LOS CINCO, ALBERTO GRANADO E...MIA NIPOTE

mia nipote Iris Pilotti Roger Cuesta che ora vive a Cuba oggi è stata all'Avana a un incontro per la liberazione dei "Cinque di Miami" (su cui aveva fatto la tesi) e loro l' hanno riconosciuta e chiamata per nome e cognome davanti a tutti.

Grande emozione!


Intanto ricordiamo con affetto Alberto Granado, il mitico compagno di viaggio del Che ("I diari della motocicletta") che è stato testimone di nozze di Iris e Roger



















Parla la figlia di Giuseppe Pinelli

“L’impegno di mio padre e la violenza del potere”. Parla la figlia di Giuseppe Pinelli

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“Dalla lotta partigiana al movimento anarchico e alla non violenza, Pino era un ottimista che viveva con entusiasmo quel tempo di speranze e di profondi cambiamenti. Con la sua tragica morte è diventato un simbolo dei diritti negati e dei connotati violenti che può assumere il potere”. Claudia Pinelli ricorda il padre Giuseppe, volato da una finestra della Questura di Milano la notte del 15 dicembre 1969.

di Laura Tussi, da peacelink.it

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2014/05/giuseppe-pinelli-200.jpgIl ricordo di tuo padre è stato un punto fermo nella vita della famiglia Pinelli. Quali sono le parole più significative e gli ideali più alti che la sua memoria ti ha trasmesso?
Il suo ricordo sicuramente è un punto fermo nella nostra famiglia e abbiamo dovuto testimoniarlo innumerevoli volte, ma la memoria sua e di quello che accadde appartiene a tutta la società civile.
Pino era un ottimista che viveva con entusiasmo quel tempo di speranze e di profondi cambiamenti. Aveva dato il suo contributo, giovanissimo, alla lotta partigiana, come staffetta, maturando dall’esperienza della guerra il rifiuto per qualsiasi autoritarismo. Aveva letto moltissimo, forgiato il suo pensiero con i classici del pensiero anarchico, studiato l’esperanto credendo veramente che una lingua comune avrebbe fatto cadere le barriere tra i popoli, era impegnato nel movimento anarchico, nel sindacato di base, nel pacifismo e nella non violenza. Faceva da tramite tra persone di generazioni e ideologie differenti, sempre aperto al dialogo e al confronto. E aveva una moglie che amava e due figlie. Poi la strage di Piazza Fontana, la sua orrenda morte, la sua immagine che esce deformata dalle dichiarazioni di quegli stessi responsabili del suo fermo illegale e dell’interrogatorio che stava subendo quella notte quando precipitò dalla finestra al quarto piano della questura.
Pino è diventato un simbolo dei diritti negati e dei connotati violenti che può assumere il potere. Lui era una persona positiva e ha insegnato a noi e non solo a noi, l’importanza dell’impegno in prima persona.

“Anarchia è responsabilità e ragionamento: non è violenza”. Con quali modalità e azioni tuo padre credeva nell’obiezione di coscienza e nel disarmo?
Quella che riporti è una frase dell’ultima lettera che mio padre scrisse e diventa ancora più significativa pensando che lo fece proprio nel pomeriggio del 12 dicembre 1969.
Pino aveva studiato l’esperanto, lingua che aveva imparato molto bene e che avrebbe voluto insegnare. Con questo strumento comunicava con persone di ogni parte d’Europa, che ospitava anche a casa. Era entrato in contatto con le idee che infiammavano quegli anni, con la contestazione giovanile, con i movimenti contro la guerra del Vietnam e con la sua capacità di dialogo divenne tramite tra generazioni differenti E’ stato tra i primi a organizzare incontri pubblici dedicati al tema dell’antimilitarismo insieme a obiettori di coscienza che vennero incarcerati per il loro rifiuto di indossare una divisa. Partecipò e organizzò marce per la pace, indisse manifestazioni e comizi per l’obiezione di coscienza, il pacifismo e la nonviolenza. Sostenne la stampa e la diffusione dei primi numeri di “Mondo Beat”, giornale che illustrava l’importanza della nonviolenza e la necessità del pacifismo

C’è una bellissima testimonianza di Giuseppe Gozzini, il primo obiettore di coscienza cattolico in Italia, che a poche ore dalla morte di Pino scrisse una lettera che rese pubblica in cui ricorda mio padre con queste parole:

“Conosceva, e non per sentito dire, movimenti e gruppi che si ispiravano alla nonviolenza e voleva discutere con me sulle possibilità che la nonviolenza diventasse strumento d’azione politica e l’obiezione di coscienza stile di vita, impegno sociale permanente. Io gli parlavo di società basata sull’egoismo istituzionalizzato, di disordine costituito, di lotta di classe e lui mi riportava oltre le formule, alla radice dei problemi, incrollabile nella sua fede nell’uomo e nella necessità di edificare l’uomo nuovo, lavorando dal basso. Poi ci vedemmo in molte altre occasioni e i punti fermi della nostra amicizia divennero don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, due preti scomodi, che hanno lasciato il segno e non solo nella chiesa….Viveva del suo lavoro, povero come gli uccelli dell’aria, solido negli affetti, assetato di amicizia, e gli amici li scuoteva con la sua inesauribile carica umana… Si è sempre battuto contro l’individualismo delle coscienze addomesticate: lui, ateo, aiutava i cristiani a credere (e lo possono testimoniare tanti miei amici cattolici); lui operaio, insegnava agli intellettuali a pensare, finalmente liberi da schemi asfittici. Non ignorava le radici sociali dell’ingiustizia, ma non aveva fiducia nei mutamenti radicali, nelle `rivoluzioni’ che lasciano gli uomini come prima. Paziente, candido, scoperto nel suo quotidiano impegno, era lontano dagli estremismi alla moda, dalle ideologie che riempiono la testa ma lasciano vuoto il cuore. Stavo bene con lui, anche per questo.”

In qualità di testimone degli eventi, come ti poni nei confronti del pensiero socialista e libertario del grande Partigiano e Padre Costituente Stéphane Hessel che ha lanciato appelli di pace per la nonviolenza e per il disarmo nucleare totale? In che modo tuo padre avrebbe attuato e condiviso tali idee?
Il mio essere testimone degli eventi è marginale rispetto al ruolo avuto da mia mamma Licia, una persona meravigliosa che è diventata roccia per noi e per lui quando tutto il nostro mondo è andato in frantumi. E di tutte quelle persone che ci sono rimaste vicine e ancora lo sono, con estremo coraggio in situazioni anche molto difficili. Da quello che io conservo di mio papà e da quello che mi hanno raccontato di lui credo si sarebbe avvicinato con curiosità e interesse alle idee di Stephane Hessel cercando di valutare e di capire, come faceva per tutte le idee e le cose che lo stimolavano, ma non mi posso permettere di parlare per lui, di dire come avrebbe agito o anche se avrebbe condiviso tali idee. Nessuno di noi è lui.

Un messaggio alle generazioni presenti e future “Per Non Dimenticare” la memoria degli eventi.
Non bisogna accettare in maniera passiva le verità ufficiali, bisogna sempre cercare e essere critici, mantenendo viva la capacità di indignarsi. La memoria deve essere come un filo di luce puntato implacabilmente sul passato perché mantenendo viva l’attenzione, la ricerca, la comprensione di quello che è stato questo potrà essere di insegnamento e monito per il presente e potrà aiutarci a trovare la forza per ribellarsi a chi ci vorrebbe spettatori passivi invece che cittadini che partecipano e scelgono. Solo così si avranno gli strumenti per costruire una società più giusta e più umana.
 

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Transeuropae Hotel giovedì 18 dicembre
Luigi Cinque presenta il progetto “Transeuropae Hotel”, un film scritto e diretto sul principio narrativo del melodramma. Luigi Cinque racconterà genesi e sviluppi di questo lavoro, verranno proiettati spezzoni del film e la serata si concluderà con un concerto di Luigi Cinque (sassofono, gaita ed elettronica) e Patrizio Fariselli (tastiere).
Giovedì 18 dicembre, Auditorium Demetrio Stratos, via Ollearo 5, Milano, dalle 21
Prenotatevi 02-39241409

Una serata bergamasca per Radio Popolare venerdì 19 dicembre
L’appuntamento è in città alta, al Circolo Maite (Vicolo Sant'Agata, 6) venerdì 19 dicembre dalle 21. Ad attendervi alcuni artisti amici della radio: Ricky Gianco e le sue canzoni senza tempo, il cantattore  Flavio Pirini, il comico Germano Lanzoni e Giampiero Belotti, il mitico ‘nazista ! dell’Illinois’. Paola Piacentini e Giorgia Battocchio, le ragazze in bicicletta di Pungiball, intervisteranno tre redattori di Radio Popolare: Raffaele Masto, Piero Bosio e Dario Falcini. Ingresso con sottoscrizione (consigliate le 5 euro).

Guano Padano in concerto venerdì 19 dicembre
I Guano Padano sono tre talentuosi musicisti, Alessandro “Asso” Stefana, Zeno De Rossi (entrambi già nella band di Vinicio Capossela) e Danilo Gallo. “Americana” è il loro terzo album, ed è un disco in cui il trio mette ancora più in evidenza la propria passione per la cultura statunitense, in questo caso in particolare per la letteratura americana.
Questi brani saranno al centro del concerto di venerdì 19 dicembre, nell'Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare, Via Ollearo 5, Milano: come sempre l'ingresso è gratuito, per chi si prenoterà allo 02-39241409

Popogusto extralarge!
Sabato 20 dicembre nei chiostri dell'Umanitaria, in Via San Barnaba 48, dalle 10 alle 20 vi aspetta Popogusto in formato extra large. Insieme ai consueti  cibi eccellenti, saranno presenti più di 20 artisti artigiani.
Alle 17 vi offriremo panettone e spumante servito dai lavoratori di Radio Popolare e offerto dai produttori del popogusto.
Alle 18, nel salone degli affreschi, come lo scorso anno,  il concerto di Abbo Natale.
Il coro Jazz dei Claim Chowder regalerà a voi ascoltatori un'ora di buona musica.

La Grande Cena di Radiopop sabato 20 dicembre
Per festeggiare la Campagna Abbonamenti di Radio Popolare, abbiamo invitato tutti i nostri ascoltatori a organizzare sabato 20 dicembre, a casa propria, una Grande Cena. Ognuno potrà invitare chi vuole: amici, parenti, ascoltatori sconosciuti...decidete voi!
Quel che è importante è che ognuno, quella sera, preparerà un piatto. Lo stesso piatto, che ci unirà tutti, come se fossimo tutti quanti seduti allo stesso tavolo.
Quale sarà il piatto? Lo decideremo insieme, nei prossimi giorni di campagna abbonamenti, ascoltando le vostre proposte e registrando le vostre preferenze! 
Come? Votando qui!

Radiopop a Cologno Monzese
Domenica 21 dicembre la biblioteca di Cologno Monzese effettuerà una giornata di apertura straordinaria dalle 10.00 alle 19.00  per sostenere la propria campagna di autofinanziamento insieme a quella di Radio Popolare. Troverete in prima linea ad aspettarvi il nostro Renato Scuffietti.

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