IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONZA PONGA ALL’ORDINE DEL GIORNO LA SITUAZIONE DI ASFALTI BRIANZA: ADEGUAMENTO, DELOCALIZZAZIONE O CHIUSURA


La commissione del consiglio comunale di Monza su Asfalti Brianza ha recepito le nostre richieste.  Chiediamo un passo ulteriore.
Giovedì 6/2/2020 alle 18:30 una commissione del consiglio comunale di Monza ha analizzato la vicenda di Asfalti Brianza. In coda ha dedicato spazio anche al nostro Comitato.
Alla fine tutti hanno condiviso le nostre preoccupazioni e hanno deciso di stilare una lettera in cui si sollecita la Giunta monzese a chiedere di partecipare al tavolo promosso dalla Prefettura, al fine di monitorare in modo tempestivo i futuri sviluppi della questione e di fornire alla cittadinanza una informazione trasparente.



Nel corso della riunione sono giunte ulteriori informazioni. E’ stato confermato che una parte dei rifiuti stoccati da AB erano collocati dentro i 200 m. dal pozzo di Brianzacque, area di rispetto definita dalla legge 152 ma anche dal PGT vigente a Concorezzo, oltretutto su un’area non impermeabilizzata, cosa che aveva prodotto , oltre alla diffida ATO, una richiesta di verifica della falda da parte della stessa ATO MB.

Il Vicesindaco Villa ha fornito una ricostruzione storica della vicenda. Ha ricordato che Asfalti Brianza è certificata come “azienda insalubre di prima classe”, che dovrebbe posizionarsi al di fuori di qualsiasi centro abitato ed ha concluso alla fine che aziende di questo tipo sono del tutto incompatibili con un contesto urbano e coi minimi requisiti di benessere cui le persone hanno diritto.
Ha lamentato le carenze normative per cui in realtà aziende del genere “hanno licenza di inquinare”. Anche in questo contesto deregolato tuttavia queste produzioni devono garantire misure di mitigazione e contenimento delle emissioni che evidentemente in questo caso sono disattese. 
Villa ha citato anche un intervento del consigliere regionale Marco Fumagalli (M 5 stelle) che lamenta che la DGR 3018, unico riferimento normativo della Regione Lombardia, risulta poco utile e di difficile applicazione specie per i sindaci. Villa ha suggerito interventi ad hoc sul piano urbanistico, in particolare per quanto riguarda il caso specifico, visto che a Concorezzo è in discussione il nuovo PGT. Un altro intervento – ha detto – potrebbe riguardare delle incentivazioni alla delocalizzazione. Villa ha poi affermato che per il momento le misure possibili sono controlli seri e periodici.  
La ricostruzione dettagliata fatta dal Vicesindaco è abbastanza coerente con quanto diciamo da tempo. Per cui sorvoliamo. Villa ha fornito qualche dettaglio in più sul sopralluogo eseguito recentemente dalla Polizia locale di Concorezzo che ha verificato la mancata esecuzione di quanto previsto dalla ordinanza comunale di novembre che aveva imposto ad Asfalti Brianza di sgomberare i rifiuti entro il 22/1/2020. L’esito deludente delle operazioni di smaltimento – ha detto - ha prodotto la notifica da parte del Comune di Concorezzo alla Procura cui spetterà il compito di definire la relativa notizia di reato.
Rispetto al tavolo organizzato dalla Prefettura Villa ha osservato che purtroppo in questi anni i controlli di ATO ed ARPA sono stati i punti dolenti che sollevano molti interrogativi. Del resto solo qualche giorno fa l’Assessore all’ambiente Sassoli, a Sant’Albino, aveva espresso pubblicamente le sue critiche all’operato della Provincia in questi anni.
Il tavolo della Prefettura ha anche dato incarico ad ATS di svolgere una indagine epidemiologica.
Poi Villa ha accennato all’avvio da parte dei Comuni toccati dalle “molestie olfattive” della procedura a fasi prevista dalla DGR. 3018, procedura che poi l’Architetto Nizzola (Settore Ambiente del Comune di Monza) ha precisato per ora sospesa dato il contesto (produzione ridotta, finestre chiuse, inquinamento diffuso ecc.).
Particolare spazio Villa ha dedicato alla questione del pozzo di Brianzacque che sta in prossimità di Asfalti Brianza. Villa ha letto il comunicato con cui Brianzacque ha comunicato che “al momento” e “nell’immediato” si escludono problemi di inquinamento, anche per via del fatto che “il pozzo è a monte” dell’impianto e che comunque Brianzacque oltre ai soliti strumenti in questo caso ha messo in opera anche “filtri ai carboni attivi”. Il pozzo poi non servirebbe S. Albino ma Concorezzo. Precisazioni e chiarimenti che in realtà hanno sollevato diversi commenti critici.
L’Architetto Nizzola ha poi spiegato l’iter delle Conferenze di servizi che avrebbero dovuto riconoscere ad Asfalti Brianza una nuova AUA (autorizzazione unica ambientale) per “modifiche non sostanziali”. Oltre alla mancata presentazione di documenti probanti e alle notevoli discrepanze fra quanto dichiarato dall’azienda e quanto effettivamente verificato, cosa che ha causato tre rinvii, secondo Nizzola già il 10/1/2020 è emerso il fatto che non si potesse trattare di “modifiche non sostanziali”.  E’ arrivata poi a sorpresa la rinuncia di AB che ha comunicato di voler rilanciare poi con una richiesta di AUA per modifica sostanziale. Ora AB non è autorizzata al ritiro e al trattamento dei rifiuti e neppure allo scarico in fognatura
Giustamente la consigliera Pontani ha chiesto chi verifichi queste prescrizioni, specie lo scarico in fognatura, dato che ogni processo industriale utilizza inevitabilmente un sacco di acqua.
Il consigliere Piffer ha poi chiesto come mai il comune di Monza non siede al tavolo della Prefettura e se riceve almeno dei verbali. Villa ha risposto che Allevi aveva chiesto di partecipare ma è la Prefettura che decide e Monza riceve solo comunicazioni dal comune di Concorezzo. Piffer ha chiesto se non sia opportuno avere una posizione più informata e trasparente anche in vista degli sviluppi futuri (chiusura, possibile ripresa a pieno regime ecc.). Villa ha risposto dicendo che in passato, di fronte ad un problema “vero e certificato” come la presenza di colibatteri fecali nell’acqua di S. Albino si era intervenuti completando la rete fognaria. Ora il tema è – dice Villa – quello delle “molestie olfattive” che non ha le stesse caratteristiche anche se sicuramente può avere ricadute anche gravi sul benessere delle persone.
La consigliera Pontani ha rilevato che rispetto a questa azienda inadempiente i controlli messi in atto con  produzione ridotta, finestre chiuse e occhi puntati potrebbero portare a risultati non veritieri che poi rischiano di diventare definitivi. Osservazione condivisa da molti altri consiglieri. Il consigliere Monguzzi ha suggerito che occorre uscire dalla vaghezza delle interpretazioni per accedere a dati certi. Anch’egli si è associato alla richiesta di partecipare al tavolo del Prefetto. Anche il consigliere Adamo ha chiesto di chiarire una volta per tutte il quesito sul rischio cancerogeno.
A questo punto ci è stata data la parola. Abbiamo chiarito che la nostra priorità non è necessariamente la chiusura di AB. Basterebbe che, come ogni ditta seria, si dotasse di filtri adeguati, come quelli ai carboni attivi che, guarda caso, Brianzacque usa per il pozzo del Malcantone. Invece AB ha un filtro a manica che trattiene solo elementi grossolani, non le emissioni gassose (cancerogene). Abbiamo accennato al “curriculum” non proprio rassicurante della proprietà di AB. Abbiamo ricordato “la scoperta” di una ditta fantasma, la W.BAU, nella stessa sede. La singolare situazione per cui AB ha capitale sociale di 10.000 e debiti con INPS e INAIL mentre W.BAU ha bilanci in regola e vince appalti milionari per le asfaltature di Linate, Expo ecc.
Come già Piffer abbiamo commentato che la montagna di fresato è un’arma di ricatto che AB può costantemente agitare nei confronti del comune di Concorezzo.
Abbiamo chiesto al Sindaco di Monza di recarsi in Procura, come promesso nel caso di ulteriori manchevolezze da parte di AB che si sono immancabilmente verificate. E di chiarire la “ratio” della riapertura “parziale e sperimentale” che comunque consente all’azienda di produrre emissioni con un bruciatore non autorizzato e non messo a regime e senza nessuno degli interventi di mitigazione promessi. Abbiamo per l’ennesima volta ribadito che le emissioni cancerogene sono certificate dalla stessa relazione Osmotech finanziata da AB su richiesta di ARPA. Emissioni verificate poi, ma con impatto assai più pesante, dal consulente de “Le Iene”.
Abbiamo ricordato che la falda è a soli tre metri e che il sopralluogo dei Carabiniri del 25/9/2019 aveva rilevato la presenza di rifiuti pericolosi e percolato.
La riunione si è chiusa formalizzando la messa a verbale di una richiesta ufficiale da parte della commissione affinché il Comune di Monza cerchi di partecipare al Tavolo della Prefettura per seguirne gli sviluppi informando costantemente e in tempo reale consiglio comunale e cittadini monzesi.   

AUA ASFALTI BRIANZA - ANCORA ANOMALIE

Le prescrizioni allegate all' AUA rilasciata nel  2016 ad Asfalti Brianza.
ATO MB, nel proprio ALLEGATO TECNICO (pag 4) afferma che "i lavori di sistemazione della rete fognaria dovranno avvenire entro 18 mesi dalla notifica della autorizzazione". La DIFFIDA ATO  del 19/11/2019 (che il 29/1/2020 il sindaco Capitanio ha dichiarato ancora aperta) sembrerebbe confermare che anche questo impegno possa essere stato disatteso.




- a pag 5 ci sono disposizioni sulla gestione dei rifiuti - chiunque passi può giudicare ad occhio nudo (per non tirare in ballo quanto verificato dal sopralluogo dei Carabinieri che ha preceduto il sequestro del 25/9/2020).
































Infine il 25/11/2016 il Comune di Concorezzo a firma della Dott.ssa Mariani comunica la concessione dell'AUA ma "prescrive che entro il termine di 30 gg. AB provveda alla istallazione di idonei sistemi per la mitigazione delle emissioni odorigene. Entro lo stesso termine dovrà essere prodotta al Suap l'idonea documentazione tecnica attestante quanto installato" ecc. Per quanto a nostra conoscenza anche questo impegno potrebbe essere stato disatteso.










ASFALTI BRIANZA NON RIAPRE - CONCESSO IL RIPRISTINO AMBIENTALE

Questo disse Villa il 23/10/2019. Qualcosa non  funziona


COMITATO DI QUARTIERE S.ALBINO (MONZA) : ASFALTI BRIANZA NON RIAPRE - CONCESSO IL RIPRISTIN...

BREVE CRONISTORIA DELLA VICENDA ASFALTI BRIANZA (aggiornam. 4/2/2020)



BREVE CRONISTORIA DELLA VICENDA ASFALTI BRIANZA (aggiornam. 4/2/2020)

Il nostro Comitato di quartiere Sant’Albino e San Damiano è un comitato spontaneo di cittadini che da un decennio si occupa di questioni urbanistiche ed ambientali.

Nel 2014 raccoglie a Sant'Albino (Monza) le prime segnalazioni per inquinamento che proviene da Asfalti Brianza, azienda che produce asfalto, sita a Concorezzo. Negli anni successivi seguono molte ulteriori segnalazioni, fino al picco impressionante dell’estate 2019 (circa 900 segnalazioni raccolte mediante il blog del nostro Comitato in un mese e mezzo e in un’area che si amplia molto toccando Monza, Brugherio, Agrate e Concorezzo).

Asfalti Brianza è catalogata come "Azienda insalubre di prima classe". Dovrebbe stare lontano da qualsiasi centro abitato mentre qui le case più vicine sono a 50 metri. La presenza di sostanze cancerogene (IPA, Idrocarburi Policiclici Aromatici come benzene, toluene ecc.) è certificata perfino da una relazione di Osmotech, finanziata dalla stessa Asfalti Brianza, che non nega tale presenza ma cerca solo di restringerne l'impatto ad un perimetro di 500 m. Analisi fatte effettuare dalla trasmissione “Le Iene” a settembre del 2019 confermano la presenza di tali sostanze con una concentrazione però assai più elevata di quanto rilevato dalla reazione di Osmotech.

L’impianto di Asfalti Brianza dispone da sempre di un filtro a manica che è in grado di trattenere solo particelle grossolane, non le emissioni gassose (cancerogene). Questa è fin dall’origine un’anomalia inammissibile. L’analisi delle carte finalmente ricevute dalle amministrazioni (dopo nostra richiesta di accesso agli atti) ci ha evidenziato un’anomalia altrettanto inconcepibile presente fin dall’inizio del lavoro di questa proprietà: l'AUA (Autorizzazione unica ambientale) rilasciata da Provincia/Suap del Comune di Concorezzo nel 2016) non contiene indicazioni sulla potenza del bruciatore, come osserva anche ARPA in un sopralluogo del 20/6/2017 (citiamo testualmente da ARPA: "la PTN del bruciatore del forno di essicazione non è riportata nell'atto autorizzativo"). Un po' come dare la patente senza verificare se guiderai un motorino o un cacciabombardiere!    Non ci sembra una prassi corretta.


Nell'estate 2017 si verifica un notevole aumento dell’inquinamento. Il nostro Comitato di quartiere investe allora della questione il Comune di Monza. Viene istituito un tavolo presso il Comune di Concorezzo. Partecipano i comuni di Monza e di Concorezzo, ARPA, ATS di Monza e Brianza, l’Azienda e alcuni comitati di cittadini (tra questi il Comitato Tutela di Concorezzo Terra Acqua Aria).
Fin dall’inizio (novembre 2017) il Comune di Concorezzo rinuncia a prendere una posizione rigida e cerca una mediazione con l'azienda. Non si capisce a quale titolo, dal momento che le informazioni reperibili in rete da chiunque, sulla proprietà di Asfalti Brianza non sono affatto rassicuranti (vedi link in appendice ).

I TAVOLI

Fin dal primo tavolo ARPA MB dice di essere titolata ad intervenire solo qualora il Comune di Concorezzo si impegni ad attivare le procedure previste dalla D.G.R. 3018/2012 che si occupa di “molestie olfattive”. Dato che ciò non avviene ARPA si defila, ribadendo però il fatto che esistono problematiche sanitarie che vanno approfondite dagli enti specialzzati (presumiamo  ATS), cosa che non è mai avvenuta in questi cinque anni.


( Per avere un’idea più dettagliata di come si siano svolti i lavori dei successivi tavoli rimando al link:


I tavoli comunque si trascinano in modo pressoché inconcludente (come sostenuto dallo stesso Villa, vicesindaco di Monza) fino a metà 2019.  Asfalti Brianza risulta sempre in ritardo, chiede continue proroghe e spesso risulta inadempiente. Eppure, i verbali ne rimarcano lo spirito collaborativo (!?).

A maggio 2019 (dopo un anno!) senza aver fatto alcun passo avanti vengono ribadite le proposte avanzate dal Comitato Tutela di Concorezzo, rimaste fino ad allora tutte sulla carta, e ancora ad oggi con nulla o quasi di realizzato.
Per inciso, nelle carte consegnateci dal Comune di Concorezzo non risulta alcun atto formale di incarico a tecnici proposti dal Comitato tutela .

Il  4 luglio 2019 finalmente un'ordinanza del Comune di Concorezzo sollecita all'azienda la realizzazione di alcuni interventi impiantistici, che dovrebbero concludersi ad agosto 2019 e ridurre consistentemente l'impatto delle emissioni.

Il 29/7/2019 la Provincia comunica ad Asfalti Brianza e al Comune di Concorezzo che qualsiasi modifica impiantistica seppur non sostanziale, richiede la propria preventiva autorizzazione (e 60 gg di tempo utile per le verifiche).


Agosto 2019    Viene ordinato dalla Procura di Monza il sequestro degli atti relativi ad Asfalti Brianza presso gli Uffici comunali di Concorezzo.

In vista di un ormai prevedibile sopralluogo sembra ci sia urgenza di “fare pulizia”.  
Esplode infatti un inquinamento fortissimo che specie a tarda sera rende l'aria irrespirabile.
Varie persone finiscono al Pronto soccorso mentre anche parecchi animali domestici hanno disturbi (nausea e vomito). Qualche organo di stampa segnala perfino il ritrovamento non lontano da AB di alcuni gabbiani morti che non recano segni di ferite.

Il Comitato di quartiere Sant'Albino, raccogliendo le sollecitazioni dei cittadini organizza due assemblee pubbliche molto partecipate (2/8 e 2/9/2019) alle quali invita i “tecnici” del Comitato Tutela di Concorezzo (depositari di carte e ‘progetti) che però non intervengono.

Sempre il Comitato di quartiere Sant’’Albino avvia una raccolta di segnalazioni di inquinamento. In un mese e mezzo raccoglie più di 850 segnalazioni. L'area interessata, inizialmente limitata a Sant'Albino e San Damiano si allarga progressivamente ad una cerchia di circa tre chilometri di raggio coinvolgendo Cederna, il quartiere Libertà di Monza e ampie zone di Agrate e Brugherio fino ai confini con Cologno Monzese.


Il 7/8/2019 Il comune di Agrate presenta un primo esposto ai Carabinieri.

Il 13/8//2019 il Sindaco di Concorezzo Capitanio emette una ordinanza sindacale con la motivazione di consentire subito la modifica del bruciatore senza attendere le verifiche della Provincia. L’ ordinanza è del tutto priva di indicazioni in merito alle altre misure di tutela della salute.  Il bruciatore di capacità produttiva maggiore creerà ancor più emissioni del precedente.


4-9-2019 - SOPRALLUOGO ARPA
In seguito a numerose segnalazioni Arpa interviene ma a impianto fermo. Rileva comunque una gestione dei rifiuti non adeguatamente compartimentata con possibili emissioni gassose nelle varie fasi. Verbalizza che i camion escono senza copertura. Vincenzo Bianchi di AB spiega che i camionisti sono padroncini ma ARPA rileva che è compito di AB verificare che la copertura ci sia. Bianchi afferma che il fresato ritirato da altri non viene usato per produrre conglomerato bituminoso cosa che invece avviene per il fresato dei propri cantieri. Ma di ciò, dice ARPA, non fornisce documentazione. AB non ha un registro per segnare gli orari di accensione e spegnimento né registrazione delle temperature.
Essendo l'impianto fermo ARPA non può registrare ulteriori problematiche ma fa delle proposte fra cui l’attivazione della DGR 3018. Aggiunge anche testualmente: “Si evidenzia inoltre che il problema delle molestie olfattive è in prima istanza un problema di carattere sanitario che richiede il coinvolgimento di soggetti in grado di esperire valutazioni specifiche per tale impatto.

20/9/2019 membri della trasmissione “Le Jene” fanno un blitz a casa del sindaco Capitanio e poi nell’azienda girando il servizio che andrà in onda poi il 12/11/2019.
Nei giorni successivi giornali locali e nazionali danno grande risalto al blitz.

24/9/2019 Finalmente anche il comune di Monza, sensibile alle sollecitazioni mediatiche e molto sensibile alla propria immagine,  si sveglia e deposita un esposto alla Procura della Repubblica di Monza.

25/9/2019 – SEQUESTRO - Intanto la Procura della Repubblica di Monza sta indagando sull’azienda e ne decide il sequestro preventivo urgente per scorretta gestione dei rifiuti.

Nel corso del sequestro emerge anche la presenza di rifiuti pericolosi, di percolato nelle fognature.  A poca distanza da un pozzo di acqua potabile di Brianzacque.

La Procura decreta che i rifiuti presenti dovranno essere caratterizzati (analizzati) e smaltiti secondo rigido controllo e affida la responsabilità al Comune di Concorezzo che in realtà non può garantire una presenza continuativa dei propri vigili urbani per cui le operazioni (notturne) vengono controllate “a campione”. 

A noi pare una procedura che offre poche garanzie.


Nel corso dell’intervento della Procura emerge negli  spazi  di  Asfalti  Brianza  la presenza  di  una  sorta  di  azienda  “ fantasma ” ,  denominata  Wu  Bau . 

Da una ricerca in rete questa azienda risulta vincitrice di appalti milionari.

Il 15/10/2019 anche “Il Giornale” dedica un servizio con video alla vicenda Asfalti Brianza”. http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lazienda-che-avvelena-brianza-noi-qui-non-riusciamo-1769058.html

RIPRESA ATTIVITA’ (19/11/2019) - Non tutto in Italia va a rilento.                                     Per ottenere il permesso di riapertura Asfalti Brianza presenta un piano di smaltimento dei rifiuti di 266 pagine in data 25/10/2019. 

Tutti gli enti in indirizzo studiano con grande solerzia il malloppo tanto che il 19/11/2019 l'Azienda è già riaperta!

Nonostante il sequestro in realtà permanga, la Procura della Repubblica di Monza,sospinta presumibilmente a ridurre l’enorme massa di rifiuti, una montagna alta una ventina di metri, consente infatti la ripresa di attività in forma ridotta (solo di notte) e “sperimentale”.

L’Azienda infatti argomenta di poter utilizzare una maggiore quantità di fresato (asfalto vecchio recuperato dalle strade, quindi più impuro e contaminato) e di poterlo “lavorare” con temperature più basse utilizzando “additivi”, dei quali peraltro nessuno conosce la composizione e le eventuali “ricadute” in termini di ulteriore inquinamento.

Di certo gli additivi hanno l’effetto di “coprire” le puzze con un odore indefinibile di tipo dolciastro, senza tuttavia alcuna evidenza comunicata in relazione al fatto che possano neutralizzare la tossicità delle emissioni.

Nessuno fa cenno al fatto che fino a questo momento AB ha sostituito solo il bruciatore (cosa che ha coinciso con emissioni più impattanti e fastidiose in un’area assai più vasta di prima), e quindi continua a “bruciare” utilizzando un impianto obsoleto e un filtro a manica del tutto inadeguato a contenere emissioni gassose (come sono quelle cancerogene).


12/11/2019 SERVIZIO DE “LE IENE”: “VIVERE RESPIRANDO ASFALTO”. Va in onda  il servizio.
Nei giorni successivi ovviamente la stampa locale e nazionale riporta ampia eco del servizio.
17/11/2019 - Il Sindaco Capitanio di Concorezzo comunica che ATO MB HA INVIATO AD ASFALTI BRIANZA UNA DIFFIDA PER SCORRETTA GESTIONE DEGLI SCARICHI METEORICI E FOGNARI.
Tale anomalia desta molta preoccupazione e va assommata a quanto già rilevato durante il sopralluogo che ha preceduto il sequestro: rilevazione di percolato da aree ove erano ammassati anche rifiuti pericolosi, il tutto in un’area nella quale è presente un pozzo di Brianzacque e in cui (come precisa la stessa AUA) la falda è appena a tre metri dalla superficie e non è protetta da alcuno strato argilloso. Per questo il nostro Comitato chiede da mesi verifiche della falda oltre a carotaggi su ampia area.
Il 22/11/2019 interviene anche la Prefetta di Monza che impone finalmente ad ARPA e ad ATS di elaborare un piano di monitoraggio rapido e coordinato in collaborazione col Comune di Concorezzo. Entro il 24 gennaio 2020 Asfalti Brianza dovrà aver smaltito tutta la montagna di fresato ammassata in cortile.

Il 26/11/2019 si tiene la Conferenza dei servizi che rileva la mancanza di documenti e informazioni necessarie da parte di Asfalti Brianza e rinvia il tutto al 10 gennaio 2020.

Nella stessa giornata vi è un secondo blitz de “Le Iene”.

Intanto i comunicati del Comune di Concorezzo descrivono le fasi previste per il piano proposto alla Prefetta (17/12/2019).

Eccone una prima restituzione:

“Martedì 17 dicembre presso il Comune di Concorezzo si è tenuto un incontro di aggiornamento in merito alla questione di Asfalti Brianza. Presenti alla riunione l’assessore al Territorio Silvia Pilati, il vicesindaco di Monza Simone Villa, i funzionari della Provincia MB, i tecnici di ARPA e di ATS. Nel corso della riunione è stato dato aggiornamento sulla procedura di verifica della salubrità dell’aria che ha preso il via ufficialmente nel corso della riunione del 12 dicembre in Prefettura.


Il piano di lavoro, redatto in collaborazione da ARPA ed ATS, prevede tre differenti tipologie di campionamento dell’aria e verrà effettuato da parte di ARPA con anche la collaborazione delle amministrazioni comunali coinvolte.
Un tipo di campionamento verrà effettuato con il Canister, uno strumento in grado di effettuare un campionamento istantaneo dell’aria anche in occasione di particolari casi di molestie olfattive segnalati dai cittadini.
Mercoledì 18 dicembre ha invece preso il via l’installazione di cinque campionatori passivi, posizionati in cinque siti distinti individuati sul territorio dei quattro comuni interessati dalla questione, che serviranno per effettuare il monitoraggio a medio termine che durerà complessivamente tre settimane, distribuite nell’arco di due mesi, in relazione all’effettiva attività dell’azienda. Punti scelti sulla base dello studio di ricaduta delle emissioni e sulla base delle segnalazioni effettuate dalla cittadinanza nei mesi scorsi.
Resta poi confermato il terzo tipo di campionamento tramite il monitoraggio, sempre di medio periodo, con dei campionatori attivi che verranno installati nel mese di gennaio.

I risultati delle analisi dei campionamenti saranno disponibili nel mese di marzo in modo da rendere possibili le valutazioni relative alla qualità dell’aria. Contemporaneamente verrà attivata, da parte di ATS, un’indagine epidemiologica sulla popolazione coinvolta.

Nel corso della riunione è stata inoltre spiegata la procedura per l’attivazione della DGR 3018 per quanto riguarda le emissioni odorigene (NDR: annusatori e schede di segnalazione).

L’attenzione sulla questione di Asfalti Brianza rimane alta e sono attivi diversi tavoli di lavoro per gestire i diversi ambiti della problematica. È fondamentale, ora più che mai, il rispetto da parte dell’azienda di tutte le scadenze previste. In particolare, rimane confermato il termine, espresso dall’ordinanza del Comune di Concorezzo, del 24 gennaio 2020 per concludere lo smaltimento dei rifiuti da parte dell’azienda.”

Per quanto leggiamo sulla stampa il Piano ha secondo noi notevoli pecche.


  • IN PRIMO LUOGO, NON SI PARLI PIU’ DI "MOLESTIE OLFATTIVE", DI DGR 3018 E DI "ANNUSATORI" E SI PARLI DI RISCHIO DI CANCRO.

  • I SOLI CONTROLLI NECESSARI E INCONFUTABILI SONO QUELLI FATTI NEL CAMINO, CON IMPIANTO A MASSIMO REGIME E PER UN PERIODO LUNGO.

  • I CONTROLLI VANNO EFFETTUATI DAL NOE DEI CARABINIERI (perché è reparto specializzato e perché non è pensabile che istituzioni che per cinque anni non hanno fatto nulla ora si attivino per trovare risultati che potrebbero far saltare molte teste).

  • LA TEMPISTICA PROGRAMMATA PER I CONTROLLI SEMBRA DESTINATA A NON CONSEGUIRE ALCUN RISULTATO (SALVO QUELLO DI TAPPARCI LA BOCCA PER SEMPRE). Si controllano emissioni (non nel camino) in una stagione di bassissima produzione, finestre ermeticamente chiuse, umidità, alto livello di smog da riscaldamenti e veicoli. Se i vari nasi elettronici ecc. sono così efficienti perché non sono stati attivati negli anni scorsi o almeno immediatamente a luglio e agosto di quest'anno quando AB ha prodotto emissioni tanto insopportabili che perfino cani e gatti vomitavano? (con circa 900 segnalazioni da parte della popolazione!).  
  • LA MODALITA' DEI CONTROLLI NON È CONVINCENTE. Finora ci pare di aver capito che non ci sarà alcun monitoraggio nel camino ma UN SOLO CANISTER affidato ai vigili urbani di Monza (perché mai?) che dovrebbero correre di notte a piazzarlo SU CHIAMATA, cioè se qualche cittadino (nonostante le finestre chiuse, la produzione a scartamento ridotto, la consapevolezza di AB di essere sotto controllo e di non poter rischiare alcunché) dovesse comunque segnalare particolari emergenze. Dalle nostre letture risulta anche che l'affidabilità dei vari campionatori è condizionata da una quantità di altri fattori (vento, umidità, livelli circostanti di smog da veicoli, da riscaldamento e da altri impianti industriali; utilizzo di additivi, come nel nostro caso, usati per abbattere alcuni elementi inquinanti e soprattutto per "coprire" le "molestie olfattive" ecc. ecc.).

  • GLI UNICI FILTRI IN GRADO DI AGIRE SULLE EMISSIONI GASSOSE SONO QUELLI AI CARBONI ATTIVI, ma sono costosi, vanno cambiati di continuo e soprattutto tengono traccia di tutto ciò che vi passa attraverso.

  • ASFALTI BRIANZA non è un'azienda qualsiasi. Questa proprietà (vedi anche l’appendice a fondo post *) si è distinta nei decenni per problematiche denunciate dalla popolazione di Segrate, Monza, Agrate, Brugherio, Concorezzo. È sempre stata inadempiente e in ritardo anche sui tavoli promossi dal Comune di Concorezzo (a che pro?). Ha ufficialmente quattro dipendenti, debiti pesanti con INPS e INAIL per il mancato versamento dei contributi; un capitale sociale di 10.000 euro.
La montagna di rifiuti che andrebbe rimossa entro il 24 gennaio rimane là, intatta, ben più alta del camino. AB ha un impianto antidiluviano. AB non è un'azienda strategica per il paese.
Come si spiega tutta questa cautela e la disponibilità mostrata per anni nei suoi confronti da parte dell'Amministrazione comunale di Concorezzo e non solo? Incapaci di intervenire per cinque anni ora mostrano una gran fretta di attivare misure formalmente corrette (la DGR 3018), ma sostanzialmente sbagliate? 

Crediamo che in questo contesto anche le poche figure positive, come i sindaci di Agrate e Brugherio e più recentemente la Prefetta, rischino di essere fuorviate da una ricostruzione parziale che si focalizza solo sugli ultimi eventi e che si richiama solo alle norme riguardanti le "molestie olfattive".
Ma noi la storia la conosciamo tutta e non intendiamo recedere.

10 /01/ 2020  Seconda Conferenza dei servizi.  Asfalti Brianza presenta una documentazione corposa  ma del tutto insoddisfacente rispetto alle richieste, mostrando oltretutto di non essere in grado di operare lo smaltimento rifiuti come ordinato nella seduta precedente. Per l’ennesima volta si concede ad AB una proroga. Potrà produrre i documenti entro il 20/1 (per ulteriore incontro del 23/1/2020.

Il Comitato di Quartiere con l’aiuto dell’Associazione Minerva di Concorezzo rileva che a meno di 200 mt dall’enorme montagna di vecchio catrame, accumulata a cielo aperto nello spazio dell’azienda, si trova un pozzo gestito da Brianza Acque.
La documentazione dell’azienda sembra rilevare una diversa misurazione prendendo però una vecchia fotografia da google maps.


La trasmissione Le Jene aggiorna il servizio precedente,


ed esattamente come in occasione del loro primo servizio le amministrazioni di Concorezzo e Monza si attivano immediatamente.

Da Concorezzo Mauro Capitanio parla di “due passi indietro” da parte di Asfalti Brianza. “La partita è stata gestita in maniera molto superficiale e non si capisce dove sia il confine fra la non percezione della gravità della situazione e l’incompetenza dell’azienda”, dice il sindaco.


Da Monza Dario Allevi e Simone Villa (vicesindaco) dichiarano che:”….al termine di questo iter non esiteremo a rivolgerci ancora alla Procura”.

Si materializza per la prima volta anche l'Assessore alla sicurezza  Arena 



Noi del Comitato di Quartiere S.Albino riteniamo scandaloso rinnovare l'AUA in assenza di un sacco di interventi a suo tempo promessi e mai realizzati.

Continuiamo a ripetere che OCCORRONO CONTROLLI DELLE EMISSIONI NEL CAMINO  CON FILTRI A CARBONI ATTIVI E IMPIANTO A MASSIMO REGIME e che occorre la SUPERVISIONE DEL NOE DEI CARABINIERI. E’ poco plausibile che gli stessi enti che sono stati parte in causa in questi cinque anni e mezzo giungano ora a dichiarare che abbiamo vissuto tutti questi anni in presenza di rischi gravi per la salute.
Inoltre non abbiamo a che fare con una azienda qualsiasi. Il 17/1/2020 assistiamo all’ennesimo colpo di teatro da parte di Asfalti Brianza che, non in grado di produrre la documentazione richiesta, rinuncia al rilascio della nuova AUA per “modifica non sostanziale” all’impianto ma annuncia che presenterà richiesta per una modifica sostanziale. Presumendo con ciò di prorogare ad infinitum lo status quo. Posizione peraltro avallata in qualche modo dal sindaco Capitanio che dice che a questo punto “vige la condizione in essere”. Annuncia peraltro che manderà comunicazione a Prefettura e Procura del mancato smaltimento dei rifiuti che AB avrebbe dovuto inderogabilmente realizzare entro il 24/1/2020.  



Alle due autorità si rivolgono anche i  sindaci di Agrate  e Brugherio con una lettera dai toni molto preoccupati.
Intanto Capitanio durante il Consiglio comunale di Concorezzo (29/1/2020) deve ammettere che effettivamente il cumulo dei rifiuti di AB è situato a meno di 200 m. dal pozzo di Brianzacque (cosa su cui tutti finora avevano taciuto) e che resta aperta la diffida di ATO MB per irregolarità nella raccolta degli scarichi meteorici di prima pioggia. In compenso Brianzacque garantisce che la qualità dell’acqua a Sant’Albino rispetta i parametri. Fortunatamente anche i controlli fatti effettuare dagli utenti dell’Orto comunitario a Sant’Albino sembrano rassicurare.
Intanto i controlli da DGR 3018 (“annusatori” ecc.) vengono sensatamente sospesi perché al momento la produzione è ridotta, AB è costretta dalla Procura a non ricorrere al fresato ma può utilizzare “additivi” profumati, le finestre sono chiuse e l’inquinamento diffuso da traffico e riscaldamenti talmente alto da non consentire risultati attendibili. Secondo noi per gli stessi motivi non daranno risultati credibili i controlli che si effettuano mediante  canister e campionatori vari. Che queste verifiche siano poco utili lo dimostra il fatto che nei giorni dei controlli al camino (20 e 21/1/2020) il nostro modulo di segnalazioni da parte dei cittadini ha raccolto 1  sola segnalazione di “lieve odore” a fronte di 900 segnalazioni di luglio e agosto 2019, mesi in cui l’azienda, col fiato della Procura sul collo, ha evidentemente dato fondo alla sua più abituale produzione.
Intanto comunque Asfalti Brianza, nonostante tutto, continua lavorare, sia pure in forma ridotta, con il solito impianto obsoleto, cui è stato cambiato solo il bruciatore, con una pretesa anzi di aumentare di 4 volte il volume delle emissioni, col solito insufficiente filtro a manica, senza alcuno degli  accorgimenti promessi per ridurre il rischio sanitario e senza alcuna messa a regime autorizzativa.
Eppure, se volesse, Asfalti Brianza potrebbe porre fine assai rapidamente a questa diatriba. Basterebbe adottasse (o che qualcuno le imponesse di adottare) filtri ai carboni attivi, in grado di contenere anche le emissioni gassose. Ma costano, vanno cambiati di frequente e soprattutto RECANO TRACCIA DI QUANTO VIENE BRUCIATO.
  

In attesa di un incontro con la Prefetta convocheremo a breve un'assemblea pubblica che, in assenza di altre garanzie, preparerà una forte mobilitazione.


Per concludere: HACKERAGGIO INFORMATICO?
Dai primi di dicembre 2019 a tutto oggi il nostro blog (http://comitatosantalbino.blogspot.com) che svolge anche funzioni di utilità sociale (vedi ad es. un recente messaggio del medico di base ai suoi pazienti) subisce un boicottaggio digitale per cui risulta impossibile inserire direttamente su Facebook qualsiasi post, indiscriminatamente e indipendentemente dai contenuti. Inoltre, anche nostri gruppi WhatsApp collegati all’impegno sul tema Asfalti Brianza e raggruppanti più di un centinaio di persone subiscono quasi quotidianamente attacchi mediante inserimento di link da siti pornografici.
Un po’ come a Segrate alcuni anni fa, quando una grossa mobilitazione della cittadinanza contro i proprietari (gli stessi di A.B.)della poi fallita Lucchini & Artoni fu boicottata mediante distruzione notturna di tutti i manifesti di convocazione affissi (notizia riportata dalla stampa). Sarà un caso?

CQSASD




APPENDICE DEDICATA A NOTIZIE TRATTE DALLA STAMPA A PROPOSITO DI ASFALTI BRIANZA E SUA PROPRIETA’:


  • una rassegna stampa che desta qualche preoccupazione:



E ancora altre notizie:

Oltre a ulteriori questioni (informativa DIA per subappalti “anomali”, multe, problematiche giudiziarie per i lavori al Quartiere Santa Giulia di Milano ecc.) per anni la Lucchini & Artoni, appartenente agli stessi Bianchi proprietari di Asfalti Brianza, venne contestata dalla popolazione di Segrate a causa di miasmi e rumori, specie notturni.
Consiglio comunale di Segrate del 26/9/2011 - INTERROGAZIONE N. 26 DEL 26.9.2011 AD OGGETTO: “PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DELLA DITTA LUCCHINI ARTONI” A FIRMA DEL CONSIGLIERE P. MICHELI - INTERROGAZIONE N. 27 DEL 26.9.2011 AD OGGETTO: “DISTURBI CAUSATI AI CITTADINI DI SEGRATE DALLE EMISSIONI IN ATMOSFERA, DALLA POLVERE E DAL RUMORE DERIVANTI DALL’ATTIVITA’ DELLA DITTA LUCCHINI ARTONI” A FIRMA DEI CONSIGLIERI L. RADAELLI E S. CARRIERI - MOZIONE N. 10 DEL 26.9.2011 AD OGGETTO: “DELOCALIZZAZIONE DELLA LUCCHINI ARTONI” A FIRMA DEI CONSIGLIERI P. MICHELI E G. ROSA
13/3/2012 -  la Procura della Repubblica di Milano indaga sulla “Lucchini & Artoni” per eventuali reati ambientali e sequestra un’area di 30.000 mq della L.& A. dove sarebbero stati stoccati rifiuti pericolosi” (dal sito di “Libera”   http://liberamb.altervista.org/wp-content/uploads/2014/01/Report_mafie_a_Milano_e_in_Lombardia_sesta_edizione_aggiornato_25_10_2012.pdf).

1/8/2012  Viene sottoscritto l’atto costitutivo della società Asfalti Brianza.

Dopo soli due giorni, cioè il 3/08/12 si dichiara aperta la procedura di fallimento concordato della Lucchini & Artoni.

A seguito di ciò inizia anche un calvario per più di 200 dipendenti (erano dipendenti non padroncini come pare sia adesso), per la maggior parte autotrasportatori. Intanto però i lavori e l’emissione di odori contro cui la popolazione si mobilita proseguono (inspiegabilmente) per quasi un anno all’interno del perimetro della Lucchini & Artoni.
Col senno di poi probabilmente in quei giorni ci si appresta a trasferire altrove lavorazioni…e polemiche.
La procedura di fallimento va avanti e nel 2017 si procede ad asta giudiziaria (su una base di 4.700 Euro) dei beni rimasti, atti a rifondere (si presume molto parzialmente) i creditori.
L’8/1/2014 Vincenzo Bianchi, reduce dal fallimento di L & A, compra dai Ferrario, con una società (la AB) che ha capitale sociale di 10.000 (diecimila) Euro l’impianto di Concorezzo pagandolo una cifra di 1 milione e 400mila €+IVA (unmilionequattrocentomila euro più IVA), tramite una comparente (a quanto risulta dall’atto notarile), tale Rito Maria Angela.

Il 27-2-2014 viene presentata in Provincia la richiesta di voltura delle autorizzazioni dalla Ferrario Costante srl alla Asfalti Brianza srl.

Il 4/3/2014 la Edil Bianchi (ex Lucchini & Artoni) dichiara di spostare la produzione di Bitume da Segrate (indiviniamo dove?) e per la “riqualificazione “ dell’area propone all’amministrazione di Segrate un progetto di lottizzazione che offrirà al Comune 3.500.000 euro di oneri di urbanizzazione all’anno (per tre anni).Vedi qui:  https://www.7giorni.info/cronaca/segrate/la-dove-cera-la-lucchini-artoni-ora-capannoni-e-uffici.html  





Alleghiamo anche mappa delle segnalazioni raccolte dal nostro Comitato
Mappa delle segnalazioni prodotte da CQSA - realizzata da La Rondine di Concorezzo)








































Pozzo Brianzacque - a meno di 200 m. (linea rossa)

Elaborazione La  Rondine