Scandalosa decisione dell’Europarlamento: le automobili potranno inquinare di più. Tutti i nomi dei parlamentari italiani |
“Scandalosa decisione all’Europarlamento: aumentato il livello delle
emissioni degli ossidi di azoto del 110% rispetto alle attuali soglie.
Si tratta di una decisione gravissima e assurda, anche rispetto a quanto
accaduto nei mesi scorsi con la vicenda Dieselgate-Volkswagen. Invece
di introdurre regole più severe e restrittive la maggioranza degli
europarlamentari ha fatto il gioco dell’industria dell’automobile, con
buona pace della salute dei cittadini che dovranno subire livelli di
inquinamento dei centri urbani sempre più alti e pericolosi. Anche molti
europarlamentari italiani hanno deciso di innalzare le quantità di PM10
e NOx da far inalare ai cittadini.
Ecco i loro nomi:
ENF
Mara Bizzotto;
Mario Borghezio;
Gianluca Buonanno;
Lorenzo Fontana;
Matteo Salvini;
ECR
Raffaele Fitto
Remo Sernagiotto
PPE
Lorenzo Cesa;
Salvatore Cicu;
Alberto Cirio;
Lara Comi;
Herbert Dorfmann;
Elisabetta Gardini;
Giovanni La Via;
Fulvio Martusciello;
Barbara Matera;
Alessandra Mussolini;
Aldo Patriciello;
Salvatore Domenico Pogliese;
Massimiliano Salini;
Antonio Tajani.
Si sono astenuti:
S&D
Simona Bonafè;
Caterina Chinnici;
Silvia Costa;
Luigi Morgano:
Michela Giuffrida.
Lo dichiarano i portavoce di Green Italia Annalisa Corrado e Oliviero Alotto.
Ecco i loro nomi:
ENF
Mara Bizzotto;
Mario Borghezio;
Gianluca Buonanno;
Lorenzo Fontana;
Matteo Salvini;
ECR
Raffaele Fitto
Remo Sernagiotto
PPE
Lorenzo Cesa;
Salvatore Cicu;
Alberto Cirio;
Lara Comi;
Herbert Dorfmann;
Elisabetta Gardini;
Giovanni La Via;
Fulvio Martusciello;
Barbara Matera;
Alessandra Mussolini;
Aldo Patriciello;
Salvatore Domenico Pogliese;
Massimiliano Salini;
Antonio Tajani.
Si sono astenuti:
S&D
Simona Bonafè;
Caterina Chinnici;
Silvia Costa;
Luigi Morgano:
Michela Giuffrida.
Lo dichiarano i portavoce di Green Italia Annalisa Corrado e Oliviero Alotto.
INFAMI li day - il vero senso del family Day
Paolo Teruzzi ha condiviso la foto di Natalino Balasso.
A
scrivere queste cose durante il Family Day (espressione inglese imposta
da non ricordo chi che ci obbliga a discutere su temi imposti
dall'alto) si passa per ...
Altro...
Altro...
AMNESTY: DANIMARCA: UN GIORNO NERO PER IL DIRITTO D'ASILO
DANIMARCA, GIORNO NERO PER IL DIRITTO D'ASILO: IL PARLAMENTO APPROVA LE PROPOSTE DEL GOVERNO
Il 26 gennaio il parlamento danese ha approvato una serie di modifiche alla
legislazione in materia d’asilo. Tra queste, il sequestro di denaro e beni di
valore per coprire le spese della procedura per la determinazione dello status
di rifugiato e il prolungamento dei tempi d’attesa per chiedere il
ricongiungimento familiare.
“Prolungare senza alcun motivo la sofferenza di persone già vulnerabili
allungando i tempi del ricongiungimento familiare è un errore. La Danimarca ha
ripudiato il suo storico sostegno alle norme internazionali sancite dalla
Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati. Gli stati europei devono porre
fine al progressivo distacco dai loro obblighi internazionali e proteggere la
dignità e i diritti umani dei rifugiati” – ha dichiarato John Dalhuisen,
direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.
Roma, 27 gennaio 2016
Il 26 gennaio il parlamento danese ha approvato una serie di modifiche alla
legislazione in materia d’asilo. Tra queste, il sequestro di denaro e beni di
valore per coprire le spese della procedura per la determinazione dello status
di rifugiato e il prolungamento dei tempi d’attesa per chiedere il
ricongiungimento familiare.
“Prolungare senza alcun motivo la sofferenza di persone già vulnerabili
allungando i tempi del ricongiungimento familiare è un errore. La Danimarca ha
ripudiato il suo storico sostegno alle norme internazionali sancite dalla
Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati. Gli stati europei devono porre
fine al progressivo distacco dai loro obblighi internazionali e proteggere la
dignità e i diritti umani dei rifugiati” – ha dichiarato John Dalhuisen,
direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.
Roma, 27 gennaio 2016
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