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Amnesty International: la Turchia garantisca l'ingresso sicuro ai siriani in fuga da Aleppo sotto attacco
press@amnesty.it
Feb 5 alle 6:13 PM
A
stampa@amnesty-ml.amnesty.it
Corpo del messaggio
COMUNICATO STAMPA
CS022-2016
AMNESTY INTERNATIONAL: LA TURCHIA GARANTISCA L’INGRESSO SICURO AI SIRIANI IN FUGA DA ALEPPO SOTTO ATTACCO
Amnesty International ha sollecitato il governo turco a garantire l’ingresso in condizioni di sicurezza alle decine di migliaia di persone - da 40.000 a 70.000 - in fuga da Aleppo a causa degli attacchi delle forze russe e dell’esercito siriano.
Secondo le notizie ricevute dall’organizzazione per i diritti umani, almeno 20.000 persone sarebbero già in attesa di entrare in Turchia dal valico di Oncupinar, nella provincia di Kilis, che tuttavia resta chiuso.
“La Turchia ha permesso a tantissime persone di fuggire dall’orrore della guerra e della catastrofe umanitaria. Non può ora chiudere la porta a persone alla disperata ricerca di salvezza” – ha dichiarato Sherif Elsayed-Ali, vicedirettore del programma Temi globali di Amnesty International.
“Queste persone sono scampate ad attacchi aerei e a duri combattimenti e con ogni probabilità sono traumatizzate ed esauste. La Turchia deve consentire loro di entrare e la comunità internazionale deve fare tutto il possibile per dare adeguato sostegno al paese” – ha aggiunto Elsayed-Ali.
Amnesty International ha documentato massicci attacchi illegali contro centri abitati e strutture sanitarie da parte delle forze governative siriane per tutta la durata del conflitto e, recentemente, sempre più spesso da parte delle forze russe, che nel settembre 2015 sono intervenute in appoggio al governo siriano. Amnesty International ha raccolto prove circa l’uso illegale di bombe non guidate contro centri densamente popolati così come delle bombe a grappolo, che per loro natura sono armi indiscriminate.
“L’offensiva congiunta russo-siriana su Aleppo sta facendo pagare un duro prezzo alla popolazione civile, costringendo numerose migliaia di persone alla fuga e alimentando il timore di un ulteriore assedio, dato che le vie di rifornimento verso le zone controllate dall’opposizione sono state bloccate. Non vediamo come la comunità internazionale possa dirsi sorpresa di questo esodo” – ha proseguito Elsayed-Ali.
“La conferenza dei donatori svoltasi il 4 febbraio a Londra si è impegnata a versare 10 miliardi di dollari in favore delle persone colpite dalla guerra della Siria, ma gli sviluppi odierni testimoniano ulteriormente l’urgenza di questi fondi. La Turchia, insieme al Libano e alla Giordania, sta ospitando un numero enormemente sproporzionato di rifugiati ed è fondamentale che la comunità internazionale dia seguito agli impegni e metta inoltre a disposizione un numero maggiore di posti per il reinsediamento”.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 5 febbraio 2016
Feb 5 alle 6:13 PM
A
stampa@amnesty-ml.amnesty.it
Corpo del messaggio
COMUNICATO STAMPA
CS022-2016
AMNESTY INTERNATIONAL: LA TURCHIA GARANTISCA L’INGRESSO SICURO AI SIRIANI IN FUGA DA ALEPPO SOTTO ATTACCO
Amnesty International ha sollecitato il governo turco a garantire l’ingresso in condizioni di sicurezza alle decine di migliaia di persone - da 40.000 a 70.000 - in fuga da Aleppo a causa degli attacchi delle forze russe e dell’esercito siriano.
Secondo le notizie ricevute dall’organizzazione per i diritti umani, almeno 20.000 persone sarebbero già in attesa di entrare in Turchia dal valico di Oncupinar, nella provincia di Kilis, che tuttavia resta chiuso.
“La Turchia ha permesso a tantissime persone di fuggire dall’orrore della guerra e della catastrofe umanitaria. Non può ora chiudere la porta a persone alla disperata ricerca di salvezza” – ha dichiarato Sherif Elsayed-Ali, vicedirettore del programma Temi globali di Amnesty International.
“Queste persone sono scampate ad attacchi aerei e a duri combattimenti e con ogni probabilità sono traumatizzate ed esauste. La Turchia deve consentire loro di entrare e la comunità internazionale deve fare tutto il possibile per dare adeguato sostegno al paese” – ha aggiunto Elsayed-Ali.
Amnesty International ha documentato massicci attacchi illegali contro centri abitati e strutture sanitarie da parte delle forze governative siriane per tutta la durata del conflitto e, recentemente, sempre più spesso da parte delle forze russe, che nel settembre 2015 sono intervenute in appoggio al governo siriano. Amnesty International ha raccolto prove circa l’uso illegale di bombe non guidate contro centri densamente popolati così come delle bombe a grappolo, che per loro natura sono armi indiscriminate.
“L’offensiva congiunta russo-siriana su Aleppo sta facendo pagare un duro prezzo alla popolazione civile, costringendo numerose migliaia di persone alla fuga e alimentando il timore di un ulteriore assedio, dato che le vie di rifornimento verso le zone controllate dall’opposizione sono state bloccate. Non vediamo come la comunità internazionale possa dirsi sorpresa di questo esodo” – ha proseguito Elsayed-Ali.
“La conferenza dei donatori svoltasi il 4 febbraio a Londra si è impegnata a versare 10 miliardi di dollari in favore delle persone colpite dalla guerra della Siria, ma gli sviluppi odierni testimoniano ulteriormente l’urgenza di questi fondi. La Turchia, insieme al Libano e alla Giordania, sta ospitando un numero enormemente sproporzionato di rifugiati ed è fondamentale che la comunità internazionale dia seguito agli impegni e metta inoltre a disposizione un numero maggiore di posti per il reinsediamento”.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 5 febbraio 2016
EGITTO, GIULIO REGENI: DICHIARAZIONE DI AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA
A seguito della notizia del ritrovamento, al Cairo, del corpo del ricercatore italiano Giulio Regeni con segni di tortura, il direttore generale di Amnesty International Italia Gianni Rufini ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Amnesty International Italia esprime profonda solidarietà ai familiari di Giulio Regeni. La Farnesina deve sollecitare il governo egiziano a chiarire al più presto le modalità di questo drammatico episodio. Ci aspettiamo da parte delle autorità egiziane un'inchiesta approfondita, rapida e indipendente. La tortura in Egitto è un fatto comune e ordinario e Regini era scomparso in un giorno di particolare tensione, il 25 gennaio, quinto anniversario della caduta di Hosni Mubarak.”
Roma, 4 febbraio 2016
Roma, 4 febbraio 2016
CIAO VIK
Doriana Goracci ha aggiunto 2 nuove foto.
AUGURI VIK Emoticon heart
« Restiamo Umani »così Vittorio Arrigoni terminava ogni suo articolo, a
volte ripetuto nella forma inglese Stay Human Era nato un 4 febbraio
prina che dei criminali lo uccidessero a Gaza. Vittorio "Vik" Arrigoni
(Besana in Brianza, 4 febbraio 1975 – Gaza, 15 aprile 2011) è stato un
attivista, giornalista e scrittore italiano, uno straordinario UOMO
LIBERO, blogger.
(l' ultimo post scritto per lui http://www.agoravox.it/Si-chiama-Vittorio-Arrigoni-una.html e il primo http://www.reset-italia.net/…/rapito-per-sempre-vittorio-a…/ per chi non lo conoscesse)
(l' ultimo post scritto per lui http://www.agoravox.it/Si-chiama-Vittorio-Arrigoni-una.html e il primo http://www.reset-italia.net/…/rapito-per-sempre-vittorio-a…/ per chi non lo conoscesse)
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