CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO IN SIRIA !
La parola e' alle armi. Come sempre negli ultimi cinque anni. Il tavolo
di trattativa sulla Siria è miseramente fallito prima ancora che
iniziasse il benché minimo colloquio. tutto rinviato a fine mese, ma nei
fatti tutto rinviato ai campi di battaglia.
I grandi attori della
crisi siriana sono ancora convinti di poter strappare una vittoria
definitiva per il proprio campo. Ne e' convinto Assad, il presidente
siriano, che con l'aiuto dei russi sta
riconquistando una posizione dopo l'altra. Ne e' convinta la Turchia di
Erdogan che sembra già' pensare ad un intervento armato di terra. Ne
sono convinti i sauditi che tanto hanno speso per mandare all'inferno
Assad ed i suoi. Ne sono convinti americani, francesi ed inglesi, che a
questa avventura sanguinosa hanno dato il via, refrattari ad una
trattativa in cui il regime siriano abbia voce in capitolo.
Si
scaricano le colpe sul protagonismo militare russo reso pero' possibile
dall'assenza di qualsiasi prospettiva di sbocco da un massacro che va
avanti da cinque maledettissimi anni. Si cercano scuse nella difficoltà'
di comporre una posizione unitaria tra i vari gruppi dell'opposizione
armata come se realmente avessero potere decisionale e non fossero
invece marionette finanziate e addestrate dai nemici internazionali di
Assad.
Intanto, un paese e' stato distrutto, un popolo martoriato e
disperso. E si continua cinicamente a farlo.I profughi siriani sono
milioni. Niente li terra' fermi nei campi in Libano, Turchia e
Giordania. Si illude chi pensa che basti foraggiare quei campi ed
evitare che li' si soffra la fame. I campi profughi sono immensi pollai
che possono resistere alcuni mesi. Poi e' legittimo, se non si può'
ritornare a casa propria, cercare vita e futuro altrove. Ed e'
esattamente quello che e' successo e succede anche oggi. E succederà'
nei prossimi mesi.
Ai siriani va offerta l'unica cosa che nessuno,
ad oggi, offre. La seria prospettiva del ritorno a casa. La pace, la
ricostruzione. Altrimenti verranno da noi. In ogni modo. Con tutti gli
infiniti problemi che questo esodo di massa comporta.
Infami! E'
l'unica parola che mi esce dal cuore osservando l'operato dei grandi
attori internazionali. Hanno voluto la crisi siriana immaginando di
poter fare come in Libia. Un'avventura militare di qualche mese e
l'assassinio del tiranno. E poi trattare con i vincitori amici sul
bottino. Hanno,invece, dato il la ad un buco nero geopolitico che ha
cancellato un paese e rischia ogni giorno di far da detonatore di guai
ancor, se possibile, più' grandi.
Cessate il fuoco immediato! E'
l'unica cosa da fare per avviare trattative serie e rimettere in cammino
la speranza. I movimenti della pace devono far sentire la loro voce.
Prima che sia troppo tardi, anche se e' tardi, tardissimo, per milioni
di donne e bambini innocenti sacrificati sull'altare di oleodotti e
squallide logiche di potere.