gaita ed elettronica) e Patrizio Fariselli (tastiere).
Prenotatevi 02-39241409
Una serata bergamasca per Radio Popolare venerdì 19 dicembre
L’appuntamento è in città alta, al Circolo Maite (Vicolo Sant'Agata, 6) venerdì 19 dicembre dalle
21. Ad attendervi alcuni artisti amici della
radio: Ricky Gianco e le sue canzoni senza tempo, il
cantattore Flavio Pirini, il comico
Germano Lanzoni e Giampiero Belotti, il mitico
‘nazista !
dell’Illinois’. Paola Piacentini e Giorgia
Battocchio, le ragazze in bicicletta di Pungiball,
intervisteranno tre redattori di Radio Popolare:
Raffaele Masto, Piero Bosio e Dario Falcini.
Ingresso con sottoscrizione (consigliate le 5 euro).
Guano Padano in concerto venerdì 19 dicembre
I
Guano Padano sono tre talentuosi musicisti,
Alessandro “Asso” Stefana, Zeno De
Rossi (entrambi già nella band di Vinicio Capossela)
e Danilo Gallo. “Americana” è il loro terzo album,
ed è un disco in cui il trio mette ancora più in
evidenza la propria passione per la cultura
statunitense, in questo caso in particolare
per la letteratura americana.
Questi brani saranno al centro del concerto di venerdì 19 dicembre,
nell'Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare,
Via Ollearo 5, Milano: come
sempre l'ingresso è gratuito, per chi si prenoterà
allo 02-39241409
Sabato
20 dicembre nei chiostri dell'Umanitaria, in Via
San Barnaba 48, dalle 10 alle 20
vi aspetta Popogusto
in formato extra large. Insieme ai consueti cibi
eccellenti, saranno presenti più
di 20 artisti artigiani.
Alle 17 vi offriremo panettone e spumante servito dai lavoratori di Radio Popolare e offerto dai produttori del popogusto.
Alle 18, nel salone degli affreschi, come lo scorso anno, il concerto di Abbo Natale.
Alle 17 vi offriremo panettone e spumante servito dai lavoratori di Radio Popolare e offerto dai produttori del popogusto.
Alle 18, nel salone degli affreschi, come lo scorso anno, il concerto di Abbo Natale.
Il
coro Jazz dei Claim Chowder regalerà a voi
ascoltatori un'ora di buona musica.
La Grande Cena di Radiopop sabato 20 dicembre
Per
festeggiare la Campagna Abbonamenti di Radio
Popolare, abbiamo invitato tutti i
nostri ascoltatori a organizzare sabato 20 dicembre,
a casa propria, una Grande Cena. Ognuno potrà
invitare chi vuole: amici, parenti,
ascoltatori sconosciuti...decidete voi!
Quel
che è importante è che ognuno, quella sera,
preparerà un piatto. Lo stesso piatto,
che ci unirà tutti, come se fossimo tutti quanti
seduti allo stesso tavolo.
Quale sarà il piatto? Lo decideremo insieme, nei prossimi giorni di campagna abbonamenti, ascoltando le vostre proposte e registrando le vostre preferenze!
Quale sarà il piatto? Lo decideremo insieme, nei prossimi giorni di campagna abbonamenti, ascoltando le vostre proposte e registrando le vostre preferenze!
Radiopop a Cologno Monzese
Domenica 21 dicembre la biblioteca di Cologno Monzese
effettuerà una giornata di apertura straordinaria
dalle 10.00 alle 19.00 per
sostenere la propria campagna di autofinanziamento
insieme a quella di Radio Popolare. Troverete in
prima linea ad aspettarvi il nostro Renato
Scuffietti.
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