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FATE SILENZIO, IPOCRITI – Raiawadunia
FATE SILENZIO, IPOCRITI – Raiawadunia: Era il 1989 e pubblicai la prima inchiesta in Italia sui primi arrivi di immigrati africani nel nostro paese. Il loro punto di riferimento era l’orrore edilizio e umano del litorale domizio. Terra …
SALVINI STUDIA!
Ciao Teo.
Adesso attento, siediti, ascolta bene.
1 - In Yemen c’è una guerra che dura dal 2015.
Una guerra che, innestandosi all’interno del contesto di una carestia devastante, ha prodotto più morti e più sfollati della guerra in Siria.
Ad oggi, circa due terzi degli yemeniti non hanno accesso all’acqua potabile e 15 milioni sono a rischio di morte per malattie o denutrizione.
2 - In Sudan,
c’è stata la guerra nel Darfur, che ha portato l’attuale dittatore, al
Bashir, ad attuare uno sterminio di massa, un genocidio su base
etno/religiosa.
Al Bashir, su cui pende un mandato della Corte Internazionale per crimini contro l’umanità.
In Sudan, le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno, le libertà di associazione e di espressione fortemente limitate e l’opposizione viene messa a tacere col carcere e la pena di morte.
E nel Darfur, dove teoricamente la guerra sarebbe terminata, si continua tutt’ora a combattere e a morire ogni giorno.
3 - A meno che tu non ti riferissi al Sud Sudan, dove una sanguinosa guerra civile ha prodotto, finora, decine di migliaia di morti
4 - In Palestina, si è in guerra da sempre.
Un amico di Gaza, un giorno, mi disse di aver perso il fratello a causa di un missile che aveva colpito e abbattuto per sbaglio la sua abitazione.
Io gli dissi che mi dispiaceva molto, lui mi rispose che, da loro, è normale.
Che tutti hanno perso almeno un fratello, una sorella, un figlio, a causa delle bombe o dei missili.
5 - In Libia, si continua a combattere un po’ dappertutto.
Principalmente il conflitto riguarda il governo di Tobruk e quello di Tripoli (che sosteniamo noi, visto che si occupa di incarcerare i migranti).
Poi, ovviamente, c’è l’Isis, l’Esercito Nazionale Libico (alleato del governo di Tobruk) e un numero imprecisato di milizie autonome che, ogni giorno, combattono e si uccidono tra di loro.
Probabilmente non te ne sei accorto, quando sei passato di lì.
6 - Nel Pakistan nord occidentale si combatte ancora oggi una guerra civile iniziata nel 2004, la guerra del Waziristan, tra lo Stato centrale e un gran numero di gruppi armati locali, tra i quali Al Qaeda.
Nel Kashmir, conteso tra India e Pakistan, gli attacchi armati da un lato e dall’altro della linea di controllo sono all’ordine del giorno.
In tutto il paese, le limitazioni della libertà di espressione e la repressione di chi si batte per i diritti umani sono la norma.
Molti attivisti, semplicemente, spariscono.
7 - Nel Ciad, oltre ad una situazione economica disastrosa (è il quarto paese più povero al mondo), c’è un conflitto etnico interno tra le diverse tribù locali che va avanti da anni.
In più, c’è Boko Haram al sud e l’Isis al confine con la Libia.
Non male, eh?
8 - In Egitto, Al Sisi ha instaurato una dittatura nei fatti molto simile a quella di Mubarak.
Dal 2013 al 2017 sono state imprigionate circa 60.000 persone fra dissidenti, oppositori e presunti terroristi.
Amnesty International ha denunciato l’uso quotidiano di pratiche di tortura nelle carceri egiziane.
Restano fuori Marocco, Bangladesh, Algeria, Nepal e Ghana.
Per loro dovrebbe valere la stessa libertà che vale per i nostri compatrioti, quando vanno all’estero per cercare lavoro (tuttora oltre 250.000 nostri connazionali partono ogni anno).
Solo che i nostri, quando partono, diventano magicamente “cervelli in fuga”, loro, invece, sono solo “clandestini” o “invasori”.
Studia, Teo, prima di scrivere idiozie su Facebook.
Sei un ignorante, Teo.
Al Bashir, su cui pende un mandato della Corte Internazionale per crimini contro l’umanità.
In Sudan, le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno, le libertà di associazione e di espressione fortemente limitate e l’opposizione viene messa a tacere col carcere e la pena di morte.
E nel Darfur, dove teoricamente la guerra sarebbe terminata, si continua tutt’ora a combattere e a morire ogni giorno.
3 - A meno che tu non ti riferissi al Sud Sudan, dove una sanguinosa guerra civile ha prodotto, finora, decine di migliaia di morti
4 - In Palestina, si è in guerra da sempre.
Un amico di Gaza, un giorno, mi disse di aver perso il fratello a causa di un missile che aveva colpito e abbattuto per sbaglio la sua abitazione.
Io gli dissi che mi dispiaceva molto, lui mi rispose che, da loro, è normale.
Che tutti hanno perso almeno un fratello, una sorella, un figlio, a causa delle bombe o dei missili.
5 - In Libia, si continua a combattere un po’ dappertutto.
Principalmente il conflitto riguarda il governo di Tobruk e quello di Tripoli (che sosteniamo noi, visto che si occupa di incarcerare i migranti).
Poi, ovviamente, c’è l’Isis, l’Esercito Nazionale Libico (alleato del governo di Tobruk) e un numero imprecisato di milizie autonome che, ogni giorno, combattono e si uccidono tra di loro.
Probabilmente non te ne sei accorto, quando sei passato di lì.
6 - Nel Pakistan nord occidentale si combatte ancora oggi una guerra civile iniziata nel 2004, la guerra del Waziristan, tra lo Stato centrale e un gran numero di gruppi armati locali, tra i quali Al Qaeda.
Nel Kashmir, conteso tra India e Pakistan, gli attacchi armati da un lato e dall’altro della linea di controllo sono all’ordine del giorno.
In tutto il paese, le limitazioni della libertà di espressione e la repressione di chi si batte per i diritti umani sono la norma.
Molti attivisti, semplicemente, spariscono.
7 - Nel Ciad, oltre ad una situazione economica disastrosa (è il quarto paese più povero al mondo), c’è un conflitto etnico interno tra le diverse tribù locali che va avanti da anni.
In più, c’è Boko Haram al sud e l’Isis al confine con la Libia.
Non male, eh?
8 - In Egitto, Al Sisi ha instaurato una dittatura nei fatti molto simile a quella di Mubarak.
Dal 2013 al 2017 sono state imprigionate circa 60.000 persone fra dissidenti, oppositori e presunti terroristi.
Amnesty International ha denunciato l’uso quotidiano di pratiche di tortura nelle carceri egiziane.
Restano fuori Marocco, Bangladesh, Algeria, Nepal e Ghana.
Per loro dovrebbe valere la stessa libertà che vale per i nostri compatrioti, quando vanno all’estero per cercare lavoro (tuttora oltre 250.000 nostri connazionali partono ogni anno).
Solo che i nostri, quando partono, diventano magicamente “cervelli in fuga”, loro, invece, sono solo “clandestini” o “invasori”.
Studia, Teo, prima di scrivere idiozie su Facebook.
Sei un ignorante, Teo.
LEGGE MANCINO: NO AL RAZZISMO!|
Decreto legge 26 aprile 1993 (n. 122) / Decreto Mancino :
Art.3
1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell'attuazione della disposizione dell'articolo 4 della convenzione, è punito:
a) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
3. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza con la reclusioneda sei mesi a quattro anni.
Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni.”.
Art.3
1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell'attuazione della disposizione dell'articolo 4 della convenzione, è punito:
a) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
3. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza con la reclusioneda sei mesi a quattro anni.
Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni.”.
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Un articolo interessante che svela i meccanismi della disinformazione imperante!
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L'indagine sui soldi della Lega e il Lussemburgo - Il Post: La procura di Genova sospetta che il partito abbia nascosto 3 milioni – che dovevano essere sequestrati – trasferendoli all'estero
SALVINI - CINICA IMMORALIA
SONO TROPPO FORTE!
Ero secessionista e ora sono sovranista.
Ero federalista e
ora sono statalista.
Ero padano e il mio
capo buttava il tricolore nel cesso e ora grido: ”Prima gli Italiani!”.
Veneravo il sacro Dio Po e ora giro sventolando rosario e Vangelo (ma me ne
fotto dell’universalismo cristiano).
Butto a mare le persone e i fondamenti
della civiltà occidentale (che ha “inventato” i diritti dell’uomo) ma me ne riempio
la bocca agitando la minaccia islamica.
A furia di raccontare favole paurose sugli
immigrati ho fatto scordare le lauree false, i diamanti in Tanzania, le condanne
dei Bossi e i 49 milioni di euro della lega (del "popolo italiano") usati da qualcuno a fini personali.
Col 17% dei voti (del
misero 50% che va ancora a votare) governo l’Italia a mio piacere!
NE SO UNA PIU’ DI
HITLER!
Razzismo e criminalità - il migrante ucciso era un eroe, non un ladro!
Le prime notizie parlavano di un ladro! Soumaila Sacko era un eroe!
Sparatoria? Omicidio!
Sparatoria nel Vibonese, il migrante ucciso era un attivista del sindacato (VIDEO)
e ancora:
Sparatoria? Omicidio!
Sparatoria nel Vibonese, il migrante ucciso era un attivista del sindacato (VIDEO)
e ancora:
Alberto M. Melis e altre 2 persone hanno condiviso un post.
Giuseppe Don Pino Demasi
entemente e' stato ricoverato in ospedale a causa di un 'ulcera e qualcuno di noi ha fatto la notte in ospedale con lui.Dopo una lunga giornata di lavoro, pagata per pochi euro, era andato a cercare delle lamiere, per la sua baracca, in una vecchia fabbrica abbandonata sulla Statale 18, vicino Rosarno. Alle 20.30 qualcuno, a distanza di 60 metri, gli ha sparato colpendolo alla testa. Soumaila è morto.Si' perché' nei nostri territori qualcuno ha deciso cosi.IN QUESTA TERRA SI MUORE NON SOLO DI NDRANGHETA,DI TUMORE E DI MALASANITÀ' MA ANCHE DI RAZZISMO. NOI ABBIAMO SCELTO DA CHE PARTE STARE!VIVA LA CALABRIA CHE RESISTE. RESILIENZA!
- Don Pino Demasi, della diocesi di Oppido, ricorda così Soumaila Sacko, assassinato ieri con una fucilata alla testa nel profondo sud, dove migliaia di migranti vivono in stato di quasi schiavitù. Nel mentre il nostro nuovo Ministro dell'Interno sostiene che è finita la pacchia per gli immigrati e per le Ong che salvano i naufraghi in mare. Pietas è morta, ma forse era già morta da tempo.
I diritti civili non interessano, l’omofobia invece ha un ministro - Possibile
I diritti civili non interessano, l’omofobia invece ha un ministro - Possibile: Questa ultradestra che ora va al governo denigri i diritti civili ma scelga come ministro alla famiglia un esponente ultraclericale che milita in «Reazione identitaria», che battezza i convegni di Provita (associazione collegata a Forza Nuova), seguace di Putin e delle sue orrenda scelte contro i diritti liberali
Il ministro più di destra del nuovo governo - Il Post
breve stralcio:
Fontana ha diversi legami con i gruppi dell’estrema destra veronese e con l’integralismo cattolico. Sempre a Verona ha partecipato ad esempio ad alcune iniziative di Fortezza Europa, associazione nata quando un gruppo di militanti della sezione veronese di Forza Nuova aveva deciso di sostenere Federico Sboarina (sostenuto da Fontana, che ne è diventato vicesindaco) alle amministrative del 2017. Festung Europa, in tedesco, era il termine impiegato dalla propaganda del Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale per indicare l’Europa nazista: la parte di Europa continentale dominata dalla Germania in contrapposizione con gli Alleati anglosassoni.
leggi tutto:
Il ministro più di destra del nuovo governo - Il Post: Chi è e che cosa pensa Lorenzo Fontana, nuovo ministro della Famiglia e della Disabilità, "veronese e cattolico"
Fontana ha diversi legami con i gruppi dell’estrema destra veronese e con l’integralismo cattolico. Sempre a Verona ha partecipato ad esempio ad alcune iniziative di Fortezza Europa, associazione nata quando un gruppo di militanti della sezione veronese di Forza Nuova aveva deciso di sostenere Federico Sboarina (sostenuto da Fontana, che ne è diventato vicesindaco) alle amministrative del 2017. Festung Europa, in tedesco, era il termine impiegato dalla propaganda del Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale per indicare l’Europa nazista: la parte di Europa continentale dominata dalla Germania in contrapposizione con gli Alleati anglosassoni.
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PALESTINA: LIBERTA’ PER AHED TAMIMI – Raiawadunia
PALESTINA: LIBERTA’ PER AHED TAMIMI – Raiawadunia: Ahed Tamimi è una ragazzina palestinese di 17 anni appena compiuti. Rischia di divenire maggiorenne all’interno di una prigione israeliana. La sua colpa? Ha preso a schiaffi e pedate due soldati israeliani nel corso di una manifestazione. Volevano usare casa sua per lanciare bombe lacrimogene contro la sua gente che manifestava contro l’occupazione israeliana e…
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