Dell’Egitto. E di noi - Ida Dominijanni - Internazionale

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Flavio Tosi: una sconfitta storica | Radio Popolare Verona

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"Report calunniato da Flavio Tosi". Il sindaco di Verona imputato dopo il trappolone per impedire un'inchiesta - Il Fatto Quotidiano

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Cosa sono le foibe - Internazionale

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Pulizia etnica all'italiana

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"E LE FOIBE?" (SAVERIO TOMMASI)

E LE FOIBE?

E LE FOIBE?Quante volte l'avete sentito dire? Di solito viene usata come frase calante di chi non ha altro da dire. E' smentito su tutto, non sa più cosa dire, difendeva l'indifendibile fino a un secondo prima e allora se ne esce dicendo "e le foibe?" che è poi il fratello del più recente "e i marò?" che qualche tempo fa veniva declinato come "e allora i gulag?" dimostrando che la fantasia di certuni è compresa fra la ruota del criceto e l'imitazione di una scureggia con la mano sotto l'ascella.E dunque, oggi 10 febbraio, è la giornata del ricordo delle Foibe. Sul perché la sinistra non sia in piazza, guardatevi questo video, che ho girato al tempo di Ruby Rubacuori.I morti sono di tutti, ma le strumentalizzazioni, i richiami al fascismo, i cori di appartenenza identitaria, i capelli rasati in abbinamento con gli anfibi, l'odio per gli immigrati, l'opposizione ai diritti civili, questa roba è solo di destra.Per questo, come dico nel video, i morti mi appartengono. Ma prima di scendere in piazza al fianco di questi soggetti preferirei darmi una martellata dove non batte il sole.Saverio Tommasi

Pubblicato da Saverio Tommasi su Sabato 19 dicembre 2015

Tosi perde contro Report perché tutte le notizie risultano comprovate!

Report Tosi contro Report, archiviate tutte le querele<br /> a carico di Sigfrido Ranucci

NAWAL

Nawal Soufi è una ragazza che oggi ha 28 anni, studia e lavora in provincia di Catania dove è arrivata quando aveva un mese di vita, dal Marocco, assieme alla famiglia: è l' angelo dei profughi. Racconta la sua storia Daniele Biella, un amico molto caro qui su FB che purtroppo non conosco personalmente. E' uscito il suo libro Migranti, la storia di Nawal e dei 'Giusti del Mediterraneo'. Allego l' intervista a Repubblica e sono molto contenta che in qualche modo si sia accesa più di una luce su lui e persone straordinarie come Nawal ...Nel 2015 sono morti in mare 700 bambini che cercavano di arrivare in Europa.


http://www.repubblica.it/…/nawal_l_angelo_dei_profughi-132…/
http://www.pressenza.com/…/nawal-una-storia-di-determinazi…/



"Nawal  Soufi, l' angelo dei profughi " Si possono considerare i "Giusti del Mediterraneo", una rete collettiva in cui ognuno dà quel che può in modo gratuito, organizzandosi spesso via social network come facebook - che oggi più che mai ha assunto un'importanza fondamentale nell'azione di salvaguardia dei diritti umani - e avendo al suo interno ogni tipo di professionalità, da avvocati a insegnanti, da studenti a impiegati, da operai a pensionati. Nel tempo sto conoscendo a fondo questi gruppi e devo dire che sono animati da un'umanità che supera ogni barriera, gettando ponti che le autorità dovrebbero fare propri, per migliorare la situazione attuale."@[100004262199125:2048:Daniele Biella]"


 
 
 
  
 
 
 
 
http://www.repubblica.it/.../nawal_l_angelo_dei.../...
 
 
Migranti, la storia di Nawal e dei 'Giusti del Mediterraneo' 08 febbraio 2016 Solo qualche mese dall'uscita e Nawal, l'angelo dei profughi, è già alla quarta edizione. E' la storia vera di  Nawal  Soufi,  arrivata ancora in fasce dal Marocco ventotto anni fa e da sempre impegnata a favore dei migran…
repubblica.it

Sala, le primarie e le truppe cammellate: grossa bufala a Chinatown - Famiglia Cristiana

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Migranti, la storia di Nawal e dei 'Giusti del Mediterraneo' - Repubblica.it

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SILVESTRO MONTANARO: CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO IN SIRIA!

CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO IN SIRIA !
La parola e' alle armi. Come sempre negli ultimi cinque anni. Il tavolo di trattativa sulla Siria è miseramente fallito prima ancora che iniziasse il benché minimo colloquio. tutto rinviato a fine mese, ma nei fatti tutto rinviato ai campi di battaglia.
I grandi attori della crisi siriana sono ancora convinti di poter strappare una vittoria definitiva per il proprio campo. Ne e' convinto Assad, il presidente siriano, che con l'aiuto dei russi sta riconquistando una posizione dopo l'altra. Ne e' convinta la Turchia di Erdogan che sembra già' pensare ad un intervento armato di terra. Ne sono convinti i sauditi che tanto hanno speso per mandare all'inferno Assad ed i suoi. Ne sono convinti americani, francesi ed inglesi, che a questa avventura sanguinosa hanno dato il via, refrattari ad una trattativa in cui il regime siriano abbia voce in capitolo.
Si scaricano le colpe sul protagonismo militare russo reso pero' possibile dall'assenza di qualsiasi prospettiva di sbocco da un massacro che va avanti da cinque maledettissimi anni. Si cercano scuse nella difficoltà' di comporre una posizione unitaria tra i vari gruppi dell'opposizione armata come se realmente avessero potere decisionale e non fossero invece marionette finanziate e addestrate dai nemici internazionali di Assad.
Intanto, un paese e' stato distrutto, un popolo martoriato e disperso. E si continua cinicamente a farlo.I profughi siriani sono milioni. Niente li terra' fermi nei campi in Libano, Turchia e Giordania. Si illude chi pensa che basti foraggiare quei campi ed evitare che li' si soffra la fame. I campi profughi sono immensi pollai che possono resistere alcuni mesi. Poi e' legittimo, se non si può' ritornare a casa propria, cercare vita e futuro altrove. Ed e' esattamente quello che e' successo e succede anche oggi. E succederà' nei prossimi mesi.
Ai siriani va offerta l'unica cosa che nessuno, ad oggi, offre. La seria prospettiva del ritorno a casa. La pace, la ricostruzione. Altrimenti verranno da noi. In ogni modo. Con tutti gli infiniti problemi che questo esodo di massa comporta.
Infami! E' l'unica parola che mi esce dal cuore osservando l'operato dei grandi attori internazionali. Hanno voluto la crisi siriana immaginando di poter fare come in Libia. Un'avventura militare di qualche mese e l'assassinio del tiranno. E poi trattare con i vincitori amici sul bottino. Hanno,invece, dato il la ad un buco nero geopolitico che ha cancellato un paese e rischia ogni giorno di far da detonatore di guai ancor, se possibile, più' grandi.
Cessate il fuoco immediato! E' l'unica cosa da fare per avviare trattative serie e rimettere in cammino la speranza. I movimenti della pace devono far sentire la loro voce. Prima che sia troppo tardi, anche se e' tardi, tardissimo, per milioni di donne e bambini innocenti sacrificati sull'altare di oleodotti e squallide logiche di potere.

Egyptian Mourners outside Italian embassy in memory of tortured Giulio Regeni

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Amnesty International: la Turchia garantisca l'ingresso sicuro ai siriani in fuga da Aleppo sotto attacco

 press@amnesty.it

Feb 5 alle 6:13 PM

A

stampa@amnesty-ml.amnesty.it

Corpo del messaggio



COMUNICATO STAMPA
CS022-2016

AMNESTY INTERNATIONAL: LA TURCHIA GARANTISCA L’INGRESSO SICURO AI SIRIANI IN FUGA DA ALEPPO SOTTO ATTACCO

Amnesty International ha sollecitato il governo turco a garantire l’ingresso in condizioni di sicurezza alle decine di migliaia di persone - da 40.000 a 70.000 - in fuga da Aleppo a causa degli attacchi delle forze russe e dell’esercito siriano.

Secondo le notizie ricevute dall’organizzazione per i diritti umani, almeno 20.000 persone sarebbero già in attesa di entrare in Turchia dal valico di Oncupinar, nella provincia di Kilis, che tuttavia resta chiuso.

“La Turchia ha permesso a tantissime persone di fuggire dall’orrore della guerra e della catastrofe umanitaria. Non può ora chiudere la porta a persone alla disperata ricerca di salvezza” – ha dichiarato Sherif Elsayed-Ali, vicedirettore del programma Temi globali di Amnesty International.

“Queste persone sono scampate ad attacchi aerei e a duri combattimenti e con ogni probabilità sono traumatizzate ed esauste. La Turchia deve consentire loro di entrare e la comunità internazionale deve fare tutto il possibile per dare adeguato sostegno al paese” – ha aggiunto Elsayed-Ali.

Amnesty International ha documentato massicci attacchi illegali contro centri abitati e strutture sanitarie da parte delle forze governative siriane per tutta la durata del conflitto e, recentemente, sempre più spesso da parte delle forze russe, che nel settembre 2015 sono intervenute in appoggio al governo siriano. Amnesty International ha raccolto prove circa l’uso illegale di bombe non guidate contro centri densamente popolati così come delle bombe a grappolo, che per loro natura sono armi indiscriminate.

“L’offensiva congiunta russo-siriana su Aleppo sta facendo pagare un duro prezzo alla popolazione civile, costringendo numerose migliaia di persone alla fuga e alimentando il timore di un ulteriore assedio, dato che le vie di rifornimento verso le zone controllate dall’opposizione sono state bloccate. Non vediamo come la comunità internazionale possa dirsi sorpresa di questo esodo” – ha proseguito Elsayed-Ali.

“La conferenza dei donatori svoltasi il 4 febbraio a Londra si è impegnata a versare 10 miliardi di dollari in favore delle persone colpite dalla guerra della Siria, ma gli sviluppi odierni testimoniano ulteriormente l’urgenza di questi fondi. La Turchia, insieme al Libano e alla Giordania, sta ospitando un numero enormemente sproporzionato di rifugiati ed è fondamentale che la comunità internazionale dia seguito agli impegni e metta inoltre a disposizione un numero maggiore di posti per il reinsediamento”.

 FINE DEL COMUNICATO
Roma, 5 febbraio 2016