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Razzismo e criminalità - il migrante ucciso era un eroe, non un ladro!
Le prime notizie parlavano di un ladro! Soumaila Sacko era un eroe!
Sparatoria? Omicidio!
Sparatoria nel Vibonese, il migrante ucciso era un attivista del sindacato (VIDEO)
e ancora:
Sparatoria? Omicidio!
Sparatoria nel Vibonese, il migrante ucciso era un attivista del sindacato (VIDEO)
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Alberto M. Melis e altre 2 persone hanno condiviso un post.
Giuseppe Don Pino Demasi
entemente e' stato ricoverato in ospedale a causa di un 'ulcera e qualcuno di noi ha fatto la notte in ospedale con lui.Dopo una lunga giornata di lavoro, pagata per pochi euro, era andato a cercare delle lamiere, per la sua baracca, in una vecchia fabbrica abbandonata sulla Statale 18, vicino Rosarno. Alle 20.30 qualcuno, a distanza di 60 metri, gli ha sparato colpendolo alla testa. Soumaila è morto.Si' perché' nei nostri territori qualcuno ha deciso cosi.IN QUESTA TERRA SI MUORE NON SOLO DI NDRANGHETA,DI TUMORE E DI MALASANITÀ' MA ANCHE DI RAZZISMO. NOI ABBIAMO SCELTO DA CHE PARTE STARE!VIVA LA CALABRIA CHE RESISTE. RESILIENZA!
- Don Pino Demasi, della diocesi di Oppido, ricorda così Soumaila Sacko, assassinato ieri con una fucilata alla testa nel profondo sud, dove migliaia di migranti vivono in stato di quasi schiavitù. Nel mentre il nostro nuovo Ministro dell'Interno sostiene che è finita la pacchia per gli immigrati e per le Ong che salvano i naufraghi in mare. Pietas è morta, ma forse era già morta da tempo.
I diritti civili non interessano, l’omofobia invece ha un ministro - Possibile
I diritti civili non interessano, l’omofobia invece ha un ministro - Possibile: Questa ultradestra che ora va al governo denigri i diritti civili ma scelga come ministro alla famiglia un esponente ultraclericale che milita in «Reazione identitaria», che battezza i convegni di Provita (associazione collegata a Forza Nuova), seguace di Putin e delle sue orrenda scelte contro i diritti liberali
Il ministro più di destra del nuovo governo - Il Post
breve stralcio:
Fontana ha diversi legami con i gruppi dell’estrema destra veronese e con l’integralismo cattolico. Sempre a Verona ha partecipato ad esempio ad alcune iniziative di Fortezza Europa, associazione nata quando un gruppo di militanti della sezione veronese di Forza Nuova aveva deciso di sostenere Federico Sboarina (sostenuto da Fontana, che ne è diventato vicesindaco) alle amministrative del 2017. Festung Europa, in tedesco, era il termine impiegato dalla propaganda del Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale per indicare l’Europa nazista: la parte di Europa continentale dominata dalla Germania in contrapposizione con gli Alleati anglosassoni.
leggi tutto:
Il ministro più di destra del nuovo governo - Il Post: Chi è e che cosa pensa Lorenzo Fontana, nuovo ministro della Famiglia e della Disabilità, "veronese e cattolico"
Fontana ha diversi legami con i gruppi dell’estrema destra veronese e con l’integralismo cattolico. Sempre a Verona ha partecipato ad esempio ad alcune iniziative di Fortezza Europa, associazione nata quando un gruppo di militanti della sezione veronese di Forza Nuova aveva deciso di sostenere Federico Sboarina (sostenuto da Fontana, che ne è diventato vicesindaco) alle amministrative del 2017. Festung Europa, in tedesco, era il termine impiegato dalla propaganda del Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale per indicare l’Europa nazista: la parte di Europa continentale dominata dalla Germania in contrapposizione con gli Alleati anglosassoni.
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PALESTINA: LIBERTA’ PER AHED TAMIMI – Raiawadunia
PALESTINA: LIBERTA’ PER AHED TAMIMI – Raiawadunia: Ahed Tamimi è una ragazzina palestinese di 17 anni appena compiuti. Rischia di divenire maggiorenne all’interno di una prigione israeliana. La sua colpa? Ha preso a schiaffi e pedate due soldati israeliani nel corso di una manifestazione. Volevano usare casa sua per lanciare bombe lacrimogene contro la sua gente che manifestava contro l’occupazione israeliana e…
Gli amici neri di Matteo Salvini
Gli amici neri di Matteo Salvini: Dagli ex del Movimento Sociale ai gruppi che esibiscono bandiere che si ispirano al Terzo Reich nazista. Dai sovranisti ai nostalgici della Russia imperiale
A PROPOSITO DI DITTATURE FASCISTE
Maria Papalia e Matteo Minelli hanno condiviso il post di Cannibali e Re.
Cannibali e Re
QUEL MINUTO DI SILENZIO CHE SFIDO' I COLONNELLI ARGENTINI. STORIA DEL CLUB DI RUGBY DEL MAR DEL PLATA, I CUI COMPONENTI VENNERO ELIMINATI UNO PER UNO DAL REGIME
Otilio fu il primo. L'inizio e la fine. La condanna a morte per il Mar Del Plata. Bastava poco, al tempo del regime dei colonnelli di Jorge Videla, per essere marchiati come rivoluzionari ed eversivi. Marchio che, nella maggior parte dei casi, comportava la morte o la sparizione. Del fenomeno dei desapareçidos ne parliamo spesso. Questa storia si inserisce nello stesso contesto, nell'Argentina della fine degli anni Settanta. Quella dei dissidenti gettati al volo dagli aerei e dei loro figli affidati ai carnefici dei genitori.
Tutto iniziò da Otilio, dicevamo. Un po' rugbysta, un po' ribelle. Di anni ne aveva 27. Otilio aveva semplicemente partecipato ad alcuni eventi del movimento studentesco, giudicato ostile al regime.
Venne ritrovato in riva ad un fiume, le mani legate ed una pallottola in testa. La morte del ragazzo scosse la squadra che decise di tributargli un minuto di silenzio. Terminato il minuto, l'arbitro fischio l'inizio dell'incontro. Nessuno si mosse. Un silenzio tombale era precipitato su tutto lo stadio. E nessuno avrebbe mosso un dito per ben 10 minuti.
Un gesto coraggioso, per alcuni un gesto da folli. Perché nell'Argentina di Videla le morti 'sospette' andavano cancellate, rimosse, dimenticate. Quel minuto di silenzio era un gesto di ribellione, di voglia di non tacere, di tributo ad un compagno morto. Divenne invece la loro condanna a morte.
'Non potranno mica ucciderci tutti', pensarono. Si sbagliavano. I giocatori del Mar Del Plata iniziarono a morire uno dopo l'altro. Incidenti, si diceva all'inizio. Dopo un po' il regime non si prese neanche il disturbo di negare l'evidenza. Li uccisero tutti tranne uno, Raul Barandiarian. Unico sopravvissuto dei 18 componenti della squadra la cui unica colpa era stata quella di non voler tacere. Raul riuscì a scampare, in qualche modo, alla morte. Riuscì quindi a raccontare la storia sua e dei suoi compagni, la storia di una dittatura feroce e di un un gruppo di rugbisti che avevano deciso di sfidarla.
Tutto iniziò da Otilio, dicevamo. Un po' rugbysta, un po' ribelle. Di anni ne aveva 27. Otilio aveva semplicemente partecipato ad alcuni eventi del movimento studentesco, giudicato ostile al regime.
Venne ritrovato in riva ad un fiume, le mani legate ed una pallottola in testa. La morte del ragazzo scosse la squadra che decise di tributargli un minuto di silenzio. Terminato il minuto, l'arbitro fischio l'inizio dell'incontro. Nessuno si mosse. Un silenzio tombale era precipitato su tutto lo stadio. E nessuno avrebbe mosso un dito per ben 10 minuti.
Un gesto coraggioso, per alcuni un gesto da folli. Perché nell'Argentina di Videla le morti 'sospette' andavano cancellate, rimosse, dimenticate. Quel minuto di silenzio era un gesto di ribellione, di voglia di non tacere, di tributo ad un compagno morto. Divenne invece la loro condanna a morte.
'Non potranno mica ucciderci tutti', pensarono. Si sbagliavano. I giocatori del Mar Del Plata iniziarono a morire uno dopo l'altro. Incidenti, si diceva all'inizio. Dopo un po' il regime non si prese neanche il disturbo di negare l'evidenza. Li uccisero tutti tranne uno, Raul Barandiarian. Unico sopravvissuto dei 18 componenti della squadra la cui unica colpa era stata quella di non voler tacere. Raul riuscì a scampare, in qualche modo, alla morte. Riuscì quindi a raccontare la storia sua e dei suoi compagni, la storia di una dittatura feroce e di un un gruppo di rugbisti che avevano deciso di sfidarla.
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